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Triestina-Lecco 1-2, Gasperutti: "Squadra con troppe lacune, situazione drammatica"

28 Novembre 2022
di vicedirettore

Ed eccoci qui a commentare una nuova sconfitta casalinga della Triestina, una sconfitta particolarmente difficile da digerire

perchè apparsa ineluttabile nel logico corso della gara, che la squadra alabardata stava controllando ma senza mai dare l'impressione di riuscire ad imporsi ad un avversario compatto, anche se non trascendentale.

Questa squadra ha attualmente troppe lacune e sembra attanagliata dalla preoccupazione di fare un passo sbagliato; quasi tutti giocano con il timore di un fardello troppo pesante da portare e si limitano a fare il compitino, il passaggio facile scaricando la responsabilità al compagno.

Se facciamo mente locale, quali sono stati gli alabardati che hanno toccato più palloni contro il Lecco? Io ne individuo cinque: i due centrali i due centrocampisti e Felici. Ai due centrali il compito di far partire l'azione dopo un giro palla lento, con gli ospiti che lasciavano fare. Mai visti i due esterni bassi suggerire qualcosa di utile e propositivo per superare la barriera che gli avversari avevano approntato in mezzo al campo; loro lasciavano fare e aspettavano compatti l'occasione per ripartire. Ho visto Sarzi Puttini, lasciato sempre libero, ricevere palla e ….. girarsi per ritornarla sistematicamente indietro al centrale; qualche volta quando la riceveva in posizione più avanzata, si preparava e crossava da trequarti campo in area, dove al massimo trovavi 2 alabardati, oltretutto non propriamente idonei alla bisogna, sovrastati dai 4-5 corazzieri blucelesti.

Dall'altra parte Ciofani, anche lui quasi sempre con tanto spazio che gli veniva concesso, che o restituiva il pallone ad uno dei due centrali o lanciava lungo, quasi sempre sbagliando la misura, ad uno dei due compagni che stazionavano in avanti in posizione e che non riuscivano mai a rigiocare e rendere utilizzabile il pallone.

I centrocampisti non riuscivano mai a liberarsi per ricevere un pallone pulito, perchè su di loro gli ospiti avevano concentrato la loro attenzione e facevano densità in mezzo, concedendo spazi invece sui lati.

Sugli esterni dove effettivamente gli spazi si potevano trovare, abbiamo già detto dei due esterni bassi, inesistenti da centrocampo in avanti, dei due attaccanti che svariavano per trovare palloni giocabili, l'uno Minesso, praticamente non ha giocato, l'altro Felici era invece in giornata buona e nonostante una marcatura feroce e sempre raddoppiato, era l'unico, ma proprio l'unico, che aveva iniziative, puntava e riusciva a saltare l'uomo.

Completiamo l'attacco con Ganz, che si è impegnato allo spasimo, ha dato tutto quello che poteva, ha segnato anche una rete, ma.... non ha nessuna caratteristica per poter giocare da solo in mezzo all'area di rigore, perchè non tiene un pallone, ma tende sempre a rigiocarlo con tocchi al volo, per ….nessuno che lo accompagna. Per me è la tipica seconda punta che gira attorno ad un centravanti fisico, sfruttando il suo fiuto e la sua prontezza e rapidità in area di rigore, se gioca da solo, gli fai del male. PUNTO.

Minesso invece è un mistero, oggi è improponibile e giochi in 10. Nel primo tempo ce l'avevo nel versante sotto la tribuna e l'ho osservato con attenzione: in fase di non possesso si spostava verso il centro, in una posizione dove non stazionava nessuno e non controllava nessuno, da dove in teoria avrebbe dovuto proporsi per ricevere il pallone, pulirlo e rigiocarlo in modo appropriato: mai fatto. In fase di possesso si riportava sull'esterno sotto le grinfie di due avversari che lo raddoppiavano con il risultato di non essere mai utile in fase offensiva, inoltre Ciofani spesso l'ha cercato con lanci lunghi, mai andati a buon fine. Minesso è un mistero.

