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bruno gasperutti

Triestina-Trento 0-1, Gasperutti: "L'Unione si disunisce in dieci, il progetto merita fiducia"

Un Trento tetragono, ordinato e ben messo in campo, ha rovinato la festa alla Triestina alla prima stagionale davanti al suo bel pubblico. Un vero peccato perchè la nuova proprietà americana meritava un risultato diverso, per tutto l'entusiasmo che è riuscita a riportare in una piazza difficile come la nostra, sempre un po' troppo diffidente e troppo emotivamente incostante, per gli alti e bassi d'umore che caratterizzano l'umore dei suoi tifosi.

Lo spettacolo è stato bello, la coreografia della curva tutta imbandierata ed entusiasta pure, anche il tifo corretto e sempre costruttivo, il risultato del campo purtroppo no. Ma raccontiamola a grandi linee questa prima uscita dell'Alabarda: la squadra è partita con buon piglio, propositiva e con qualche idea brillante, svolgendo un gioco piacevole e facendo vedere una buona copertura del campo. Per 20' non ha fatto uscire il Trento dal suo guscio e ci si aspettava da un momento all'altro la rete che apriva la cassaforte gialloblù. Subito al 5' una bellissima azione con tuffo di testa finale di Lescano che sfiora il palo, ma era in fuorigioco, l'azione e la conclusione però restano ed era tutto molto bello. All'8' lancio in verticale di Struna per Redan che si presenta molto defilato, cross e il portiere smanaccia in tuffo orizzontale: nessuno è pronto per il tap-in. Al 16' affondo velocissimo sulla sinistra di Anzolin che travolge tutti gli avversari, ma si allunga un po' il pallone e deve crossare, la difesa gialloblù però è attentissima e respinge. Il Trento che era partito guardingo dopo 20' un po' passivi, mette il naso oltre la metàcampo, non è mai pericoloso ma dà sempre l'impressione di avere le idee chiare e per questo, bisogna prestare molta attenzione. Al 29' una situazione un po' ingarbugliata in area alabardata, viene risolta con un intervento pericoloso che richiederebbe l'ausilio del Var, che per fortuna non c'è; il nostro è ancora uno sport vecchia maniera, con giudizi immediati sia positivi che negativi, meno televisivo di quello a cui ci hanno abituati, dove bisogna aspettare 2-3 minuti per esultare dopo una rete. Al 33' palla gol per Redan che entra da solo in area, ma si allarga nel controllo e poi deve crossare, ma ancora una volta la difesa trentina fa buona guardia. Il primo tempo è tutto qui, lo spettacolo è stato piacevole e abbiamo visto una buona Triestina, ma il Trento è una squadra rognosa da prendere con le molle. La ripresa si apre al 7' con la seconda ammonizione di Pierobon, che blocca una ripartenza al limite dell'area di rigore avversaria e qui comincia un'altra partita. Tesser deve cambiare e immette Celeghin al posto di El Azrak e la squadra perde un po' di gamba con l'uscita dei due centrocampisti che appoggiavano le incursioni delle due punte; il centrocampo che si avvaleva di due giocatori che appoggiavano la manovra avanzata, si ritrae troppo lasciando una vasta zona centrale all'avversario, che ne fa trampolino di lancio e prende in mano la partita. Al 23' Lescano avrebbe sulla testa una buona occasione, ma purtroppo non riesce a schiacciare una punizione di Anzolin e il pallone sorvola la traversa. Ma arriva al 25' il gol che decide la gara, in verità non inaspettato perchè il Trento aveva l'inziativa e pur non essendo pericolosissimo si aveva la sensazione che prima o dopo l'occasione l'avrebbe avuta, anche perchè i suoi attaccanti erano sempre molto insidiosi e tutti di ottime qualità. Su un cross in area proveniente da sinistra, Anzolin fa una strana torsione per colpire il pallone con un esterno sinistro, invece di spazzare con il destro e il risultato è che fornisce un comodo pallone a Sangalli, qui bisogna dire lasciato colpevolmente solo al limite dell'area, che ha tutto il tempo di aggiustarsi la sfera e sparare un siluro sotto l'incrocio dei pali.

Il tempo per recuperare anche ci sarebbe, ma la sensazione è che la Triestina ha finito la benzina e ben difficilmente sarebbe riuscita a rimettere in sesto la partita. Infatti le palle gol nel prosieguo della gara sono per i trentini, che con Pasquato impegnano un Matosevic un po' approssimativo nella parata e per Petrovic che spara fuori da pochi metri un pallone d'oro servitogli da Attys.

Raccontata a grandi linee la partita, devo dire che la Triestina non mi è dispiaciuta fino a quando è rimasta a ranghi completi, poi invece si è disunita ed è stata troppo passiva senza riuscire più a ripartire.

