
Triestina-Pordenone 1-1, Gasperutti: "Quasi come una vecchia sfida tra bar"
Arma su rigore. Il centravanti alabardato ha evitato la beffa al 95' al cospetto di un deludente Pordenone,
in una partita brutta, con una cornice di pubblico formato solo dagli irriducibili e in una serata con un freddo pungente, che a lungo andare entrava nelle ossa... ah dimenticavo, ma oramai lo sanno anche coloro che allo stadio non vengono mai, con un terreno di gioco che forse sarebbe più adatto a piantarci del granoturco.
Della brutta serata ben poco da salvare, ma almeno la gioia finale con urlo liberatorio, per quel “rigorino” piovuto dal cielo, che ha permesso ai fedelissimi del “Rocco” di sfollare con il sorriso sulle labbra.
E' stata francamente una brutta edizione della Triestina, in formazione inedita e contro una squadra che, pur infarcita di buoni giocatori, giocava un calcio che a me ricordava le vecchie sfide tra bar, in uso negli anni 60/70, quando per vincere prendevi i giocatori migliori di tua conoscenza e poi agli effetti sul campo, magari perdevi contro 11 sconosciuti “scappati da casa”.
Prima della partita scorrendo la formazione dei ramarri e ricordando la loro ottima esibizione in Coppa al “Meazza”, avevo un certo timore per il risultato finale, ma via via che la gara scorreva mi sono reso conto che gli 11 "amici del bar" che avevano la maglia neroverde, di veramente minaccioso, avevano soltanto il nome sulle spalle. Eppure Stefani, Misuraca, Burrai, Nocciolini, Caccetta, sono dei nomi lussuosi per la Lega Pro, ma alla fine a parte il palleggio fine a se stesso, ben poco hanno fatto vedere e i migliori sono stati: il veloce Ciurria a destra e poi il subentrato Gerardi, che almeno si vede ad occhio nudo, sa cosa vuol dire fare il centravanti.
La Triestina non m'è piaciuta proprio. E' entrata in campo cercando di assestarsi e trovare le misure nella confusione più totale con errori di misura, compresi un paio di alleggerimenti corti tra difensori, che creavano disagi e pericoli, ma per fortuna di fronte c'era il Pordenone. Poi esattamente al 37' l'Unione ha dato fuoco alle polveri e ha imbastito dieci minuti di sarabanda finale, che ha mandato in confusione, i friulani. 37' gran lancio verticale di Pizzul, che pesca fuori posizione Formiconi, Pozzebon controlla in corsa e da solo dentro l'area in diagonale, spara una bordata dal basso in alto, che il portiere tocca miracolosamente con la palla che batte sotto la traversa e ritorna in campo. Al 40' corner respinto da un difensore di testa, entra al volo Porcari che fa barba e capelli alla traversa. Al 45' Triestina arrembante e vicino alla bandierina destra, Arma si destreggia e mette di collo in mezzo un pallone che sottomisura al volo viene deviato da Pozzebon che anticipa il suo marcatore, il portiere è battuto a centro porta, ma la palla incoccia il palo interno e ritorna tra le braccia del fortunato Mazzini.
Tempo e speranze per una ripresa che sulla falsariga delle ultime battute, si spera sia più fortunata e vincente. Invece si ritorna al “tran tran” d'inizio gara, solo che il Pordenone ha messo in campo Gerardi che rispetto al deludente duo Nocciolini/Cicerelli è di un'altro spessore. Dapprima una girata di testa alta, poi al 59' inventa un passaggio filtrante per Zammarini, che fredda Boccanera in uscita. Gran bell'azione, bel gol, ma difesa alabardata in vacanza con errori successivi di Lambrughi, Codromaz e Libutti. Da qui al 95' la confusione più completa con la squadra in affanno, senza geometrie, con passaggi corti o fuori misura, lanci errati o “in the box” alla “speraindio” e qualche strappo o giocata singola.
Princivalli le tenta tutte e immette tutti gli attaccanti che ha a disposizione, eccetto l'ultimo arrivato Serafino, ma i pericoli per Mazzini sono veramente risibili. Mensah dimostra la sua verve, Hidalgo i suoi buoni piedi e per fortuna, che di fronte abbiamo il Pordenone che si atteggia a novello Barcellona e palleggia con sufficienza, mentre se affondasse probabilmente ci farebbe male.
Si arriva così al 95', palla della disperazione di Bracaletti per Codromaz, che fa il centravanti in area, stop di petto e spinta ingenua di un difensore con lo scarso signor Schirru di Nichelino, che concede il rigore. Gran tiro di Arma e tutti a casa.
Degli alabardati c'è ben poco da salvare, diciamo serata grigia e ci salviamo così; speriamo solo di rivedere al più presto Coletti a dar peso al centrocampo e speriamo di vedere l'attacco schierato in modo più consono e meno improvvisato. Scorrendo la classifica, sinceramente ci capisco poco, con squadre che devono recuperare 1 o 2 partite e penalizzazioni minacciate in arrivo, ma siamo in Italia dove tutto è possibile e dove forse nemmeno alla fine ci sarà il responso definitivo. Evviva la nostra FIGC degna della Repubblica delle banane. Ora avanti col Teramo che lotterà col coltello fra i denti per salvarsi e poi il Padova, che lotterà col coltello fra i denti per andare in B; sarà tutta una lotta da qui alla fine.
Bruno Gasperutti




