Torneo delle Regioni, il femminile va a Marche e Lombardia
29 Marzo 2013
di vicedirettore
La 52^ edizione del Torneo delle Regioni volge al termine, oggi (venerdi) sono stati assegnati
i tricolori femminili Futsal e Calcio a 11. Marche e Lombardia toccano il cielo con un dito e, se per le marchigiane lo scudetto nel calcetto rappresenta una novità, il successo delle lombarde allenate dalla pluridecorata Cecilia Cristei è un piacevole ritorno alla vittoria nella stessa categoria che fino a metà anni 2000 dominava in lungo e in largo (8 titoli in 10 anni). Nel maschile, Lombardia, Lazio e Veneto piazzano l’affondo di classe e tradizione, portando in finale 2 squadre ciascuna. Entrano nel lotto delle migliori anche i padroni di casa Allievi e l’Umbria Giovanissimi. Domani sono in programma le gare che assegneranno i titoli italiani nella Juniores (finale in diretta tv su Rai Sport 1 alle ore 10:30), negli Allievi, nei Giovanissimi e nel Calcio a 5 e potrà allora calare il sipario su un’edizione straordinaria per accoglienza, intensità e partecipazione. Prima di tirare le somme definitive però è giusto raccontare quanto avvenuto in campo nelle gare che ormai non hanno più appelli.
Lombardia-Piemonte Valle D’Aosta ci hanno regalato una scorpacciata di emozioni dando vita a una finale di Calcio femminile ricca di colpi di scena. Le ragazze lombarde sono scese in campo decise e determinate per schiantare le avversarie e riprendersi quel trofeo che mancava da troppi anni. Il 3-2 finale è la dimostrazione che in finale ci sono arrivate le migliori. Il primo tempo è una fotografia della grinta lombarda, al 26’ la Troiano porta in vantaggio le sue che coprono bene tutti gli spazi. Ad inizio ripresa il furetto Bergamaschi segna la sua quinta rete nel torneo e pochi minuti dopo la Ghidini mette il terzo sigillo. Sembra non ci siano più speranze per le piemontesi e invece l’orgoglio sabaudo porta il Piemonte a segnare il primo gol a 30’ dalla fine e dieci minuti dopo la Arrojo si procura un rigore che potrebbe riaccendere la sfida. Ma il destino sembra proprio dalla parte delle ragazze della Cristei, la Visentini ipnotizza la Zignone e sfumano le ultime speranze piemontesi che si riaccendono dopo un giro di cronometro, la Marsili riporta sotto la sua squadra. Gli ultimi minuti vengono vissuti in apnea fino al fischio finale che decreta la vittoria della Lombardia. E’ il settimo titolo per la regione che raggiunge il Veneto in testa al medagliere (sette successi) riportando a casa quel trofeo che mancava dal 2005. La decana della panchina lombarda Cecilia Cristei dal ‘92 sulla tolda della nave femminile può abbandonarsi a un sorriso liberatorio dopo tanta sofferenza: “Avevamo la partita in pugno, le ragazze stavano interpretando la gara nel modo giusto. Dopo essere andate avanti di tre lunghezze ad inizio ripresa abbiamo subito un gol inaspettato e siamo andate un po’ in confusione perché poco abituate a fare le barricate e sempre portate a costruire gioco. Ma abbia tenuto e dimostrato di saper soffrire”. Per la Cristei questo traguardo è quasi una liberazione: “Alleno la Rappresentativa dal ’92 e fino al 2005 abbia vinto molto. Poi nulla fino ad oggi, questa pausa ci è pesata tanto perché il nostro movimento è sempre all’avanguardia nel calcio femminile e ci si aspetta sempre tanto da noi”. Ultimi pensieri prima dell’abbraccio con le sue calciatrici: “Non è stato per niente facile battere il Piemonte V.A. che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, e questo è un ulteriore merito che va tutto alle calciatrici che ho la fortuna di allenare. Tranne il terzo portiere tutte le ragazze sono scese in campo, credo sia il dato che può spiegare al meglio la forza complessiva del gruppo”.
