
Triestina-Ternana 1-1, Gasperutti: "Ospiti aiutati da San Valentino e San ...Valentini"
La più bella e convincente Triestina della stagione è stata bloccata da una forte e spigliata Ternana.
E' stata di conseguenza una bellissima partita, giocata molto bene sia a livello tattico che tecnico, ma alla fine chi è uscita con una smorfia di disappunto dal campo per non aver ottenuto il dovuto è stata la squadra alabardata!
La Ternana si è presentata al “Rocco” forte di una squadra assemblata per disputare la serie B, casualmente si trova di passaggio in C, ma con l'organico a disposizione penso che a fine anno sportivo dovrebbe risalire anche se troverà le sue difficoltà sui campi caldi della C, come stavolta.
A proposito di organico, mi risulta che in C ci siano delle regole per cui le squadre “devono” avere in rosa come massimo 14 giocatori nati prima del 1996. Lo so che siamo in Italia dove tutto è nebuloso e imprevedibile, detto in dialetto “val tuto”, ma come mai la Ternana ad oggi ne ha fatti giocare 15 e ne ha in rosa anche un sedicesimo? Detto questo, in questa circostanza la squadra umbra, pur dimostrando tutta la sua forza e giocando anche molto bene, è stata assistita amorevolmente da San Valentino, protettore di Terni, che un paio di volte si è reincarnato nelle sembianze del sig. Sozza di Seregno.
Dopo questa lunga premessa dobbiamo parlare soprattutto della nostra Alabarda che si è presentata al suo pubblico decisissima a riscattare le sfortunate prove esterne, per le quali era stata duramente ripresa sul web dai suoi tifosi. Il calcio purtroppo non è una scienza esatta, tante sono le componenti e le sfaccettature che combinate assieme producono poi il risultato di una gara. Succede di uscire sconfitti in un confronto sportivo, sia perchè si gioca contro un avversario che vuole anche lui ottenere la vittoria, sia perchè magari qualche atleta è sottotono o qualche episodio negativo condiziona l'incontro. Succede, ma non bisogna farne un dramma, il campionato è lungo e questa squadra mi sembra molto buona e al Rocco, che sta diventando una Rocc...aforte, non ha mai deluso.
La partita con “le Fere” è stata emozionante con tanti episodi e occasioni che hanno tenuto vivo l'interesse dello spettatore, sino all'ultimo minuto. La Ternana ha manovrato molto bene, è tecnica, molto rapida nel trasmettere il pallone con scambi veloci, cerca la profondità ed è ben organizzata. Non si è mai chiusa a riccio, forse solo negli ultimi minuti quando è rimasta in 10, ma è sempre stata propositiva e pronta a colpire, se l'avversario ne offriva il fianco.
Contro un siffatto avversario la Triestina ha fatto sfogare nei primi minuti il brillante palleggio ospite, ne ha prese le misure e poi ordinatamente ha cominciato a pungere arrivando in zona gol più volte, lasciando all'avversario solo le briciole delle intenzioni.
Nel primo tempo la squadra alabardata è andata vicino al gol in diverse occasioni, la Ternana in una sola, ma il risultato alla fine era 0 a 1. Il gol subito è stato la fotocopia di quello subito a Monza: cross - colpo di testa - parata approssimativa e tap-in vincente dell'attaccante in agguato. Benedetto Valentini, arrivi bene sul pallone, ma se non lo blocchi almeno respingilo lateralmente, non puoi lasciarlo sempre davanti alla porta a disposizione! Un peccato giocare bene ed essere sotto nel risultato, oltretutto con il dubbio che l'arbitro nell'ultimo assalto alla porta rossoverde abbia chiuso un paio di occhi e frettolosamente abbia mandato tutti a bere il thè. Poi, forse, anche capitan Defendi avrebbe meritato un secondo cartellino in un paio di occasioni, ma anche qui il “non voglio essere troppo invasivo” dell'arbitro, ha avuto la meglio.
Nella ripresa il dominio triestino è stato ancora più netto e gli ospiti, pur sempre disposti a giocare e ad offendere, hanno fatto ben poco. La Triestina invece ha messo sotto pressione la forte difesa umbra, ha insidiato pericolosamente la porta ben difesa Iannarilli, riuscendola a violare una sola volta, ma anche qui il “San Valentino nostrano” ha chiuso tutti e tre i suoi occhi in un episodio su Procaccio, retrocedendo la punizione di un paio di metri. Mi sono rivisto l'episodio, era rigore sempre, ma purtroppo nemmeno l'assistente a pochi metri, “ma serve veramente a qualcosa?”, non ha voluto rischiare di offendere la suscettibilità del decisionista sig. Sozza. Poi un palo di Maracchi, una gran parata di Iannarilli, un paio di indecisioni nel tiro ed ecco spiegato il risultato, che poteva essere più soddisfacente e che avremmo meritato. Tutti bravi gli alabardati, chi più chi meno, bravo Pavanel nella conduzione, ma tutti sufficienti, anche Valentini che si è riscattato con un paio di uscite al limite dell'area. Ora benedetti ragazzi, non sarebbe il caso di proseguire su questa falsariga e giocare in trasferta con questo atteggiamento da guerrieri?
Bruno Gasperutti




