
Triestina-Union Pro, l'analisi di Bruno Gasperutti
che serve a muovere la classifica, ma per la Triestina che affrontava una squadra largamente alla sua portata, è troppo poco. La squadra ha fatto indubbiamente dei progressi, si è disimpegnata con maggior discernimento e ordine, ha tirato in porta di più e tutti si sono impegnati al massimo, ma ha ancora mostrato grossi limiti in area di rigore. La squadra si è schierata con un 4-3-3 con Proia in cabina di regia e Giordano e Milicevic ad affiancare in attacco Bez punta centrale. Questo schieramento dopo un inizio arrembante con un tiro di Milicevic parato in tuffo e un tiro di Proia a lato, nei primi 4 minuti, non ha prodotto grandi ambasce all’avversario, perché i due esterni erano sempre troppo larghi e nessun centrocampista si inseriva mai a rimorchio; ma a dire la verità nessuno dei tre, ne ha nemmeno le caratteristiche. Giordano è incappato in una giornata completamente negativa ed è stato di ben poca utilità e inoltre ha sparacchiato malamente alle stelle un invitante pallone messo indietro dalla linea di fondo da Bez sul finire del primo tempo. Era una palla gol.
Nella ripresa la squadra si è espressa meglio con l’accentramento di Milicevic dietro a Bez in un 4-2-3-1 e l’inserimento di Aquilani, anche se la sua prova è stata poco convincente, al posto del troppo timido Gasparotto. La Triestina ha attaccato con cuore e continuità, chiudendo l’Union nella sua metà campo, anche se in area di rigore è mancato sempre l’uomo che vede la porta e che conclude con rapidità. L’inserimento di Pontrelli, che mi è sembrato più pronto di Giordano e dell’argentino Clara, ha portato maggior pressione sui veneti che si sono ulteriormente abbassati nella loro metàcampo, producendo un paio di opportunità da rete. Clara all’esordio, ha giocato 10 minuti perché ancora indietro di condizione, ma ha fatto vedere un controllo di palla e un dribbling da giocatore vero, così come Milicevic, uno cui non manca la personalità, che si fa dare il pallone, lo difende e sprona i compagni con la voce. Bene la difesa con Di Piero inoperoso; solo qualche piccola sbavatura, che la pochezza degli avversari non ha evidenziato. Celli ha prodotto qualche discesa interessante nel primo tempo, poi è rimasto sulle sue. Bravo Crosato che sta prendendo confidenza e bravissimo su una chiusura difensiva nel finale. In mezzo il solito Proia onnipresente generoso, recupera palloni ma che non è un regista e qualche volta eccede in qualche passaggio laterale di troppo, invece di verticalizzare; Giorgino è troppo scolastico e ha perso un paio di palloni a metà campo con la squadra sbilanciata molto pericolosi. Troppo scarso l’apporto di Gasparotto, timido nel gioco e nei contrasti. Bez è partito bene con alcuni scambi pregevoli con Milicevic e Giorgino, poi gli avversari gli hanno preso le misure e lo hanno chiuso in una gabbia da cui non è riuscito più a divincolarsi. La prova non è stata negativa, si sono intravviste cose buone, qualche giocatore vero che sicuramente eleva il tasso tecnico della squadra. ma il risultato è stato tale, che ancora una volta si è usciti dallo stadio con l’amaro in bocca e la sensazione che la salita stia diventando sempre più ripida. Con un uomo gol lì davanti a finalizzare, la Triestina sarebbe veramente un’altra squadra. Un cenno sull’arbitro, che però non ha influito sul risultato, ma che è stato veramente scadente. Ma veramente occorre andare fino a Palermo per trovare un arbitro per una gara di serie D ai confini dell’Italia?
Bruno Gasperutti




