Skip to main content

Triestina 2012-Union 0-1, Gasperutti: "Schieramento iniziale non all'altezza"

06 Marzo 2016
di vicedirettore

Una Triestina 2012 sgangherata ed estremamente nervosa cade nella trappola tesa da una formazione ostica e tignosa, ma ampiamente alla portata, che vince lo scontro diretto e si pone quasi in zona sicurezza.

E’ stata una brutta partita che fin dall’inizio, vista la formazione schierata, faceva presagire oscure sensazioni, che poi il campo ha ampiamente confermato. L’Unione si schiera con un 4-2-3-1, che fin dall’inizio lascia il centrocampo nelle mani dei veneti, più pragmatici e meglio messi in campo, che controllano agevolmente i fraseggi degli alabardati, più che altro fini a se stessi e ripartono in contropiede, poggiando sui pericolosi Mason e Madiotto.

La Triestina 2012 non punge, Giordani è lasciato sempre da solo a svariare su tutto il fronte d’attacco; Miani a destra è abbastanza intraprendente, ma poi stranamente viene sostituito ad inizio ripresa, Loperfido sembra fuori ruolo e non ha le caratteristiche per fungere da seconda punta o per inserirsi negli spazi, mentre a sinistra Dalla Riva è un terzino di spinta, sicuramente non portato ad attaccare la porta. Il risultato è che i veneti possono tranquillamente controllare le evanescenti avanzate degli isolati attaccanti, cercando poi di rendersi pericolosi in avanti.

Comunque la partita è bloccata e per ‘30 non succede nulla, a parte un gol annullato a Giordani, dallo scadente arbitro su corner, per un fallo di confusione sfuggito ai più. Poco dopo la mezz’ora, come un fulmine a ciel sereno, la rete di Madiotto, che riceve un pallone al limite dell’area a destra, si gira indisturbato e ha tutto il tempo di calciare a giro, sul palo lontano.

La Triestina ha una reazione veemente e crea le uniche due occasioni da rete con Giordani che lanciato in area scarta il portiere e tira nella porta sguarnita, ma un difensore salva sulla riga e poi su una punizione di Spadari, Di Dionisio si lancia in spaccata alzando sulla traversa da due passi. Nel convulso finale di tempo, però anche la Ripa manca un gol con Savi che solo davanti a Vezzani in uscita, alza il pallone sopra la traversa. Pericolo scampato.

Nel primo tempo, è sembrato evidente che Giordani era lasciato troppo solo e pur battendosi generosamente, poco poteva incidere e si pensava che dovesse essere affiancato da un giocatore offensivo; invece entra Cornacchia al posto del positivo Miani e le cose restano immutate. Il Ripa si ritira nella sua metà campo e fino ai minuti finali, passerà la metà campo soltanto con dei rilanci alla “viva il parroco” per far passare il tempo. Poi si dedica ad una serie di falli fastidiosi, perdite di tempo, ostruzionismi e provocazioni con sceneggiate che l’arbitro, decisamente scadente, tollera e alla fine dà ragione al non gioco ospite, a danno dello spettacolo, mentre il tempo passa inesorabile, senza che succeda assolutamente nulla.

La Triestina cade come un pesce nella rete tesa e colpevolmente s’innervosisce, si smarrisce nel non gioco, non crea una occasione da rete, se non qualche mischia con tiracci sparati ben sopra i pali.

L’occasione per pareggiare magari ce l’avrebbe, sotto forma di un rigore che nasce dal nulla: corner e fallo di confusione con fischio che premia gli alabardati. Qui entra in ballo il nervosismo che si era creato in campo: Giordani prende il pallone per deporlo sul dischetto, il portiere si avvicina per innervosire l’attaccante, i due si affrontano viso a viso e Scaranto cade fulminato a terra, sembra moribondo. L’arbitro è a due metri e vede la scena, lascia che una decina di giocatori si affrontino minacciosamente, poi ammonisce due giocatori – a caso – il portiere che aveva causato il tutto, se ne esce indenne. Passano ben 4 minuti e a questo punto Giordani innervosito, si presenta sul dischetto e senza rincorsa calcia malissimo, debolmente e il portiere para.

Dice una vecchia regola del calcio riportata dai vecchi saggi, che un giocatore innervosito dalle manfrine avversarie, può essere sostituito al momento di calciare un rigore così importante. Tant’è che a quel punto la partita finisce, anche se mancano ancora oltre 30 minuti, ma non si gioca più, la Triestina non costruisce nulla e gli avversari si accontentano di perdere tempo, ben supportati dal direttore di gara, a nome Catucci di Pesaro.

La formazione schierata stavolta, è sembrata decisamente insufficente; troppa la distanza tra i reparti, poca tranquillità ed eccessivo nervosismo.

Nel convulso secondo tempo tanti palloni venivano sparacchiati senza costrutto nella speranza che succedesse qualcosa, ne venivano  così esaltati i contatti fisici, che aiutavano gli scaltri giocatori ospiti a spezzettare il gioco.

Una brutta brutta sconfitta, che fa così precipitare nuovamente la squadra nelle sabbie mobili della classifica. Qual è la vera Triestina? Quella brillante e positiva vista contro il forte Belluno, o questa nervosa e fuori fase, vista contro il non trascendentale Ripa La Fenadora? Il dubbio sorge spontaneo e la via per la salvezza sta tutta qui, in base a quale sarà d’ora in poi il rendimento che la squadra saprà dare.  

Bruno Gasperutti