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Il Ruggito del Leone, riflessioni post Verona: "Guai a sbagliare la strategia di mercato, l'inferno della serie A2 è dietro l'angolo"

03 Gennaio 2023
di vicedirettore

A Verona abbiamo perso malamente, sbagliando partita fin dalla palla a due, soprattutto con gli uomini più rappresentativi e affidabili.

Arrendevoli in difesa, distratti e confusi in attacco.

E le altre partite dell'ultimo turno abbinate a quelle delle ultime giornate fanno un po' di luce sulla situazione delle squadre nella parte bassa della classifica a meno due turni dalla fine del girone di andata del torneo.

Allora si può vedere che la Pallacanestro Trieste è in piena lotta per la salvezza.

E che al momento (e sottolineo al momento perché nel basket tutto è mutevole sempre) le nostre avversarie sono Verona (che contro di noi pur prevalendo non mi è piaciuta), Napoli (che adesso con Cesare Pancotto cambierà registro) e Reggio Emilia (che ha appena rifilato 19 punti di scarto a una Pesaro in forma).

Diciamo che tutte e tre queste rivali le affronteremo in casa nel girone di ritorno (e Napoli già a fine gennaio) e ciò può essere confortante, oltretutto abbiamo due scontri diretti già a nostro favore.

Ma il punto è: con quale roster affronteremo il girone di ritorno? Ci sarà immissione di denaro fresco da parte di CSG che ci permetta di rafforzarci? Noi abbiamo due slot per stranieri disponibili, con il passaggio al 6+6 potremmo usarne uno per un ala piccola (ruolo di Campogrande e Deangeli) oppure per un'ala forte (Lever e Pacher) oppure per entrambe magari tagliando Pacher o Gaines ma in questo caso dovessero arrivare infortuni seri non potremmo più intervenire sul mercato.

Quale strategia attrae di più? Fino a prima della sfida di Verona io puntavo a un'ala piccola che avesse punti nelle mani e continuità di rendimento. Vista l'involuzione di Pacher e la fatica nella crescita di Lever sto virando su un'ala forte di peso e di verticalità. Si vedrà, quello che conta però è mantenere la categoria, perché scendere in A2 sarebbe una catastrofe sportiva considerando i sogni di gloria europei del gruppo Cotogna.

La A2 è un inferno, con nobili decadute (Cantù, Cremona e Fortitudo) e compagini ambizione (Udine, Torino, Pistoia, Forlì) che stentano a risalire. D'altronde le promozioni sono soltanto due.

Per cui la missione è: salvezza (prima possibile).

Bello sarebbe poi assistere a una presentazione come si deve della nuova proprietà nella quale capire "live" le linee guida del nuovo corso (inclusa la guida tecnica).

Adesso sotto con Scafati dell'ostico Caja. Urge vincere.

VITTORIO LEONE