
Il Ruggito del Leone, l'energia del salto di qualità: "Ruzzier la chiave, Spencer arma letale"
A cavallo della fine del girone di andata abbiamo piazzato due colpi che cambiano le prospettive del nostro campionato.
Espugnare Treviso e Venezia in modo così autoritario con la gara sempre in mano non è da tutti.
È chiaro che una simile crescita dipende da tanti fattori, lavoro e sudore in palestra in primis.
Però ritengo che il basket abbia ancora delle sue regole in termini di sviluppo del gioco e quindi penso di poter dire che la chiave della nostra trasformazione (e maturazione) sia Michele Ruzzier.
Per il suo ruolo, playmaker puro e cristallino, in letargo sulla panca della Virtus Bologna ma in allenamento a giovarsi di Teodosic, Pajola, Mannion e Cordinier. Per la sua qualità, dunque, ecco che il tanto bistrattato (a favore del giro palla esterno con finale tiro da tre) asse play-pivot torna in auge e il trasognato Skylar Spencer si trasforma in un'arma letale a doppia doppia con solo un errore al tiro negli ultimi match.
A Venezia raccatta ben 14 rimbalzi di cui 4 offensivi davanti a centri del livello di Watt e Tessitori e ali del calibro di Parks, Willis e Brooks.
Chapeau.
Di suo, Ruzzier dopo partite silenti capisce che è arrivato il momento di fare punti e regala penetrazioni, tiri, e mano gelida dalla lunetta.
Bartley diventa un leader con personalità e stazza fisica debordanti, top scorer del torneo al giro di boa.
Deangeli da tosto difensore si completa educando la mano e diventando titolare imprescindibile in questa squadra (il più alto minutaggio a Treviso e starting five a Venezia).
Ecco, da questi quattro giocatori deriva l'energia per il salto di qualità che sta compiendo la nostra amata Pallacanestro Trieste.
VITTORIO LEONE



