
Triestina-Tamai, l'analisi di Bruno Gasperutti
dicendo che la squadra mi è complessivamente piaciuta e che la salvezza è ampiamente alla portata, poi però, guardo la classifica e divento improvvisamente triste. La situazione è veramente difficile, il Fontanafredda dista ben 8 punti e le altre avversarie, magari arrancando ma fanno punti importanti. La Triestina, a parte con la Sacilese quando era raccogliticcia e alla sua prima interna, non è mai stata messa sotto da nessuno, se l’è sempre giocata pur mostrando limiti di organico. Ma possibile che non vinciamo mai? Mai una volta che giri dalla parte giusta?
Stavolta il pareggio complessivamente si può dire che è stato giusto. Una bella partita, molte fasi di buon gioco, emozioni ed occasioni, quante per esempio non si son viste nel ben più blasonato anticipo TV di Firenze: lo spettatore non s‘è sicuramente annoiato.
La Triestina è partita di gran carriera, il suo gioco era fluido e arrivava finalmente fino in fondo, grazie alla verve di un Rocco che sembra il toccasana per dare profondità al suo gioco. Bella, arrembante sulle fasce, ma soprattutto a destra con Ventura e Milicevic, la Triestina va vicino al gol per tre volte, poi finalmente Proia irrompe su un cross da destra ed entra in rete col pallone. E’ il ’13 e sembra la fine di un’incubo; la Triestina gioca bene e finalmente va in vantaggio.
La partita diventa più equilibrata anche perché il Tamai che sembrava intimidito, è una bella squadra, soprattutto a metà campo dove Furlan Davide e Petris, macinano gioco e sulla sinistra giostra il giovane e molto interessante Dal Bianco, che marca Milicevic ma non disdegna delle pericolose incursioni.
Comunque la partita è in controllo, sino alla mezz’ora quando il Tamai diventa pericoloso per la prima volta con un colpo di testa a lato di Sellan. In successione altri due pericoli per Zucca, prima quando gli sfugge il pallone, rimediando poi in tuffo, poi su un tiro a giro di Zambon, pericoloso ma a lato di poco.
E’ il ’34 e la Triestina spaventata, rinserra le fila e arriva al riposo controllando la partita. Buono il primo tempo, il sorriso ritorna sui volti dei tifosi sugli spalti e la speranza di cogliere la prima vittoria, sembra finalmente ad un passo.
Inizia la ripresa, due battute e una imperdonabile leggerezza di Antonelli, che va su un facile pallone con sufficienza, lascia una prateria a Federico Furlan che s’invola verso l’area. Esce alla disperata Zucca che lo aggancia ed è il rigore del pareggio. Tutto da rifare.
Qui vorrei fare solo un inciso: non è la prima volta che Antonelli regala occasioni da rete agli avversari, mi sembra che troppe volte giochi con troppa leggerezza, senza la dovuta concentrazione. Un’altra cosa, il bravo portierino Zucca (un ’97), è uscito a valanga, come d’altra parte fanno colleghi ben più titolati, ed è bastato all’esperto attaccante friulano, allungare il pallone con la punta mandandolo sul fondo, per farsi furbescamente toccare e ottenere il rigore. Mi piacerebbe, qualche volta, vedere il portiere, quando palesemente non arriva sul pallone, accompagnare l’attaccante che si sta allargando, senza travolgerlo.
La Triestina reagisce con veemenza al gol e in 10 minuti confeziona tre occasioni con Celli (parata in tuffo), Pontrelli con un tiro-cross che attraversa l’area piccola e poi con una bordata di Giorgino e paratona di Peresson in angolo. Poi nuovamente il Tamai si riorganizza con i suoi esperti centrocampisti e rintuzza la furia alabardata. Entrano Clara e Nuzzi e con le forze fresche si spera di dar verve all’attacco, invece la prima sensazione è quella che si era creata una frattura in mezzo al campo e che le distanze attacco-difesa si erano troppo allungate. Il Tamai ha preso il sopravvento e ha spaventato la Triestina con un tiro al volo dalla distanza di Davide Furlan che Zucca deviava in volo, poi con una traversa da 35 metri di Bolzon (sarebbe stato il tiro della domenica) e un tiro ribattuto in mischia dopo un corner. Il Tamai così legittimava il pareggio.
Appunti finali: la Triestina è diventata una squadra competitiva, ottimo l’inserimento di Rocco, l’attacco s’è mosso pericolosamente anche se per me, gli esterni tendono a giocare troppo larghi lasciando Rocco a battersi, specie nella ripresa quando il centrocampo non riesce più ad accorciare, contro 3-4 avversari. A centrocampo manca un regista, uno che inventi un passaggio illuminante, che dia il ritmo alla gara accelerando o rallentando alla bisogna. La difesa se attaccata a fondo, rivela un po’ d’affanno, ma è anche colpa della classifica e poi ogni volta commette almeno un errore capitale che come oggi costa 3 punti; maggior attenzione poi sulle seconde palle in uscita dall’area, con l’avversario sempre primo e libero alla battuta.
Bruno Gasperutti




