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Vittorio Leone

Il Ruggito del Leone, sanguinosa disfatta della Pall. Trieste contro Roma: "Manca freddezza, qualità e personalità"

10 Febbraio 2024
di vicedirettore

Sanguinosa disfatta della Pallacanestro Trieste contro la LUISS Roma (85-88), primo match della fase ad orologio, che a noi serve solo per mantenere il quinto posto che dovrebbe essere al sicuro, dico dovrebbe perchè dopo una sconfitta difficile da commentare potremmo anche perderle tutte (se non cambia qualcosa).
Dopo un primo tempo giocato bene in scioltezza contro una squadra oggettivamente modesta che ha riportato uno score all'attivo di 26 punti nel primo quarto ed altrettanti nel secondo per un + 17 all'intervallo lungo. Percentuali ovviamente brillanti; 6 su 11 nei (finalmente) pochi tiri da tre presi, i laziali 3 su 16, nei tiri da due noi 15 su 25 loro 10 su 18 quindi allineati. Tiri liberi noi 4 su 5 e loro 6 su 8 per un dominio totale, ma la partita dura 40 minuti
Nel secondo tempo ma soprattutto nell'ultimo quarto cambia tutto e mi è venuta alla mente la infausta gara di Cento dove dal ventello di vantaggio siamo arrivati all'overtime per perderla. Ecco pensavo che avremmo  fatto la stessa fine ma ero ottimista, l'abbiamo persa al 40'.
L'ultimo quarto merita una focus sui numeri. Abbiamo subito 29 punti realizzandone 15, noi 4 palle perse loro solo 1, noi tiri complessivi 4 su 17 loro 10 su 20.
Nel dettaglio (doloroso) noi 1 su 10 da tre punti e loro 5 su 10 mentre da due punti noi 3 su 7 e loro 5 su 10.
Attenzione: 11 tiri da tre nell'intero primo tempo e ben 10 nel solo ultimo quarto, segno che quando l'acqua ci arriva alla golo, le triple sono il rifugio per la salvezza, ma noi non abbiamo nè freddezza, nè qualita' nè personalità per trasformarle in un'arma vincente. Come ciliegina sull'amara torta nei personali noi 6 su 11 (in un solo quarto) e loro 4 su 6.
Morale: un limpido harakiri.
Non si salva nessuno, non ha nemmeno senso guardare alle prestazioni dei singoli, una nota però la faccio: Ruzzier (definito pochi giorni fa dal coach il miglior play del torneo come difensore), è stato buggerato dal terzo playmaker di Roma, un peperino alto 174 cm. (Domenico D'Argenzio) autore di 11 punti in 12 minuti e autentico trascinatore dei suoi sul quale non gli è rimasto altro che bloccarlo con un fallo antisportivo, cosa rara per lui. 
Aggiungo: al rientro in campo dopo il time out a 30" dalla fine la curva nord è stata fantastica nell'incitare e sostenere i nostri ragazzi che hanno risposto con un finale inguardabile e ingiudicabile che ha scatenato bordate di fischi e cori offensivi verso il GM Arcieri, con tensioni proseguite ben oltre la fine della contesa.
In sala stampa Arcieri ha ribadito che si va avanti con fiducia e che non cambia nulla, pur se si è raggiunto il punto più basso della stagione (e farlo a febbraio è un traguardo veramente gratificante a mio parere).
Sinceramente si rimane sbigottiti a sentire certe rivisitazioni della gara, ma il coach ci ha già abituato al nulla per cui...nulla di nuovo. Per aspera ad astra.
 
VITTORIO LEONE