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Italia-Iran, le parole dei due tecnici alla vigilia della sfida

29 Maggio 2014
di vicedirettore
Gli Azzurri di Berruto sono tutti a Trieste, in larga parte giunti con l’aereo atterrato a Ronchi dei Legionari,

ma alcuni anche arrivati in treno. Inizia così il conto alla rovescia per l’attesissima partita di World League contro l’Iran, in programma venerdì 30 alle ore 20.30 al PalaTrieste. La prevendita procede a gonfie vele: per venerdì la biglietteria aprirà nel palazzetto alle 18, mentre si potrà accedere agli spalti a partire dalle 19. Si accederà al PalaTrieste da via Flavia.
Per gli Azzurri si profila l’opportunità di bissare il doppio successo di Jaragua Do Sul con il Brasile e l’obiettivo è quello di restare a punteggio pieno nel girone a quattro (con Iran, Brasile e Polonia). Massima concentrazione nelle file della Nazionale: già stasera allenamento, in vista della seduta prevista domani dalle 11.30 alle 13.00 al PalaTrieste. Il successivo training è previsto dalle 18.30 alle 20.00, sempre al PalaTrieste, per concludere quindi con la rifinitura pre-partita di venerdì mattina tra le 11.30 e le 13.00.
Il c.t. azzurro Berruto non nasconde la soddisfazione per il doppio successo in Brasile dello scorso week-end, ma ammonisce: "Non potevamo iniziare meglio sia per il risultato che sotto il profilo del gioco ma attenzione, i due successi in Sud America devono rappresentare un punto di partenza, non di arrivo. Mi e’ piaciuto molto il nostro approccio sia in gara-uno che in gara-due, in particolare all’inizio dei set. Dovra’ essere così anche domani perche’ l’Iran e’ temibile: le ultime tre gare con loro sono state tre autentiche battaglie. E al PalaTrieste sara’ uguale”. Che cornice si aspetta il tecnico italiano per questa sfida prevista fra poco più di ventiquattro ore? "La prevendita sta andando bene e questo mi fa piacere. D’altronde questa nostra Nazionale e’ sempre stata accolta benissimo, da nord a sud. Il polo sportivo di via Flavia e’ di prim’ordine: il palasport e’ stupendo, il Nereo Rocco e’ un gioiello. Complimenti a Trieste per queste strutture all’avanguardia”.

 

Ma spostiamoci sull’altra sponda, quella iraniana con i giocatori che passeggiano sulle rive con in mano la macchina fotografica per immortalare questa trasferta triestina. Così il tecnico Slobodan Kovac.
Venticinque giorni fa giocava gara-4 della finale scudetto con Perugia e, adesso eccolo all'esordio (venerdì) con la nazionale Iraniana. <Che ho conosciuto appena ma che so quanto sa dare e quanto può crescere>. Slobodan Kovac sembra avere le idee chiare, a prescindere. Il tecnico serbo, per la prima volta alla guida di un team nazionale ha bruciato il poco tempo a disposizione tra il suo arrivo a Teheran e l'esordio in campo internazionale.
<Non poteva essere diversamente - ricorda -. Pensate: sono arrivato in Iran sabato 10 maggio ed erano le sei del mattino. Quattro ore dopo ero già in palestra per il primo allenamento e, nel pomeriggio, amichevole con l'Australia. Un’immersione totale che mi ha fatto dimenticare velocemente tutto ciò che era successo in Italia solo qualche giorno prima, ed entrare di getto nella mia nuova avventura. E sarà una splendida avventura con un team che so, e lo sto già vedendo, essere in grado di regalarsi delle grandi soddisfazioni. Una squadra che è cresciuta tanto negli ultimi dodici/quindici mesi sotto la grande guida di Julio Velasco>.
Un passato che è sempre presente, vero?
<Assolutamente sì. Velasco faceva questo, Velasco diceva che... Velasco ha fatto quello. Ci sta tutto e sono semplicemente onorato di poter proseguire il lavoro di uno dei più importanti allenatori di tutti i tempi e se posso dirlo, credo che tutto ciò che è accaduto in Iran prima del mio arrivo diventa un meraviglioso stimolo in più per fare bene. Mi conoscete, ho sempre dato il massimo da giocatore, l'ho fatto nella mia esperienza da coach in Serbia [tre stagioni con il Radnicki, ndr], e ritengo che gli ultimi tre anni passati a Perugia abbiano contribuito a far, spero, apprezzare almeno un po' le mie caratteristiche. Meglio, apprezzare il mio lavoro in toto che è un misto di tecnica e preparazione. E' vero anche che adesso è una situazione diversa. Ho sempre allenato una squadra di club ma tutto ciò aiuta a far accrescere altre motivazioni, altra voglia di mettersi in discussione>.
Trieste l'esordio vero per Kovac... l'iraniano <Certo contro l'Italia, venerdì, l'Iran gioca la prima partita ufficiale della mia gestione. Però, a tamburo battente prima di arrivare qui a Trieste, oltre alle tre sfide-test con l'Australia, ci sono state gare in Bulgaria e, proprio nei giorni precedenti alla trasferta in Italia, ho portato la squadra a casa mia, in Serbia. Due partite due sconfitte contro i miei concittadini ma abbiamo giocato sempre bene ed in crescendo. E' chiaro, però che una sfida ufficiale nasconde altri e diversi punti di riferimento. E se poi ci mettete che per l'esordio internazionale ci troveremo davanti l'Italia, è troppo facile capire qual è il mio e nostro stato d'animo>.