E' una squadra che ha ancora attaccato il cartello di lavori in corso e bisogna aver pazienza, tanto più perchè stavolta, per un motivo o un altro, non poteva disporre di diversi elementi. Ha giocato a sprazzi, a folate, non dando troppa continuità all'offensiva, pur mantenendo sempre il controllo del gioco; si vede che è una squadra ancora da amalgamare. Correia che ne è il fulcro ha inizialmente fatto un'ottima impressione, ma poi gli avversari gli hanno preso le misure e si è un po' accartocciato su sé stesso, non dirigendo con la lucidità che si vede è nelle sue corde. Mi è sembrato che gli altri centrocampisti non gli dessero lo scarico semplice, erano sempre troppo distanti o coperti, mentre al contrario il gioco dei trentini era molto più fluido e le uscite più organizzate. In difesa la squadra rossoalabardata ha retto bene, non concedendo quasi nulla agli avversari che in attacco mi sono sembrati piuttosto talentuosi con gli ottimi Anastasia, Attys e Petrovic, ben assistiti da Pasquato che con il pallone tra i piedi è sempre un bel vedere, pur non avendo più lo spunto e il guizzo del passato.

Peccato per il gol subito che ha rovinato la festa dell'esordio e anche per l'espulsione un po' ingenua di Pierobon che ha indirizzato la partita, due episodi determinanti ma evitabilissimi. Aspettiamo con fiducia riscontri dalle prossime uscite, la squadra merita fiducia, la proprietà merita fiducia, l'allenatore è un esperto nocchiero ed è un lusso per la categoria, tutte le componenti sono positive e il futuro non può che essere roseo.

Ultima notazione per un terreno di gioco indecente, con zolle che si alzavano in tutte le zone del campo, non appena il piede calcava un po' di più sul terreno. Ho paura che questo sarà un leit-motive per tutta l'annata e che dovremo subirlo, ma oramai non si può più rimediare, questo è e dobbiamo tenercelo così e far buon viso a cattivo gioco.

BRUNO GASPERUTTI

Triestina-Vicenza 0-0, Gasperutti: "Unione bella e generosa. Nicolini come ...Sozza"

La Triestina è tornata nella sua casa, per disputare questo sentito derby del Triveneto davanti ai suoi tifosi e lo spettacolo non è mancato.

La prima annotazione va riferita allo stato del terreno di gioco; confesso che non ero troppo ottimista e pensavo peggio, ma suvvia il concerto dei Maneskin si è tenuto il 16 luglio, ben tre mesi fa e non è plausibile che dopo tre mesi tre, il terreno non possa presentarsi in condizioni accettabili. Ma cosa è stato fatto a questo benedetto campo, non sono un agronomo e non mi avventuro in fantasiose e inopportune congetture, ma è sotto gli occhi di tutti che qualcosa sia stato sbagliato, se ad oggi vediamo ancora delle zolle alzarsi anche solo per un vigoroso contrasto.

La partita non è stata particolarmente bella, ma godibile e sempre vibrante, accesa e sostanzialmente equilibrata.

Nel primo tempo l’impressione era che tutte e due le squadre si studiassero, in attesa di trovare il punto debole dell’avversario per colpirlo. Poche le situazioni pericolose nelle due aree di rigore, difese molto attente nel controllo dei due attaccanti più temuti, rispettivamente Lescano e Ferrari, che non hanno avuto molte palle giocabili e non sono stati bene innescati dai loro compagni. Molto compatto il Vicenza, raggruppato a centrocampo, che lasciava le corsie laterali ai due incursori Dal Col e Costa, che però partivano molto da lontano e per questo non risultavano molto pericolosi. La Triestina controllava senza troppa fatica i vicentini e solo in un paio di occasioni su dei palloni persi nel traffico dai suoi centrocampisti, ha concesso qualcosa. Il pericolo più grosso al 3’ quando un cross dalla sinistra ha tagliato l’area triestina giungendo sul lato opposto, dove Dal Col è arrivato completamente trascurato da Anzolin, ma per fortuna non ha ben impattato il pallone. Per il resto del primo tempo abbiamo assistito ad una vivace gara ma senza sussulti, qualche affondo, qualche buon palleggio, ma senza phatos.

Si aspettava la ripresa e solo un episodio occasionale poteva rompere fino a quel momento l’equilibrio, ma nessuno poteva prevedere l’intervento a gamba tesa del signore in giallo sul finire del tempo. Qui la partita è decisamente cambiata e ha preso una fisionomia ben precisa: Triestina più compatta e prudente, ma sempre propositiva nelle sue puntate offensive e Vicenza stranamente più impacciato che non ha saputo trovare le contromisure per buoni 30'.