Nel Futsal femminile, le Marche brindano al primo successo in questa categoria dopo aver superato una Puglia mai doma. La formazione di mister Battistini conquista il tricolore a dieci anni dall’altra vittoria femminile al Torneo delle Regioni, unica peraltro, nel calcio a 11 in rosa, firmata dalle Marche in Lombardia nel 2002. “Siamo venuti fuori alla distanza grazie al carattere delle mie ragazze – ha affermato l’allenatore del team neo scudettato – abbiamo disputato una ripresa veramente ad alti livelli, siamo una squadra di grande qualità ma oggi devo dire che l’equilibrio lo abbiamo rotto grazie alla volontà di vincere”. Questo successo è la ciliegina della torta per un movimento, quello del Calcio a 5 marchigiano, che è in forte crescita sia a livello maschile che femminile. “Siamo riusciti a preparare molto bene questo Torneo delle Regioni – ha concluso Battistini – sapevamo di avere buone possibilità di successo nonostante ci conoscessero poco al di fuori della nostra regione. Questo è un gruppo di ragazze eccezionale che è riuscito trovare amalgama ed affiatamento come se fosse una squadra di club e non una rappresentativa”.
Nella Juniores, la Lombardia arriva in finale per il secondo anno consecutivo e proverà a riscattare la sconfitta del 2012 con gli umbri contro il Lazio allenato da Giuliano Giannichedda. I lombardi hanno piegato la Puglia ai calci di rigore 4-1 (1-1 nei tempi regolamentari). La Puglia sblocca il risultato al 39' grazie a Russo che intercetta un retropassaggio di Botturi, poi è la volta Bettoni che, appena entrato nella ripresa, firma il pareggio con un preciso diagonale. Alla lotteria dei rigori l’emozione tira brutti scherzi ai pugliesi che con i loro errori spalancano la qualificazione ai lombardi. Il successo del Lazio contro il temibile Veneto ha dell’eccezionale perché oltre ad essere arrivato con un ruolino di marcia invidiabile (7 gol segnati e solo 2 incassati) è stato costruito valorizzando un’intera rosa di calciatori un anno sotto età. La scelta del CR Lazio, a maggior ragione perché adottata nella categoria regina, va nella direzione del calcio moderno, nell’ottica della sempre maggiore valorizzazione dei giovani, ma sembrava un po’ azzardata in un Torneo tanto equilibrato e compresso come questo. Eppure la bravura del mister e di tutti i ragazzi ha permesso di trasformare un’ipotetica debolezza in una risorsa. “Abbiamo una squadra dalle buone qualità individuali e che è riuscita a forgiare un gruppo importante in poco tempo – ha affermato l’ex centrocampista di Lazio e Juventus, già campione d’Italia con gli Allievi del Lazio l’anno scorso in Basilicata – cediamo forse qualcosa dal punto di vista fisico ma il fatto di avere grande voglia e di saper far girare la palla ci permette di colmare questo gap”. A questo si aggiunge che Giannichedda ha potuto lavorare con uno zoccolo duro di almeno 4 giocatori allenati un anno fa nella vittoriosa spedizione lucana, tanto che due dei migliori di questa edizione Attili e Bendia erano la colonna portante degli Allievi 2012.
Due semifinali decise da altrettante rimonte hanno visto esultare le squadre che c’hanno creduto di più perché il Torneo delle Regioni non premia solo i più bravi ma anche i più tenaci. Lazio-Sardegna sarà la finale Allievi, la conferma contro la sorpresa, il detentore del trofeo contro i padroni di casa. Il Lazio potrà difendere il titolo dopo essere stato a un passo dall’esclusione. Nonostante la Campania fosse in vantaggio di due reti e un uomo i ragazzi di Rossi hanno tenuto i nervi saldi risalendo la china fino alla girandola dei rigori finali con un Borrelli in versione Spiderman. Il Lazio si presenta a questa finale con numeri interessanti, quattro vittorie su quattro gare giocate nel girone, nel complesso quattro reti subite solo su calci di rigore. Nell’altra semifinale l’aria di casa ha fatto bene alla Sardegna che è riuscita a superare una specialista della categoria, una Sicilia capace di vincere per ben sei volte la categoria. I primi 15’ sono devastanti per i sardi che subiscono prima l’infortunio del talento Aloja, il bomber sviene poi si riprende e deve lasciare il campo. Passano pochi minuti e la Sicilia graffia con Duro. Il primo tempo si chiude con i siciliani in pieno controllo della gara. Ed anche l’inizio della ripresa sembra non possa cambiare le sorti del match poi una scintilla, entra il trequartista Piras e subito serve un assist al bacio a Grandulli che non sbaglia. Sembra la fotocopia dell’altra semifinale, dopo questo episodio cambia l’inerzia della gara e i sardi passano a 7’ dalla fine con lo scatenato Piras. Non c’è più tempo, la Sicilia saluta il Torneo e la Sardegna raccoglie gli applausi del pubblico di casa. Lazio all’inferno andata e ritorno, per la Campania il paradiso può attendere. Questa la fotografia di una partita pazza e bellissima che ha racchiuso in sé tutte le emozioni che può regalare il Torneo delle Regioni. Campani avanti di due nei primi 13’ malgrado sia il Lazio ad avere il pallino del gioco. Al 10’ della ripresa rigore ed espulsione di Tacchetti, per la Campania occasione unica per chiudere il match. La parata di Borrelli è il classico episodio che cambia il vento della gara, da quel momento in poi la marea laziale sommerge i campani che naufragano in sette minuti tra il 20’ e il 27’. Poi solo Lazio mentre i Campani sembravano letteralmente frastornati. Ai rigori Borrelli ha completato la sua prova superlativa parandone due mentre Pennicchi ha segnato quello decisivo. Un’impresa che ha stupito tutti ma non mister Rossi: “Sapevo che i miei ragazzi non avrebbero perso la testa. Abbiamo giocato contro l’avversario e il destino, solo con la forza di volontà e la professionalità si esce da queste situazioni”. Un segnale forte in vista della finale: “Siamo i campioni in carica, nonostante la squadra sia stata stravolta questo gruppo è competitivo come quello dello scorso anno. In questo Torneo abbiamo superato talmente tante difficoltà che ora siamo pronti a tutto”.
