
Calcio e basket, a Trieste tifosi imbufaliti contro gli arbitri
Calcio e basket, due delle maggiori passioni dei tifosi triestini che nel corso degli ultimi cinquant’anni si erano innamorati anche della pallamano.
Nello sport con la palla di cuoio, si sa, le cose da dopo il 2010 non stanno andando granchè bene con un fallimento e varie vicissitudini societarie che dopo la scomparsa di Mario Biasin hanno portato all’attuale gestione con alla presidenza Simone Giacomini. A dire il vero la stagione 2018/2019 sembrava quella della rinascita alabardata con l’ormai famosa finale play-off persa in casa contro il Pisa, gara diretta dall’arbitro Sozza di Seregno che nel frattempo è approdato in serie A. Già, l’arbitro Sozza. Quello dei due rigori non assegnati all’Unione nei minuti finali dei tempi regolamentari, penalty che se segnato/i avrebbero potuto mandare la Triestina in serie B. Ma l’Alabarda nel corso degli anni si è trovata di fronte arbitraggi spesso molto mediocri, e altrettanto spesso insufficienti. Qualcuno ricorderà Brighi di Cesena, in un periodo in cui la squadra lottava per le prime posizioni, con lui in undici gare dirette per l’Unione ci furono nove sconfitte e due pareggi con sette rigori contro e ben sei espulsioni. In quest’ultima domenica contro la Pro Sesto è stata la volta di Filippo Giaccaglia di Jesi a non aver convinto società e tifosi (doppio giallo a Masi ed espulsione a Mauro Giacomini dalla panchina) con quest’ultimi che si sono lasciati andare ad una rumorosa contestazione verso la giacchetta nera. In un calcio che ha trovato nella serie A un aiuto dal Var (anche se in realtà in certi casi incredibilmente non lo si può usare) vede nelle categorie inferiori molte direzioni scadenti, non sempre per sudditanza psicologica ma proprio per la modestia della medesima classe arbitrale. Nel caso della Triestina, sgomeberiamo i dubbi, la squadra non è sicuramente ultima per colpa degli arbitri, però con direzioni maggiormente all’altezza forse qualche punto in più sarebbe arrivato e quando lotti per non retrocedere tutto fa brodo.
Anche nello sport della palla a spicchi la categoria arbitrale fa probabilmente ancora peggio, a volte dei disastri. Domenica la Pallacanestro Trieste sfidava i campioni d’Italia dell’Olimpia Milano con 6000 sugli spalti a cercare di trascinare una squadra che era reduce da ben quattro vittorie di fila. I fischietti rispondevano ai nomi di Paternicò, Paglialunga e Valleriani. Ebbene anche qui diverse decisioni errate, nel caso specifico optiamo per una certa sudditanza psicologica nei confronti dei meneghini. Al pubblico del Dome non sono andati decisamente giù, la squadra infatti stava lottando punto a punto contro la corazzata ospite e in questi casi ogni fischio può decidere la partita. Il pubblico triestino è un pubblico di veri intenditori di basket, e quando un arbitro emette un fischio, se tutto il palazzo esplode di rabbia significa che il fischio è sbagliato. E quando in una partita succede più di una volta significa che non stai arbitrando bene. Il pubblico per far sentire il proprio disappunto poi si lascia andare a grida contro la Lega Basket e qualche volta, come capitato proprio durante questa combattuta sfida, arriva anche un lancio verso il parquet di palle di carta. E poi al lunedi arrivano le multe. In questo caso sono 1100 euro. Le arrabbiature contro gli arbitraggi scadenti però non riguardano solo Trieste, ogni settimana è un abbondante bollettino con i 500 euro fissi per “offese collettive sporadiche nei confronti degli arbitri”, questa settimana è toccato anche a Segafredo Bologna, Carpegna Pesaro e Tezenis Verona (anche qui però con l’aggiunta del lancio di palle di carta). A Segafredo e Tezenis ulteriore multa per il comportamento di un proprio dirigente contro gli stessi direttori di gara. L’attuale stagione di serie A è molto equilibrata con tante squadre squadre che lottano per i play-off e tante che lottano per non retrocedere. Basta magari una vittoria o una sconfitta per accedere o restare fuori dai play-off e una vittoria o una sconfitta per salvarsi o retrocedere. Per cui ogni decisione arbitrale può valere una stagione. E come per il calcio anche qui sono in ballo i milioni che una società investe. La domanda potrebbe nascere spontanea, ma possibile che la Lega Basket dopo tutte queste continue multe per “offese collettive sporadiche nei confronti degli arbitri” non si renda conto del basso livello degli arbitraggi? I più maliziosi potrebbero rispondere che se ne rendono conto ma gli bene intascare i soldi delle multe.
E visto che abbiamo accennato alla pallamano, spesso a Trieste si sono visti arbitri al limite dell’imbarazzante che per fortuna raramente hanno deciso il risultato con i loro errori.
In tutti gli sport insomma c’è un grosso problema arbitri, un problema che è di difficile soluzione e solo forse la tecnologia potrebbe dare una bella mano.




