
Bruno Gasperutti a fine gara
Il dopo Bassano, Gasperutti: "Triestina indecifrabile, mancano uomini di spessore"
Ahi ahi ahi, cara Unione ancora non ci siamo; anche un modesto ma ordinato Bassano, conquista con merito il punto che si era prefissato, sul prodigo terreno del Rocco. La Triestina in questo avvio di campionato non ha mai convinto e ogniqualvolta ci siamo apprestati a seguire le sue gare, si è sempre sperato di notare quei miglioramenti che la facesse apparire migliore e in grado competere ai massimi livelli in questo girone infernale di serie D. Finora non ci siamo proprio e anche stavolta pur avendo trovato con un po’ di buona sorte ma anche con merito, perché la rete di Beltrame è stata bella e cercata, il vantaggio che a quel punto sul finire del primo tempo era insperato, non è stata capace di consolidarlo e anzi con un grossolano svarione difensivo si è fatta raggiungere.
Il Bassano non mi è apparso una grande squadra, come non mi erano apparse l’Altavilla, il Calvi e nemmeno il Campodarsego; non saranno certamente queste che lotteranno per un posto al sole e ciò preoccupa perché la nostra Unione per il momento è ancora indecifrabile. Qual è la sua effettiva forza? Che campionato è in grado di disputare? Qual è il traguardo o l’obiettivo finale che si è prefissata di raggiungere quest’anno?
Ad oggi siamo ancora un cantiere aperto e d’altra parte è anche logico che così sia, per tutti i motivi che i più attenti sostenitori alabardati ben sanno e che sono inutili da ripetere ad libitum ogni volta.
In altre due occasioni, nel passato, ci siamo ritrovati nella stessa situazione di quest’anno e cioè con l’obbligatorietà di formare una nuova squadra in un breve lasso di tempo, ripartendo da zero. Ricordiamo allora il primo fallimento del 1994 con De Riù presidente e Giorgio Del Sabato a raccogliere i cocci e mettere insieme un gruppo credibile di dirigenti, allenatori e giocatori. Al tempo si affidò a Gigi Piedimonte e a Walter Sabatini che riuscirono nel non facile compito di assemblare una squadra credibile che lottò fino all’ultima giornata con un fortissimo e più amalgamato Treviso. Ora, riguardando quella formazione, possiamo ben notare che aveva dei punti fermi, dei giocatori cioè che ne formavano l’ossatura di grande personalità che in caso di bisogno prendevano per mano la squadra: Zocchi, Pavanel, Polmonari e un attaccante come Marsich in grado di risolvere situazioni intricate in ogni momento, con i suoi 16 gol stagionali. Nel 2012, annata post Aletti, altro fallimento e questa volta ripartenza dall’Eccellenza regionale, una categoria più semplice da affrontare con la squadra affidata a Fabio Sambaldi grande esperto nel settore dilettanti, per cui fu formata in maniera più che consona con uomini di categoria che infatti lottarono fino agli sfortunati spareggi finali, ma che comunque non riuscì in un solo anno a risalire la corrente… sul campo.
Ho voluto ricordare queste due annate per sottolineare quanto sia difficile ripartire da zero e in brevissimo tempo vincere ritornando al livello superiore appena lasciato, anche per ammonire coloro che con faciloneria continuano a parlare di… stadio da Serie A, blasone, città di 200.000 abitanti, pubblico da almeno Serie B, che tutto ciò sul terreno di gioco non fa punti e che nel calcio, oltre alla competenza e ai denari, c’è bisogno di tempo e fortuna nel riuscire a trovare il giusto amalgama, e ripeto all’americana: la giusta chimica in un gruppo totalmente nuovo che si deve conoscere.
Rispetto ai due ricordi sopraccitati, questa formazione a prima vista mi sembra che manchi di alcune figure che a mio avviso sono determinanti per il funzionamento: tre, quattro uomini di spessore superiore in grado di guidare la navicella quando è in balia delle onde e un bomber che risolva le situazioni più ingarbugliate, levando il ragno dal buco.
Spero di sbagliarmi in quanto li ho visti troppo poco e il margine di errore nelle valutazioni frettolose è sempre molto alto, però questo è quanto ad un primo impatto visivo.
Troppa fatica sta facendo la squadra a creare occasioni da rete; anche in questa occasione in casa e contro una squadra non irresistibile, non ho segnato sul taccuino che un paio di opportunità e nemmeno troppo clamorose oltre al bel gol di Beltrame: un tiro di Di Livio dalla distanza, un colpo di testa nella ripresa di Ba raso il palo su corner e un’incornata difficile di Ferretti a lato. Troppo poco. I nostri attaccanti che sono poi entrati tutti sul terreno di gioco magari anche solo per uno spezzone, non sono riusciti a concludere e men che meno a creare nessuna occasione da rete, nessun tiro a impegnare il portiere e addirittura mai entrare in area palla al piede, per almeno far spuntare qualche capello bianco al portiere avversario. Troppo poco. A ciò aggiungiamo l’estrema insicurezza della difesa almeno nel primo tempo, quando abbiamo rischiato tantissimo in più occasioni; poi nella ripresa le cose sono andate un po’ meglio, anche se in una occasione abbiamo salvato il pareggio sulla linea e poi c’è stato quel pasticcio su un rilancio apparentemente poco pericoloso ma gestito malissimo, che ha portato al gol del pareggio. Per natura sono molto ottimista e anche dopo aver detto tutto ciò, penso che la squadra che è stata formata non è da buttare, per chiarire: come in ogni pietanza gli ingredienti sono buoni e potrebbero formare un piatto succulento, ma ci manca qualcosa, quell’ingrediente che alla fine dà sapore e distingue un piatto sciapo da uno saporito. Intanto un uomo gol che dia colore alle giornate più grigie e poi un po’ di personalità.
Attenzione che questa è una categoria molto difficile da decifrare e che una partenza incerta potrebbe poi determinare impazienza e affanni nella ricerca della via maestra e non ci vuole nulla per non ritrovarsi nelle pastoie del fondo classifica, da cui poi è sempre difficile districarsi. Comunque il tempo lavora per noi, i miglioramenti al momento si sono intravvisti con il cambio di assetto a centrocampo e poi ci sarà il rientro dei difensori centrali che almeno mi sembra diano maggior affidamento; inoltre con il maggior amalgama e conoscenza reciproca che inevitabilmente ci sarà, le cose miglioreranno. Fiducia in questa nuova dirigenza che al momento lavora per bene e son sicuro ci toglierà da questa situazione che solo sei mesi fa appariva irreversibile….. FORZA UNIONE.
BRUNO GASPERUTTI



