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Triestina-Arzignano 3-0, Gasperutti: "Per qualche mese non guardiamo la classifica"

26 Settembre 2019
di vicedirettore

La Triestina aveva bisogno di una vittoria per ritrovare la giusta rotta e la fiducia che sembrava smarrita:

vittoria è stata, nitida, senza grandi palpiti, dall'alto di una superiorità evidente. L'Arzignano aveva una grande occasione per minare ancor di più le sicurezze di una squadra data tra le grandi favorite della vigilia e che aveva fino a quel momento deluso, senza un allenatore designato e con il pubblico che al minimo segno negativo, magari avrebbe contestato. Invece come ha anche onestamente affermato il suo allenatore, si è presentato molle, senza "l'animus pugnandi" che dovrebbe caratterizzare una squadra che deve salvarsi, quasi rassegnata al fato che la voleva vittima sacrificale, sull'altare della più blasonata avversaria.

Princivalli ha schierato la squadra con molta intelligenza, non ha cambiato nulla proseguendo sulla traccia impostata in precedenza da Pavanel, cambiando solo un paio di interpreti causa infortunio o per scelta. Per 25' la Triestina ha cercato di ritrovare sè stessa macinando il suo gioco che comunque non è sembrato particolarmente incisivo, ma poggiato su interpreti che per la categoria sono di livello superiore e che a forza di girare attorno all'obiettivo, prima o poi qualche occasione doveva produrla.

I veneti in questo frangente, ma anche dopo, sono sembrati passivi in attesa degli eventi che giocando così per loro non potevano che essere negativi. Prima del gol una bella incornata di Costantino con grande parata del portiere e poco altro, ma dopo il gol per la pochezza dell'avversario il risultato è sembrato subito in cassaforte. La squadra ha poi giocato con maggior tranquillità e tutto è sembrato facile e logico. Tre sono stati i gol, ma tre sono stati anche i legni colpiti e altre sono state le opportunità di segnare ancora, mentre i veneti hanno prodotto soltanto una mischia nel finale con un palo colpito che è sembrato veramente episodico.

Tutto bene quindi, ma ora serve continuità perchè è cambiato veramente poco nel quadro generale del campionato e per qualche mese sarà bene non guardare la classifica. La Triestina ora è alla ricerca di un allenatore per ripartire, ma a mio modesto parere penso che potrà cambiare ben poco a questo organico che è stato congegnato per giocare così, con questo modulo e al quale potrà forse dare maggior carattere e convinzione ma che deve solo ritrovare la sicurezza perduta. La squadra è molto sbilanciata in avanti, sento dire che gioca con un 4-4-2, ma non è vero, gioca con un 4-2-4, un modulo molto offensivo che ben poche squadre si possono permettere e che la stessa squadra più forte d'Italia non si permette, ma che per trovare equilibrio deve sacrificare un campione come Dybala. I vari Procaccio, Gatto, Mensah non sono dei centrocampisti, sono degli attaccanti e hanno caratteristiche offensive e  quando trovi squadre che ti aggrediscono o ti colpiscono in contropiede rendono al 30% del loro effettivo valore. Il bravo Conte ha vinto il derby dominando, ma schierando 5 difensori con D'Ambrosio e Asamoah sulle fascie e ribadendolo in quest'ultima sfida contro la Lazio con Biraghi. Questo si chiama equilibrio, noi siamo molto sbilanciati in avanti e a volte la superiorità tecnica, che la "carta" fa supporre, non paga e i risultati conseguenti che potrebbero sorprendere a prima vista sono figli di una logica. In serie C e soprattutto in trasferta di squadre che ti aggrediscono le trovi ogni domenica e questa squadra le patisce e le patirà, se invece se ne stanno lì ad aspettare gli eventi, come l'Arzignano, sono destinate a soccombere, salvo eventi straordinari che nel calcio possono succedere. Se facciamo mente locale, anche contro il Piacenza la Triestina più brillante di questo inizio campionato ha dominato l'avversario per 70', poi un evento negativo ha cambiato le carte in tavola ridando fiducia agli avversari che in contropiede hanno legittimato il risultato finale. Mi auguro che questa mia interpretazione sia errata e che arrivi un allenatore che sappia dare carattere e personalità alla squadra invertendo decisamente la rotta, perchè come individualità la Triestina è decisamente superiore al 90% delle squadre della categoria.

Un'ultima nota sul pubblico, scarsetto ma che ha partecipato senza disfattismi inutili sostenendo la squadra come dovrebbe essere per chi ama la maglia, penso che i tifosi dovrebbero "sempre" sostenere la squadra durante la partita, poi alla fine giudicare ed esprimere il proprio verdetto, ma sempre "dopo". Forza Unione, il campionato è ancora lungo, siamo appena all'alba.

BRUNO GASPERUTTI