
"La leggenda del pallavolista volante”: risate e riflessioni con Andrea Zorzi
24 Maggio 2014
di vicedirettore
Tanti applausi, numerose risate ma anche momenti di autentica riflessione ed introspezione psicologica.
"La leggenda del pallavolista volante”, in scena al teatro "Bobbio”, ha regalato un Andrea Zorzi in forma smagliante anche sul palcoscenico. L’ex campione azzurro, che con l’Italia degli anni ’90 ha fatto incetta di trofei in tutto il mondo, ha recitato magistralmente in una sorta di autobiografia in cui lo sport, e la sua brillante carriera agonistica, hanno funto da metafora esistenziale.
Splendidamente coadiuvato dall’attrice Beatrice Visibelli, "Zorro” ha offerto al pubblico la sua storia nuda e cruda, in cui successi e difficolta’ si sono frapposti come capita peraltro nella vita di ognuno. Dei grandi campioni si tende a sottolineare quasi sempre il trionfo e la celebrita’ ma dietro ad ogni "big” si nascondono dubbi, ansie, paure, e dentro ad ogni spogliatoio nascono invidie, gelosie, antipatie. E "La leggenda del pallavolista volante” le ha messe in scena con garbo, attenzione e sensibilita’, dando comunque ampia enfasi al messaggio finale, positivo, un inno alla vita, all’elogio del rapporto umano che va al di la’ degli insuccessi olimpici con l’Olanda, che hanno segnato – indelebilmente – le carriere eccezionali della "generazione di fenomeni”.
E’ stato uno spettacolo riuscito. Scorrevole, mai noioso e per nulla banale. Il pubblico della "Contrada” l’ha apprezzato ed altrettanto interessante e’ risultato il dibattito finale, moderato da un polivalente Andrea Zorzi in versione giornalistica. A fargli compagnia, nelle veci di ospite d’onore, Lorenzo Bernardi, oggi apprezzato allenatore in Polonia con lo Jastrzebski Wegiel, che ha ammesso di essersi "commosso come poche altre volte nel rivivere il passato sportivo di questa nostra Nazionale, che tanti successi ha raccolto in giro per il mondo”.
Sul palco anche Sandra Vitez, campionessa locale che con il volley ha smesso piuttosto presto ma senza rammarico: "Ho preso un’altra strada, ho preferito dedicarmi agli studi e fra poco discutero’ la tesi di laurea. La pallavolo mi ha dato tanto ma oltre lo sport c’e’ anche altro”. Adriano Pavlica, uno dei grandi coach triestini emersi a livello nazionale, si e’ soffermato sulle differenze fra la pallavolo attuale e quella degli anni ’60 e ’70, mentre Francesco Cipolla, vice-presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali femminili, ha invitato il pubblico al match di World League del 30 maggio. "Italia – Iran sara’ un bell’antipasto in vista del grande appuntamento di settembre”.
Splendidamente coadiuvato dall’attrice Beatrice Visibelli, "Zorro” ha offerto al pubblico la sua storia nuda e cruda, in cui successi e difficolta’ si sono frapposti come capita peraltro nella vita di ognuno. Dei grandi campioni si tende a sottolineare quasi sempre il trionfo e la celebrita’ ma dietro ad ogni "big” si nascondono dubbi, ansie, paure, e dentro ad ogni spogliatoio nascono invidie, gelosie, antipatie. E "La leggenda del pallavolista volante” le ha messe in scena con garbo, attenzione e sensibilita’, dando comunque ampia enfasi al messaggio finale, positivo, un inno alla vita, all’elogio del rapporto umano che va al di la’ degli insuccessi olimpici con l’Olanda, che hanno segnato – indelebilmente – le carriere eccezionali della "generazione di fenomeni”.
E’ stato uno spettacolo riuscito. Scorrevole, mai noioso e per nulla banale. Il pubblico della "Contrada” l’ha apprezzato ed altrettanto interessante e’ risultato il dibattito finale, moderato da un polivalente Andrea Zorzi in versione giornalistica. A fargli compagnia, nelle veci di ospite d’onore, Lorenzo Bernardi, oggi apprezzato allenatore in Polonia con lo Jastrzebski Wegiel, che ha ammesso di essersi "commosso come poche altre volte nel rivivere il passato sportivo di questa nostra Nazionale, che tanti successi ha raccolto in giro per il mondo”.
Sul palco anche Sandra Vitez, campionessa locale che con il volley ha smesso piuttosto presto ma senza rammarico: "Ho preso un’altra strada, ho preferito dedicarmi agli studi e fra poco discutero’ la tesi di laurea. La pallavolo mi ha dato tanto ma oltre lo sport c’e’ anche altro”. Adriano Pavlica, uno dei grandi coach triestini emersi a livello nazionale, si e’ soffermato sulle differenze fra la pallavolo attuale e quella degli anni ’60 e ’70, mentre Francesco Cipolla, vice-presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali femminili, ha invitato il pubblico al match di World League del 30 maggio. "Italia – Iran sara’ un bell’antipasto in vista del grande appuntamento di settembre”.