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Triestina 2012-Virtus, Gasperutti: "La squadra è cresciuta, ora è proibito sbagliare"

10 Aprile 2016
di vicedirettore

Un altro pareggio senza reti al Rocco, questa volta però ottenuto contro una signora squadra, a mio avviso, la migliore vista quest’anno a Trieste.

I veronesi, com’è giusto sportivamente parlando, hanno fatto la loro partita, giocando un bel calcio, grazie a delle ottime individualità e ad un gioco d’assieme di ottima fattura; forse hanno qualche limite in fase conclusiva, reparto a cui mancava il loro goleador principe, in panchina per un acciacco, ma fino all’area, ci arrivano con facilità.

Mensah è giocatore di altra categoria, una spina nel fianco per qualsiasi difesa, arpiona palloni con ottima tecnica, ha movenza feline e velocità; assieme a lui buona impressione ha fatto Alba, esterno sinistro, poi il regista Burato e i due centrali Nze e Maccarone che non hanno sbagliato un intervento.

Qualcuno tra il pubblico ha mugugnato alla fine per il risultato, ma la Triestina ha fatto il suo dovere, tenendo testa ai più forti avversari, calando forse solo nel finale, quando non riusciva più a ripartire. La squadra di Bordin è cresciuta tanto, rispetto all’ultima deludente esibizione; ora è più quadrata, attenta in difesa, tanto da non concedere praticamente nulla. A metà campo, ha manovrato con diligenza, pur se con qualche imprecisione, ma ha sempre cercato il gioco, ripartendo ogni qualvolta riconquistava la palla.

Il pareggio alla fine è giusto, perché nessuna delle due contendenti, avrebbe meritato di più; i due portieri hanno fatto ognuno una grande parata, salva risultato: al 16' Mensah ha lavorato una palla sulla sinistra e poi ha servito al limite Alba, che ha tirato un gran tiro raso il palo a mezz’altezza e Vezzani in volo ha deviato il pallone in corner.

Nella ripresa al 33' un tiro rasoterra di Monti dal limite, è filtrato tra lo sbarramento difensivo ed è stato bravissimo con ottimi riflessi Tebaldi, che in volo è andato a smanacciare in corner.

Poco altro come cronaca, data la massima attenzione posta da tutti i difensori ai particolari, tutti attentissimi a non commettere il minimo errore di piazzamento, nelle coperture degli spazi.

Tutti sufficienti gli alabardati, nessuno ha brillato particolarmente, forse Piscopo un palmo sopra tutti, per la tranquillità che riesce ad infondere ai compagni. Bravo Vezzani che è un ottimo portiere e sbaglia veramente poco; qualche ottimo lancio di Spadari a cercare soprattutto il peperino Cuppone, che però in fase conclusiva non è riuscito mai a districarsi dai difensori; forse perché parte un po’ troppo da lontano. Vivace Abrefah, dal passo felpato e dal tocco pulito; sempre generoso Giordani che si batte come un leone e che anche oggi è stato punito ingiustamente con un cartellino per una simulazione.

Lo scadente arbitro ha interpretato così una sua caduto in area, quando è stato stretto da due avversari, dopo averli oltrepassati col pallone. Qualche volta anche se non si ritiene di punire col rigore il difensore, non si può pretendere che l’attaccante sballottato in corsa, resti anche in piedi. Ma questi arbitri della sezione di Bari, sono tutti uguali e danno quella sensazione fastidiosa di onnipotenza.

E’ stata una partita che è corsa via piacevolmente e alla fine, il punto ottenuto vale veramente tanto, anche in relazione ai risultati delle nostre avversarie nella corsa per la salvezza. Ora bisogna dare un po’ di continuità e non perdere, soprattutto nei due prossimi scontri diretti. Speriamo rientri Bradaschia, che per questa squadra è l’arma in più indispensabile e poi che i nuovi innesti, si inseriscano meglio nell’assieme. Da rivedere Muzzi, qualche spunto ma poi è rimasto imbrigliato nelle maglie difensive; è difficile trovare il ritmo gara, dopo tanto tempo; così stesso discorso per Monti, che è apprezzabile per il tocco e la propensione al gioco, inoltre ha anche cercato il gol impegnando due volte il portiere con tiri da fuori.

Domenica si va a Dro, bei ricordi, speriamo in un risultato positivo, perché ora non si può più sbagliare, perché non ci sono più tante possibilità per rimediare a dei passi falsi.

Bruno Gasperutti