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Bruno Gasperutti

Triestina-Arzignano 0-1, Gasperutti: "Unione ancora incompiuta, senza la garra non va lontano"

06 Ottobre 2022
di vicedirettore

La Triestina conferma il suo poco “feeling” con la Coppa e ancora una volta esce al primo turno,

in casa di fronte ad un numero veramente esiguo di spettatori. Dopo il Trento che ci aveva eliminati al primo turno lo scorso anno, questa volta fa festa anche l'Arzignano, neopromosso in C come lo era il Trento lo scorso anno: non squadre quindi di prima fascia. Ma di che fascia possiamo considerare la “nostra” vecchia cara Unione? La Triestina per il momento è ancora un cantiere aperto e se anche stavolta ha avuto qualche sprazzo di buon gioco, alla fine rimane l'impressione di una incompiuta ancora alla ricerca del filo logico e della continuità per diventare squadra.

Al cospetto dei “nostri”, l'Arzignano ha dato l'impressione di essere più quadrato, più compatto, come d'altra parte anche le altre viste al Rocco in questo inizio di stagione; non parliamo del forte Pordenone, ma anche delle più abbordabili Pro Vercelli e Virtus VR.

Non sarà una gran squadra questa neopromossa, ma è sembrata comunque discreta che sa quello che vuole, che ha uno spartito e che si applica per metterlo in pratica: non suonerà musica sublime che fa estasiare lo spettatore, ma le sue marcette allegre le suona senza grosse sbavature.

Qualcuno magari continuerà a dire: ma la Triestina è una squadra molto giovane... ebbene anche questa leggenda metropolitana andrebbe sfatata perchè la somma delle età dei partenti di questa occasione fa 293 anni (media 26,63), mentre quella dell'Arzignano fa 251 anni (media 22,81).

La Triestina, rispetto a domenica, ha cambiato qualcosa nella sua formazione, mettendo in campo alcuni giocatori già visti solo per degli spezzoni di gara. La partenza è stata frizzante e nei primi 20' si sono viste azioni veloci e conclusioni a rete da parte di ambedue le squadre che hanno reso piacevole la partita. Poi visto il gran ritmo e il contesto salottiero in cui si giocava, le due squadre si sono placate e il gioco è diventato più controllato senza grosse emozioni e solo sul finire del tempo una sventola di Adorante sotto la traversa, messa in corner dal bravo portiere ospite con un gran volo e una rete annullata per fuorigioco millimetrico, che non abbiamo ravvisato (ma dalla tribuna!) di Di Gennaro, l'ha ravvivata.

Probabilmente ci si aspettava qualcosa di più dalla ripresa, invece il gioco si è ancor più acquietato ed è diventato soporifero, nessuna conclusione a rete e una serie di cambi che hanno ulteriormente spezzato la continuità del gioco. A questo punto un paio di sbavature difensive alabardate, hanno indirizzato la gara: dapprima Di Gennaro perdeva palla a centrocampo permettendo a Fyda di involarsi da solo verso la porta, questi scartava Mastrantonio, ma decentrato non tirava nella porta vuota perdendo l'attimo fuggente. Poi al 71' il neo entrato Antoniazzi concludeva con un perfetto colpo di testa una bella azione dei veneti, deviando nell'angolo alla destra di Mastrantonio.

A questo punto si risvegliava come di consueto anche la Triestina e si pensava che ancora una volta avrebbe raddrizzato il risultato: ma veramente serve ogni volta ricevere uno schiaffone per ottenere una reazione? Questa volta, purtroppo, la reazione ha portato soltanto a tre ottime opportunità che non hanno però prodotto la rete del pareggio: due volte Ganz e una Petrelli dopo la più bella azione degli alabardati della giornata, hanno mancato la porta. Questa la partita che l'Unione ha cominciato e finito alla garibaldina, con una lunga fase interlocutoria di poca sostanza.

Come decifrare questo modo di interpretare la partita che è oramai diventato consuetudine? L'Unione parte sempre bene con voglia e ritmo e sembra andare subito alla ricerca della rete per sbloccare la gara. Poi non trovandola (purtroppo in queste prime gare non l'ha praticamente mai fatto), la squadra sembra rallentare ed andare alla ricerca di un gioco più ragionato.

Qui dobbiamo fare il primo appunto: la squadra non dà mai l'impressione di comandare il gioco mettendo pressione alla difesa avversaria; la sua manovra è lenta e prevedibile e le punte vengono compresse su una linea al limite dell'area avversaria, dalla quale non si ha nè la capacità né l'inventiva per metterle in condizioni di liberarsi al tiro. Nella ripresa il gioco continua “quasi” sempre su ritmi soporiferi fino a quando gli avversari, per abilità o per nostra imperizia trovano il gol. Allora la squadra si scuote e riprende a giocare alla garibaldina con più velocità e aggressività e “quasi” sempre riesce a rimediare il risultato. Fino a prima di questa volta è successo così e a mio avviso sta a dimostrare che la squadra quando cerca d'imporre una manovra controllata ha una base tecnica e di gioco non superiore alle sue avversarie, mentre quando ci mette più “garra” e aggressività, la velocità dei suoi giovani riesce ad ottenere risultati migliori.

In questa sfida mi sono piaciuti in particolare Pezzella, Felici, Furlan e Rocchetti nella ripresa, vivace Adorante che è andato spegnendosi forse un po' affaticato, mentre nel finale Ganz e Petrelli hanno dato qualcosa in più di Minesso sempre un po' spaesato, anche se stavolta almeno un tiro a rete lo ha fatto, impegnando il portiere in tuffo.

Incomprensibile nel primo tempo la posizione assunta in campo da Sarzi: schierato nei quattro di difesa, in fase di possesso palla invece di rimanere largo e dare un appoggio alla manovra, magari sovrapponendosi a Furlan che sembrava in ottima giornata, si accentrava in una posizione totalmente inutile anzi dannosa che portava via spazio alla manovra dei centrocampisti. Nella ripresa Rocchetti lo sostituiva interpretando il ruolo in maniera più ortodossa, dando appoggio a Furlan sovrapponendosi sempre a gran velocità, anche se purtroppo la difesa dei veneti si è sempre ben difesa dalle loro incursioni, ma almeno la manovra ha avuto più ampio respiro.

Il risultato finale purtroppo ci ha penalizzati, ma l'Arzignano non ha rubato nulla; la Triestina deve trovare più continuità e limitare le fasi interlocutorie del suo gioco che non producono nulla e inoltre bisogna cercare il modo di far partecipare di più al gioco le due punte, dalle quali non si vedono mai interscambi, ricerca del passaggio in profondità o palleggio per liberarsi al tiro.

La Triestina in queste sue prime partite non ha mai ottenuto una punizione dal limite, ciò sta a dimostrare che davanti non si riesce proprio a controllare un pallone per rendersi pericolosi. Possiamo solo sperare che il cantiere ancora aperto sia prossimo di essere alla fine dei lavori, perchè altrimenti la posizione in classifica potrebbe diventare pericolosa e nel calcio la cosa più insidiosa e difficile è risalire la china invertendo la rotta; è difficile per squadre forti e rodate della massima serie, piene di grandi campioni, immaginarsi per quelle più modeste di categoria inferiore.

BRUNO GASPERUTTI