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Il Ruggito del Leone, sgambetto anche alla Reyer: "Grandissima difesa contro una signora squadra"

06 Settembre 2020
di vicedirettore

Avevo chiuso il mio commento dopo la vittoria di Treviso dicendo che ero curioso di vedere i nostri contro Venezia.

Ecco, la curiosità veniva da una squadra con 5 stranieri e 2 italiani nuovi che si allena al completo da circa 20 giorni che sfida la squadra ancora campione d'Italia che da 3 anni gioca praticamente con gli stessi uomini. Tutti questi parametri davano poche possibilità ma io ero curioso e, confesso, con una solida fiducia.

 

Curiosità soddisfatta come meglio non si poteva. Siamo una squadra vera, una squadra tosta. Abbiamo sconfitto Venezia con una difesa monstre, abbiamo tenuto Venezia sotto i 70 punti, cosa per lei inusuale e sorprendente.

Abbiamo vinto nella partita con le peggiori percentuali, 4 su 20 da tre quando a Treviso abbiamo sfiorato il 50%. 12 liberi su 22 che ci potevano costare cari, e invece si è vinto. Vien da chiedersi come, visto anche che i rimbalzi sono finiti in parità. Semplicemente abbiamo tirato di più, 6 tiri in più e questo perché abbiamo sfruttato il gap di palle perse. Noi solo 9 contro le 17 di Venezia.

E tutti sappiamo che le palle perse spesso scaturiscono da difese aggressive. E noi difendiamo. Alla grande.

In una partita dai numeri invertiti, si invertono anche alcune prestazioni dei ragazzi.

Udanoh signore del pitturato, Doyle prezioso e chirurgico nei momenti chiave, Lobito Fernandez di personalità e con un assist da altre platee,

Laquintana si è confermato, Grazulis difende come un leone ma in attacco si è visto di meno.

Henry ancora bene, ma dopo una tripla nel finale ha rivolto uno sberleffo alla panchina di Venezia e coach De Raffaele gli ha fatto un bel "no" col dito indice. Ecco, siccome lo ha fatto anche con Trento, andrebbe un momentino indottrinato, visto che oltretutto è un signor giocatore.

Che dire di Venezia, mi luccicavano gli occhi veder giocare i nostri imbrigliando e mandando in confusione una squadra di tale levatura.

Stone e la sua striscia di triple nell'ultimo quarto, la sostanza di Chappell, la classe di Daye, la potenza esplosiva di Stefano Tonut e noi a metterli sempre sotto, per tutto il match. Troppo intrigante, troppo piacevole.

Ci divertiremo quest'annata, sperando non sia soltanto davanti alla TV.

Adesso si va a Venezia, ma con consapevolezza e tanta autostima.

VITTORIO LEONE