
Triestina-Mestre 3-4, Gasperutti: "Al Rocco ha vinto la squadra migliore"
Al Rocco vince la squadra migliore; purtroppo per noi tifosi triestini, questa non è l’Alabarda, ma il Mestre.
Sinceramente ero curioso di vedere questo Mestre che fino a prima di questa gara era riuscito a conseguire un filotto di vittorie, da far invidia alla Juventus dello scorso anno; ebbene stavolta gli arancioni hanno fatto 13. Sono infatti 13 le vittorie conseguite in campionato su 14 partite e da come giocano e da come stanno in campo c’è poco da stupirsi: sono una bellissima squadra, armonica che ha tante soluzioni ed è soprattutto duttile, con uomini che sanno destreggiarsi a seconda dell’occasione in varie zone del campo e con compiti diversi.
Erano di fronte la prima e la seconda della classe e ne è venuta fuori una partita vivace, vibrante, che ha tenuto viva l’attenzione del pubblico fino all’ultimo minuto. Merito della Triestina che ha cercato con insistenza e caparbietà il gol fino alla fine; merito soprattutto del Mestre che ha sempre giocato per vincere, senza mai chiudersi e che con contropiedi velenosi, ha messo in grossa difficoltà la migliore difesa del girone, 9 reti subite in 13 gare ma ben 4 stavolta dal miglior attacco della D.
La Triestina ha fatto la sua partita schierandosi nell’unica maniera in cui può giocare; nessuna sorpresa, gioco appoggiato sugli esterni o con palle alte su Serafini che cercava di addomesticarle o appoggiarle sui lati; se il gioco riesce bene, altrimenti non ci sono alternative. Quando l’avversario spegne il fraseggio del centrocampo, inaridendo le fonti del gioco, l’unica soluzione resta il lancio lungo o l’improvvisazione degli avanti; a ciò dobbiamo aggiungere che non ci sono varianti tattiche possibili con inserimenti dalla panchina; i cambi sono obbligati e soprattutto monocordi: centrocampista per centrocampista o attaccante per attaccante. In ciò la Triestina sembra piuttosto limitata, tuttavia resta una grossa squadra per una serie D, che sicuramente alla fine arriverà lassù, vicina alla vetta, però in questa circostanza al Rocco il Mestre ha dimostrato di avere attualmente qualche freccia in più.
Il Mestre ha dominato a centrocampo dove ha schierato 5 uomini rispetto ai 3 alabardati e dove aveva, inoltre, una proprietà di palleggio superiore. Le difese si sono equivalse e tutte e due hanno sofferto i rispettivi attacchi e ciò se non ha sorpreso per quanto riguarda quella arancione schierata a tre, contro attaccanti piuttosto intraprendenti, è invece sorprendente per la difesa triestina, che finora non avevo mai visto in difficoltà, ma poi ragionandoci sopra, non c’è troppo da stupirsi, in quanto i veneti attaccavano sempre, fino all’ultimo minuto, con tanti uomini (5-6), coprendo interamente l’area di rigore. Poi dobbiamo anche dire che alcune reti arancioni sono sembrate favorite dalla non buona giornata del portiere, che poteva aiutare la squadra e fare qualcosa in più, ma che invece è sembrato piuttosto impacciato.
Il campionato non finisce sicuramente il 4 dicembre, ma con questa vittoria, il Mestre allunga e mette una seria ipoteca sulla vittoria finale. Certo in questo momento ha il vento in poppa, le gira tutto a favore e anche stavolta, quando la Triestina sembrava aver trovato il giusto equilibrio in campo, un uno-due micidiale, favorito da due incertezze del portiere, ha messo ko l’Alabarda che aveva nella sua testa un solo risultato.
Nella ripresa il gioco dei triestini non è troppo migliorato, ma l’inerzia della gara sembrava dalla sua parte, perché ad un clamoroso palo di Kabine faceva seguito il pareggio di Dos Santos, ma proprio in quel momento è venuta fuori la bravura dei veneti che hanno segnato il gol che ha tramortito i triestini con Sottovia che ha annichilito Voltolini, rimasto immobile a centro porta. L’azione però era partita da un intercetto nella metà campo arancione e Gritti ha fatto palla al piede almeno 50 metri senza trovare un alabardato, che gli desse fastidio o facesse un fallo tattico, poi bravo lui, ha liberato Sottovia che ha incrociato sul palo lontano. Le ultime due reti sono utili soltanto al tabellino, la partita è finita lì.
Triestina: ora non devi mollare! Le partite vanno giocate senza guardare la classifica e fare troppi calcoli; poi vedremo a fine marzo la posizione e il distacco. Il Mestre è forte, ma anche la Triestina lo è, e con qualche correttivo si può migliorarla, ne vale la pena per una tifoseria che ha ritrovato entusiasmo e che l’ha sostenuta fino alla fine, ma anche oltre, nonostante la delusione.
Bruno Gasperutti




