
Triestina-Mori, l'analisi di Bruno Gasperutti
La Triestina ha annaspato senza birra in corpo, per tutta la ripresa, attanagliata dalla paura di non ottenere una vittoria, obiettivamente troppo importante, direi determinante, per riuscire almeno a giocarsela ai play-out. Certo che per aver qualche speranza di salvare la stagione per il rotto della cuffia, la squadra deve riuscire a dare ben di più, della confusione e pochezza, fatta vedere nel secondo tempo, quando anche i palloni sparacchiati a vanvera in avanti, facevano tirare un sospiro di sollievo agli spettatori, incollati con lo sguardo all’orologio e con il tempo che sembrava essersi fermato.
La squadra non ha iniziato male, ha messo in campo la grinta giusta e sembrava che per il “povero” Mori, non ci fosse scampo. Certo di gioco manovrato se n’è visto poco, tanti palloni lanciati in avanti, nella speranza che il solito Rocco, riuscisse a trasformarli in oro. A centrocampo la manovra non era fluida, non si riusciva a fraseggiare, ma sulla sinistra, un Gusella molto attivo e il combattente Bedin, riuscivano più volte ad affondare.
Diverse le occasioni che si sono presentate, ma tutte vanificate da errori marchiani sotto rete. All‘8 cross dalla sinistra che perviene ad Arvia liberissimo al limite sulla destra, che spara alto. All'11' altro cross che di testa Bedin mette fuori. Al 12' tiro di Rocco da sottomisura respinto, palla a Manzo che tira debolmente sul portiere. Il Mori è inesistente e non riesce a combinare tre passaggi di fila e si affida a lunghi lanci. Al 16' il Mori ottiene un corner e subito si crea il panico in area alabardata, poi la difesa respinge. Al 21' cross a tagliare l’area e Piscopo sottomisura la mette in mano al portiere. Dai e dai si pensa, la Triestina riuscirà a mettere una palla in rete. Al 30' il Mori passa la metàcampo con un lancio lungo, Piscopo controlla il pallone che sta andando verso la bandierina quasi a fondo campo; è in netto anticipo ma un attaccante cerca di anticiparlo e Piscopo calcia inutilmente piede e pallone. Rigore!! Un difensore esperto come il capitano alabardato, avrebbe dovuto evitare un intervento del genere, su un pallone per nulla pericoloso che andava verso il fondo. Morale della favola, il Mori passa in vantaggio con il primo tiro in porta.
La squadra sembra pericolosamente demoralizzata dall’ingiusta punizione e per alcuni minuti non reagisce. Al 36' corner che Piscopo di testa colpisce male da buona posizione, il pallone sfila verso il palo lontano e Fiore non riesce ad agganciarlo ad un passo dalla rete. Al 39' bella azione della Triestina sulla sinistra e Arvia mette in mezzo un buon pallone che Bedin con uno stacco imperioso insacca sotto l’incrocio.
Rimesso in piedi il risultato, la Triestina continua ad attaccare ed è fortunata, perché su un altro cross dalla sinistra che taglia l’area piccola, un alabardato manca il pallone ma arriva Dossi che pur indisturbato, goffamente lo mette in rete: 2 a 1 e si va al riposo.
Si pensa: questo Mori è poca cosa e non può far paura, ora la Triestina metterà al sicuro il risultato e poi controllerà agevolmente. Invece nella ripresa la squadra arretra il baricentro, comincia a sbagliare passaggi, arresti, giocate, perde il controllo del centrocampo e dimostra oltre ad una confusione tattica una preoccupante mancanza di ossigeno in parecchi giocatori. I trentini saranno sì poca roba, ma visto che non ne possono far a meno, data la rinuncia degli alabardati, attaccano. Non sono pericolosi, ma di palloni in area ne buttano parecchi e Deimichei e Eisenstecken sono piuttosto alti e li prendono e Tisi è un bel giocatore che sa come si tratta un pallone da calcio.
Per la Triestina in tutto il secondo tempo, solo un contropiede di Rocco, che arriva solitario in area e decentrato tira forte proprio addosso al portiere. Il Mori ha una grande palla gol all’81', quando un lungo cross pesca Deimichei in area sulla sinistra, troppo lontano Ventura e l’ala controlla e spara incrociando un tiraccio che coglie il palo, il pallone arriva sul dischetto ed è provvidenziale un intervento al limite del fallo di Proia su un attaccante che si apprestava al tiro a botta sicura.
Ancora un brivido all’85' quando a Prustner arriva un pallone sulla destra da un corner, ma tira da vero terzino vecchio stampo altissimo. Poi la fina con un grosso sospiro di sollievo, ma quei 45 minuti di sofferenza, hanno lasciato una brutta impressione. La classifica è migliorata notevolmente, ma la squadra dovrà far un alto di qualità, perché giocando così, sarà obiettivamente difficile salvarsi.
Bruno Gasperutti