In avanti quindi restava il solo Felici, perchè la Triestina di centrocampisti che s'inseriscono non ne ha nemmeno uno, per esempio sui palloni crossati in area noi avevamo 2-3 giocatori al massimo, il Lecco che pur operava in contropiede invece riempiva l'area di rigore anche con 5 giocatori. Ritornando a Felici, lui è la più bella sorpresa della stagione e pensare che nelle prime uscite non era mai titolare! E' l'unico cui il pallone non scotta, si prende iniziative e vista l'ignavia che lo circonda, anche troppe, ma ha corsa, fisico, resistenza e un buon tiro, ma sembra sempre Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento. Un vero peccato.

In questo quadro di massima, la partita è corsa ineluttabilmente verso il suo destino: il “voio ma no posso” della Triestina, che ha fatto tutto quello che è nelle sue corde e nelle sue possibilità attuali, con i centrocampisti che si sono sobbarcati un lavoro enorme e hanno corso e rincorso, ma senza la possibilità di cavare un ragno dal buco.

Troppo attenti e compatti gli avversari che li aspettavano e sornioni ripartivano, sostenendo sempre l'azione con tanti uomini e quindi rendendosi pericolosi. La nostra difesa ha retto sufficientemente, ma ha troppi difetti e sinceramente non mi sembra all'altezza e le due reti ne sono un esempio lampante, prima o dopo sembrava ineluttabile che un pallone buttato in area avrebbe trovato qualcuno più pronto dei nostri difensori, per la deviazione vincente.

Diciamo ancora un'ultima cosa, che non è a scusante perchè poi le partite hanno un loro svolgimento, ma in queste ultime uscite, pronti via e siamo andati sotto (Pro Patria, Vicenza, Lecco) e la squadra cui già di per sé manca di certezze, si è trovata di fronte ad una montagna da scalare, con i difetti e le difficoltà di andare a rete che si ritrova.

In estate ci era stata presentata come squadra giovane, ma squadra giovane non è, di quelli che hanno giocato, Ciofani, Sabbione, Lollo, Minesso, Furlan hanno superato i 30 anni, Ganz e Gori ne hanno 29 Sarzi e Rocchi 26 e dovrebbero essere delle certezze e non delle speranze in prospettiva. Ci è stata prospettata una squadra sbarazzina, veloce, battagliera che sono poi le caratteristiche tipiche della gioventù, ma queste caratteristiche questa squadra proprio non le ha e ora che i risultati non la sorreggono e le danno morale, i nodi vengono al pettine e sembra attanagliata dall'ansia e dalla paura.

Pochi hanno la personalità per fare la giocata, la maggior parte di loro si limitano al facile, al semplice per non sbagliare, con il risultato che il gioco risulta masticato. La Triestina non ha disputato una partita particolarmente brutta, ha mantenuto il controllo del gioco, è stata sfortunata in un paio di situazioni come su un pallone che è stato respinto sulla linea di porta, quando il gol sembrava già fatto, ma quando ha subito la seconda rete e mancavano ancora quasi 30', la sconfitta è sembrata ineluttabile, non per rassegnazione, ma per impotenza.

Ora la situazione è proprio drammatica, 11 soli punti in 15 gare sono pochissimi; lo scorso anno il Legnago derelitto è retrocesso con 30 punti, la zona salvezza diretta senza play-out era a 43 punti quelli del Fiorenzuola. Se c'è qualcuno che pensi che questa squadra, pur con qualche aggiustamento, sia in grado di fare nelle restanti partite oltre 30 punti, che sono poi quelli che ha sinora fatto il Pordenone capolista, penso sia un illuso, quindi speriamo nei play-out; in uno scontro che trattandosi di un dentro o fuori, è sempre aleatorio ma che per essere raggiunto, comporta arrivare ad una quota sui 36/37 punti e quindi un cammino d'ora in poi da squadra di vertice.

Certo che ci sarà il mercato di gennaio, ma fino a gennaio ci sono ancora 5 gare e questa squadra che ora ha anche parecchi infortunati e tutti nel ruolo nevralgico in mezzo al campo, quanti punti è obiettivamente in grado di racimolare? La speranza è l'ultima a morire, speriamo, ma i veri supporters dell'alabarda non devono mollare abbandonandosi a masochistiche elucubrazioni, lo spirito di bandiera dice altro e nel passato questi colori sono stati caratterizzati da un orgoglio e da uno slancio combattivo che ha fatto riconoscere la nostra squadra su tutti i campi della massima serie, dove era rispettata e temuta. Forza vecchia Unione.

BRUNO GASPERUTTI