
Triestina-Tamai 6-7, Gasperutti: "Per puntare in alto c'è da migliorare il centrocampo"
Non è stata una bella Triestina quella che è uscita dalla Coppa Italia per mano del Tamai, dopo una lunga sequenza di calci di rigore.
Con una settimana di lavoro in più nelle gambe e con i rientri di un paio di titolari assenti ci si aspettava di vedere dei miglioramenti rispetto alla precedente gara con il Cordenons, invece quello che è stato ammirato di più nella calda serata è stato il Tamai. Una bella squadra quella pordenonese, molto più amalgamata e con un centrocampo di gran lunga superiore a quello alabardato. La difesa è rocciosa e difficilmente superabile, anche se i creativi attaccanti triestini sono andati vicini più volte al gol, mentre in attacco sono rapidi e insidiosi nel contropiede, anche se i pericoli per la porta alabardata sono stati molto contenuti. Molto bravi il giovane Bignucolo, il centrocampista Giglio e il rapido e tecnico Paladin.
La Triestina ha giocato male ed è stata dominata a metà campo dove non riusciva a fare tre passaggi consecutivi soffrendo il pressing avversario e dove l'unica soluzione era il passaggio arretrato o il lancio lungo, ma paradossalmente è stata molto più pericolosa degli ospiti mancando il gol per un nonnulla in varie occasioni. Ciò va dato merito alle individualità di spicco, soprattutto in attacco, ma per quanto riguarda il gioco manovrato e l’assistenza alle punte ancora non ci siamo proprio.
La Triestina è una squadra spaccata in due: solida, arcigna, affidabile in difesa; fantasiosa, di spessore e sempre in grado di trovare il gol in attacco, ma veramente arida e povera sia di idee che di gioco in mezzo al campo.
Tranquilla la serata di Consol, almeno fino ai rigori; buono Baijc che ha anche spinto parecchio; sicuri per la loro lunga esperienza, i due centrali e sufficiente l’apporto di Corteggiano che pure lui, ha parecchio spinto sulla sua fascia di competenza. Le dolenti note sono in mezzo al campo: il regista è un ragazzino che deve ancora maturare e una squadra che vuole primeggiare non si può permettere di avere l’uomo di riferimento che è fragile in interdizione e al massimo si concede il passaggio indietro ai due centrali; ha un buon piede, perché ha fatto un paio di aperture veramente dosate, ma non ha la personalità, per gestire il gioco. Abbastanza anonimo Carraro che si è dannato nel correre ma che si è visto poco in fase di possesso, così come Frulla che era il più esperto, ma che non è riuscito a dare sicurezza ai due più giovani compagni di reparto. Buono lo scampolo di partita del veloce e insidioso Turea che mi sembra più dotato di personalità, oltre che di forza fisica, ma che sembra più un esterno per un centrocampo a quattro, in quanto predilige le fasce e gli affondi perentori, più che la manovra ragionata. In avanti i soliti quattro, tutti e quattro sempre pericolosi, sempre in grado di trovare l’acuto; hanno caratteristiche diverse, quindi sono complementari. Ieri sera non hanno sicuramente brillato, ma alla fine l’attacco ha prodotto tantissimo rispetto ai rifornimenti ricevuti: nella prima frazione un tiro fortissimo di Franca è sfuggito al portiere, ha colpito la traversa dietro le sue spalle e ha sbattuto sulla riga, gol non gol (?) io non saprei, così come non lo sapeva l’arbitro e l’assistente. Nella ripresa più vivace, Bradaschia dopo uno scambio con Serafini ha tirato sul portiere in uscita; poi Turea con un’incursione molto pericolosa si è allungato un po' il pallone ed è stato anticipato dal portiere in uscita. Franca irrompendo di testa a colpo sicuro su corner, ha alzato di un niente; Serafini dal limite ha colto la traversa a portiere battuto e all’ultimo minuto, Aquaro di testa ha superato il portiere, ma Cramaro sulla riga sotto l’incrocio, ha salvato.
Per contro il Tamai ha risposto con un tiro di Bignucolo che ha sfiorato il palo nel primo tempo e poi su una punizione laterale velenosa leggermente deviata in mischia, la palla è andata a sbattere sul palo lontano. Come occasioni quindi, la Triestina è stata superiore; come gioco il Tamai ha avuto maggior possesso del pallone, più autorità nel gioco e una superiore amalgama. Penso che Andreucci avrà ancora tanto da lavorare per trovare il giusto assetto, perché con l’obbligo dei 4 under ci sono delle scelte che devono essere fatte. Per primeggiare in campionato il controllo del gioco a centrocampo è basilare; non ci si può permettere di basarsi esclusivamente sulla difesa, sperando di trovare l’acuto degli attaccanti, che sicuramente sono in grado di farlo, ma anche stavolta il Tamai ha messo a nudo i tanti difetti, che per fortuna, il mister ha sicuramente individuato e ha il tempo sufficiente per risolvere.
Bruno Gasperutti




