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Triestina-Koper 1-0, Gasperutti: "Sensazioni positive ma manca l'uomo dal passaggio illuminante"

08 Agosto 2021
di vicedirettore

Triestina-Koper sarà anche stata una amichevole estiva, ma questo lo si deduce

più dalla completa assenza della tifoseria alabardata, a dispetto dalle espressioni d'amore e a volte sarcasmo, che dall'impegno messo in campo dalle due formazioni.

Intanto i nostri avversari che riposavano nella 4° giornata del loro campionato, (già perchè la loro stagione regolare è iniziata da ben tre settimane) hanno onorato l'impegno presentandosi al gran completo con la formazione base che in queste prime battute di campionato guida la classifica. Poi l'impegno che hanno profuso sul terreno verde è stato almeno pari a quello che normalmente si spende in una gara con i 3 punti in palio.

La Triestina dal canto suo, che in teoria avrebbe dovuto pagare lo scotto di una preparazione ancora da rifinire e una differenza di classe che altrettanto in teoria ci dovrebbe pur essere tra una squadra di serie A slovena e una di C italiana, ha dimostrato di essere su una buona strada che potrebbe dare soddisfazioni. Certo le amichevoli estive vanno sempre prese con le molle e, come ripeto sempre, vanno fatte le giuste analisi senza abbandonarsi allo sconforto (primo tempo di Lazio-Triestina) come non esaltarsi eccessivamente (Triestina-Juventus).

Questa amichevole, in una calda serata d'agosto, ha comunque dato dei buoni spunti di analisi che non devono essere delle sentenze definitive, ma solo delle sensazioni e delle occasioni per disquisire su quanto anche solo accennato, forse voluto ma non finalizzato dalla squadra.

Intanto vorrei suddividere la partita in tre fasi di 30', perchè molto diverse tra loro per svolgimento e interesse: la prima mezz'ora è stata quella di una partita vera, giocata su buoni ritmi con le due squadre che oltre alla ricerca dei giusti meccanismi hanno provato a mettere sul terreno quanto provato nelle sedute di allenamento e disquisito sulla lavagna nel pre-gara.

Si è vista una buona Triestina schierata con un 4-4-2 molto aggressivo, bene in palla, ben guidata a centrocampo da Giorico (a mio avviso il migliore in campo), ma anche da un Rizzo pimpante e non svuotato di energie e poco lucido, come nel finale dello scorso anno. Bene la difesa, anche se sulla sinistra Lopez ha faticato a contenere l'agile e fantasioso giamaicano Parris, l'unico attaccante ad avere la giocata che fa la differenza e infatti ha già realizzato tre reti nel primo scorcio di campionato. Mi è piaciuto Offredi, che non sarà stato soverchiamente impegnato con tiri a rete, ma che a differenza degli scorsi anni ho visto molto più attento e padrone dell'area in ogni circostanza, anche nelle uscite: che sia a causa del cambio di allenatore dei portieri? I due esterni si sono impegnati nella doppia funzione di raccordo e appoggio alle punte e finchè ne hanno avuta la cosa è riuscita discretamente, anche se vista la loro attitudine al guizzo e a creare la superiorità numerica, qualcosa in più la devono dare. Bene le due punte, ma nelle intenzioni che si intuivano nei loro movimenti sempre in verticale, più che nelle conclusioni e nella pericolosità, visto che nell'occasione non sono state servite con i tempi giusti e che non sono riusciti a finalizzare le pur piacevoli manovre, con un solo tiro a rete. Comunque De Luca e Di Massimo sono due peperini che conoscono il loro mestiere, hanno il colpo in canna e il guizzo giusto per sferrarlo, ora devono affinare logicamente l'intesa. La squadra nel suo complesso mi è sembrata svolgere un gioco più adatto alla categoria d'appartenenza: ricordo il palleggio prolisso e monocorde degli ultimi campionati che portava a una superiorità territoriale ma che non aveva mai sbocchi in avanti, una volta che venivano bloccate le corsie laterali. Il gioco proposto da Bucchi è un gioco più verticale, più immediato il ribaltamento di fronte alla ricerca degli svelti e agili attaccanti, anche se almeno nell'occasione ho visto un abuso di palloni alti sui lati presidiati da Sarno e Petrella, che non sono propriamente dei corazzieri.

Nella seconda mezz'ora abbiamo avuto un logico calo degli alabardati che hanno rifiatato non pressando più tanto alto, ma anche in questa fase (finale del primo tempo), non hanno mai sofferto. Ad inizio ripresa ovviamente si è ripartiti a spron battuto, le formazioni erano praticamente invariate e si sono viste due buone occasioni, una per parte. Poi la Triestina ha sbloccato la gara con il rapido Petrella che si era fatto ribattere precedentemente dal portiere e anche la seconda parte è finita con l'Unione in vantaggio, a dirla tutta legittimo.

La terza parte di gara è stata invece da dimenticare ed è iniziata con la logica reazione degli sloveni che hanno accelerato il ritmo e una clamorosa e ingiustificata rissa accesa da un fallo di Barisic su Natalucci, che già un po' nervosetto in precedenza ha reagito con ingiustificata violenza. Lì sono intervenuti tutti panchine comprese, ma più che per separare i due galletti con lo sloveno veramente fuori di testa, per fare a loro volta una rissa da saloon del West. La partita è finita praticamente qui e dopo 5' di rissa con una ulteriore rincorsa di numerosi giocatori ai due galletti, che avevano ripreso il tenzone negli spogliatoi dove erano stati inviati dall'arbitro, gli ultimi 15' sono stati veramente pro-forma e giocati senza sprecare troppe energie tirando a campare.

Quindi, tirando le somme, aspettiamo di vedere partite più probanti per giudicare più correttamente la squadra, che comunque mancava di numerose pedine precauzionalmente assenti, ma le sensazioni per quanto valgono sono positive. Un solo dubbio mi assale ed è questo: abbiamo almeno nell'occasione quattro folletti in avanti tutti in grado di saltare l'uomo e creare superiorità numerica dov'è più importante, ma tra tutti coloro che giocano alle loro spalle, non vedo l'uomo che sia in grado di fare la giocata smarcante o il lancio giusto. In difesa abbiamo sostituito Lambrughi che dava del tu al pallone pur con tutti i suoi difetti, con Volta che è uno esperto ma che nella sua carriera il meglio lo ha dato come marcatore arcigno. Tra tutti gli altri difensori non vedo piedini delicati; hanno tutti altre caratteristiche e quindi non si può ripartire da dietro con il fraseggio, mentre i due centrocampisti centrali saranno sempre soggetti ad una pressione avversaria e comunque anche loro non è che brillino per fantasia e passaggi smarcanti. Indubbiamente dovranno dare qualcosa in più gli esterni in fase di costruzione e raccordo; vediamo alla prossima come si evolve e sarà contro una squadra di pari categoria, e sarà molto più probante.

 

BRUNO GASPERUTTI