Purtroppo bisogna fare un inciso sul sig. Nicolini da Brescia, il giovane arbitro inviato dall’AIA a dirigere uno scontro sempre delicato e sentito, come Triestina – Vicenza. Intanto se non fosse quotato non lo avrebbero assegnato a questo incontro, visivamente ha un aspetto imponente, ha una statura simile a Matosevic e questo è già importante, corre come un mezzofondista e anche se i suoi giudizi sono spesso errati, questo per coloro che dirigono ha poca importanza, quello che è più importante nel giudizio finale per i vertici arbitrali, non è sbagliare le valutazioni ma... “sbagliare con sicurezza”. In questo il sig. Nicolini ha dimostrato di essere già pronto (come Sozza per esempio), ha espulso a mio avviso un po’ affrettatamente Vallocchia, dando un indirizzo ben preciso all’incontro e poi per non passare per uno che vuole compensare la sua decisione opinabile, nella ripresa non ha voluto prendere una decisione molto meno discutibile, non espellendo il vicentino Costa che ha abbattuto El Azrak che stava entrando dell’area di rigore lanciatissimo, per quella che era una evidente e chiara occasione da gol. Cosa dire poi quando ha espulso Tesser che potrebbe esser suo padre, estraendo il cartellino rosso senza proferir parola e guardandolo con un’aria di sufficienza ed arroganza; ce l’avevo quasi davanti e la sua espressione soddisfatta di poter esercitare il suo potere era evidente. Questo farà carriera. 

Nella ripresa il timore di vedere la Triestina chiusa a difendere il risultato è passata ben presto, la squadra ha giocato con una generosità unica ma anche con tecnica e testa, risultando superiore agli avversari. Il Vicenza mi è sembrato non capirci nulla e per una buona mezz’oretta non è mai riuscito a rendersi pericoloso, subendo invece diversi contropiedi ficcanti e pericolosi, con protagonisti gli attaccanti alabardati che purtroppo non sono riusciti ad inquadrare lo specchio nemmeno in qualche occasione favorevole. Lescano che doveva essere la nostra punta di diamante, non è mai giunto nella zona utile per far esplodere il suo tiro, ma ha tuttavia giocato un’ottima partita producendosi in tocchi e sponde sapienti, per i compagni arrembanti. Ottima Triestina veramente, generosissima e a tratti anche bella, che ha entusiasmato il suo pubblico, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno. Solo nell’ultimo quarto d’ora il Vicenza è riuscito a rientrare in partita, quando Diana ha inserito 4 attaccanti allargando il fronte dell’attacco e mettendo un po’ in difficoltà la retroguardia triestina, ma bisogna dire che diversi alabardati erano in preda ai crampi. Anche questo è un aspetto da considerare, probabilmente il terreno del Rocco è piuttosto morbido e i giocatori forse, si allenano su terreni più duri; sono supposizioni, ma mi ha lasciato perplesso il fatto che i nostri avversari non avessero risentito dello stato del terreno come i nostri.

Tutti i triestini sugli scudi, in questo 0-0 nessuno ha fatto mancare il suo apporto alla causa e meritatamente hanno alla fine raccolto gli applausi del loro pubblico festante. Il pareggio è stato accettato da tutti come un risultato positivo, ma io invece penso che senza l’espulsione affrettata di Vallocchia, la Triestina nella ripresa avrebbe potuto vincere la partita, accelerando i ritmi come poi ha effettivamente fatto.

La formazione per come è strutturata è un’ottima squadra, ha un ottimo nocchiero e arriverà in fondo, è sicuramente competitiva ai massimi livelli ma per vincere un campionato molte sono le componenti che devono andare al posto giusto. Per esempio non giocare le due partite al Rocco, sempre con un uomo in meno, così è sempre difficile imporre la superiorità. Tanto per fare un esempio, qualche giorno prima abbiamo assistito a Inghilterra-Italia dove gli inglesi si sono dimostrati molto più forti degli italiani, ma se l’intervento di Phillips fosse stato giudicato come doveva essere da espulsione, forse la partita sarebbe potuta cambiare, come è cambiata Triestina-Vicenza.

Per quanto riguarda il Rocco adesso aspettiamo le decisioni degli ordini competenti a farlo, per la prossima gara interna contro il Fiorenzuola di sabato prossimo. Io penso che si possa giocare ancora sul nostro terreno, certo non sarà ottimale come auspicabile, ma di terreni peggiori nella nostra C ne abbiamo visti parecchi negli ultimi anni. Forza alabardati, questa annata dopo le sofferenze passate si presenta con ottime prospettive finalmente, tutti i tasselli per poter fare un’ottima stagione sono incastonati nel posto giusto.... “Yes we can”  

BRUNO GASPERUTTI