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Amichevole, Gasperutti: "Triestina al piccolo trotto a Gorizia"

18 Agosto 2018
di vicedirettore

Ancora una sgambata per la Triestina in attesa di conoscere le avversarie del campionato di serie C,

 

che ne sono sicuro, prima o poi la nostra sgangherata federazione riuscirà a mettere in piedi. Per il momento non se ne sa nulla, nè sulla composizione dei gironi, né sul numero delle squadre, né quando partirà, né se partirà, tribunali, associazioni calciatori e varie permettendo.

Ma si può fare calcio in questa maniera? Povere società che vogliono fare calcio, ma poveri tifosi che ci mettono cuore e anima e che, magari, ci credono. Questo calcio non è più uno sport che appassiona le folle, è business, è una prateria dove pascolano dei maneggioni che purtroppo hanno voce in capitolo, visibilità e condizionano.
Ma torniamo alla sgambata degli alabardati del venerdì post Ferragosto. Intanto ricordiamo subito tutti i luoghi comuni che si devono elencare in questi casi: ci sono i carichi di lavoro che incidono, è solo un allenamento e l'impegno è relativo, fa caldo, gli avversari si sono impegnati alla morte, il terreno di gioco è indecente. Detto queto, diciamo tutto vero ma, a parte il fatto che sono state smaltite le tossine del Ferragosto, almeno io, altre cose positive in chiave futura non ne ho viste.

Avevo già visto la Triestina in TV a Pisa e contro il Vesna e pensavo che dopo ulteriori due settimane di lavoro la squadra avesse qualcosa in più da far vedere, invece, sempre tenendo conto di quanto detto come prefazione, non si è visto assolutamente nulla. E' stato un galoppo di allenamento al piccolo trotto, senza spunti, senza accelerazioni, senza occasioni da gol, con i portieri inoperosi e se nel caso di Valentini, lo si poteva supporre, pensavo che il buon Del Mestre avrebbe dovuto guadagnarsi la pagnotta.

E' stata solo una bella occasione per una gita fuori porta, rivedere vecchi amici con cui chiaccherare di calcio e passare una piacevole serata in compagnia. Della partita voglio dire solo che non c'è stato nulla da vedere: ritmo da lento di balera, quando ti abbracciavi con la tua fidanzatina e non ti muovevi dalla tua mattonella e con l'avversario che si impegna più a spezzare quello che è nelle tue intenzioni, che di costruire sensatamente il suo gioco.

In tutta la partita posso dire di aver visto 2 (due) azioni degne di questo nome e in tutte e due il protagonista è stato Mensah, che nella prima ha segnato il suo gol e sulla seconda ne ha fatto un altro che, dalla tribuna, sembrava valido, ma che è stato annullato per fuorigioco. Altro non si è visto.

Possiamo fare alcuni appunti sparsi su quanto visto in campo: il nuovo Bolis, centrocampista arrivato dall'Atalanta, ha buon piede e senso della posizione, forse gioca gioca troppo semplice ed orizzontale, ma era alla prima partita. Mensah è sempre insidioso e se ben innescato fa male, ma per me non è una punta centrale e negli spazi laterali si muove meglio. Bracaletti è un centrocampista di corsa, generoso onnipresente ma, per me, non è un trequartista che in teoria dovrebbe avere come doti, il passaggio illuminante e il dribbling secco che ti crea la superiorità numerica al limite dell'area avversaria.

Il centrocampo è lentino e macchinoso, manca il cambio di passo, però le due mezzeali in compenso si inseriscono spesso e con i tempi giusti in area. Il gioco lo fanno i difensori, Lambrughi e i due terzini; sui lati dobbiamo migliorare, perchè si son visti tanti cross, ma quasi mai pericolosi: o troppo lunghi o troppo corti e bassi, o troppo lenti. Un appunto al giovane Pedrazzini: ma che senso ha fare il fallo a metàcampo, spingendo con irruenza l'avversario di spalle che riceve palloni non giocabili ad altezza del petto? L'attaccante deve appena cercare il controllo del pallone e rigiocarlo, così si fanno guadagnare 40 metri all'avversario che poi riparte giocando palla a terra. Con Coletti in campo si è visto qualcosa di diverso: il lancio da 40/50 metri a tagliare il campo e anche con molta precisione, ma di Coletti è inutile parlare, per noi è un punto fermo e il riferimento della squadra.

Sul finire una decina di minuti anche per il ragazzino triestino De Panfilis, arrivato dalla Juventus; lungi da me giudicare in quel contesto un giovane esordiente che non avevo mai visto giocare, però corre bene, è disinvolto, ha un discreto fisico e il pallone tra i piedi non gli scotta.

Per la cronaca l'Alabarda ha vinto per 3-0 con i centri di Mensah, Pizzul e Coletti (rigore).

Poco altro da dire, solo che i chioschi erano aperti, la birra bella fresca e che ho visto tanti amici, che è stata la cosa più importante della serata.

Bruno Gasperutti