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Triestina, ora o mai più

06 Giugno 2019
di vicedirettore

Sarà una dura battaglia ma l’occasione è di quelle ghiotte. Dopo il risultato di parità della gara d’andata,

 

che in molti da queste parti avrebbero firmato prima di scendere in campo all’Arena Garibaldi, quella di ritorno sarà dunque paragonabile ad una finale secca. Chi vince va in B. Se non lo farà al termine dei 90’ avrà a disposizione i tempi supplementari ed eventualmente i calci di rigore. Se prima di giocare a Pisa le possibilità di ciascuna squadra erano attorno al 50 per cento, con la Triestina in vantaggio sino a poco dalla fine le percentuali erano salite in casa alabardata attorno al 60 per cento. Poi sono ridiscese arrivando quasi alla pari. Quasi alla pari perché in realtà l’Unione questa sfida la giocherà in casa, sicuramente un piccolo vantaggio anche se in realtà le percentuali sono numeri teorici. Diciamo un 51 per cento. Poi naturalmente sarà il campo che sarà l’unico giudice, quello che emetterà il verdetto. Al triplice fischio da una parte ci sarà una gioia irrefrenabile, dall’altra una grande delusione. Chi perderà dovrà ricominciare tutto da capo nella prossima stagione e non è detto che poi arrivi di nuovo in finale a giocarsi il salto in cadetteria visto che ci saranno sicuramente delle compagini molto attrezzate nei tre gironi. All’ombra di San Giusto ci si augura naturalmente che a fare festa siano i ragazzi di Pavanel, gran bravo tecnico all’inizio forse un po’ criticato da qualcuno e ora invece osannato da quasi tutti.

Domenica sarà una dura battaglia, la Triestina ha dimostrato a Pisa grande personalità e di essere una squadra con un attacco che può far male sempre. Con quattro punte contemporaneamente, due centrali e due laterali, con Granoche che gioca a tutto campo tornando anche in area propria ad aiutare i compagni, con Costantino che la butta dentro esultando mostrando gli occhi della tigre, con Procaccio, Petrella e Mensah a turno che spingono sulle fasce, con Maracchi che s’inserisce quando serve in zona offensiva, con la grinta di Coletti e di Steffè, con una difesa solida capitanata da Lambrughi e con un portiere forte quale Offredi (anche se a Pisa qualche responsabilità sui gol incassati le ha avute) l’Alabarda è sicuramente una delle compagini più forti dell’intera serie C.

Ma il Pisa non è molto da meno, punta sull’aggressività, sulle sgroppate dei terzini sulla fasce, soprattutto su quella di destra, e poi attenzione all’attacco con Marconi, l’autore del 2-2, su tutti. Una squadra che comunque non molla mai. Sarà importante partire concentrati cercando di spingere rischiando il meno possibile e soprattutto avere pazienza. Per vincere basta un gol anche al 90’… semprechè la difesa tenga.

Il pubblico farà di certo la sua parte, circa 12000 biglietti venduti sin qui, anche se è previsto un po’ di caos. Molti pisani hanno già acquistato infatti biglietti per le due tribune. Il Pisa non perde da fine dicembre ottenendo ben 23 risultati utili consecutivi, le statistiche dicono che prima o poi arriverà una sconfitta, speriamo naturalmente già domenica. Anche perché la cabala dà una mano agli alabardati, la finale è prevista per il 9 di giugno contro una squadra toscana, e il 9 di giugno del 2002 a Lucca ci fu uno dei più bei ricordi della storia della Triestina con la promozione in serie B. Guarda caso l’obiettivo è lo stesso, il giorno anche, un’avversaria toscana pure. Magari però con meno patemi di allora…