Sono state due semifinali per cuori forti quelle della categoria Giovanissimi, due sfide dai mille colpi di scena che alla fine hanno visto l’Umbria e il Veneto spuntarla rispettivamente su Friuli Venezia Giulia e Lazio. Due rimonte concluse in modo diametralmente opposto. Nel primo caso il match si è chiuso ai calci di rigore con gli umbri che nei 90’ si sono fatti recuperare ben due gol in pieno recupero. L’Umbria ha avuto la forza di non abbattersi mantenendo la lucidità dagli undici metri, fenomenale Perugini che ha parato ben tre rigori. Nell’altro match il Veneto sotto di una rete ha risalito la china completando una rimonta prodigiosa chiusa proprio allo scadere. Sarebbe potuta ripetersi la finale della scorsa stagione e invece i detentori del titolo non sono riusciti a confermarsi mentre i veneti a distanza di solo un anno possono riprovare a riprendersi il trofeo che avevano solo accarezzato. Facciamo un passo indietro e vediamo come sono maturati i risultati. La prima volta non si scorda mai, siamo certi che questa edizione del Torneo delle Regioni categoria Giovanissimi rimarrà negli occhi di mister Giacomo Parbuoni per tanti anni. Il tecnico da otto anni sulla panchina dei Giovanissimi Umbria ha conquistato per la prima volta nella storia la finale della categoria probabilmente più interessante, e lo ha fatto battendo la detentrice del Trofeo Friuli Venezia Giulia. La partenza a razzo dell’Umbria ha fruttato due gol nei primi 25’ (De Iuliis e Massarucci). Poi con il passare dei minuti è calata l’intensità degli umbri mentre i friulani hanno guadagnato campo e coraggio. Un secondo tempo giocato sul filo dei nervi e con le residue forze fisiche rimaste. Quando tutto sembrava deciso a 3’ dalla fine un autogol rocambolesco ha dato la scossa al Friuli che al 4’ di recupero in mischia ha trovato il miracoloso pareggio con De Anna. E qui è affiorato il carattere della squadra di Parbuoni che è rimasta lucida con un Perugini eroe della giornata che ha parato ben tre rigori. La forza di questa squadra è certamente il gruppo andando a guardare il numero dei giocatori andati a segno. Una testimonianza inequivocabile della qualità di questa squadra. Ben sette giocatori hanno gonfiato la rete con De Iuliis che ha firmato quattro reti. L’Umbria se l’è meritata questa finale se pensiamo che ai gironi ha estromesso la corazzata Lombardia. Mister Parbuoni al termine del match stremato ha ammesso : “Siamo arrivati stanchi a questa semifinale, pur avendo ruotato la rosa ogni gara del girone è stata una lotta e oggi ne abbiamo risentito”. L’allenatore umbro fa i complimenti agli avversari: “Il Friuli sta lavorando alla grande da diversi anni e sul campo si vede, nei giovanissimi sono sempre protagonisti, un riconoscimento in più per quello che hanno fatto i miei ragazzi”. La forza dell’Umbria: “Non siamo fenomeni tecnicamente ma sfido chiunque a trovare un’altra squadra con questo carattere e questa voglia di soffrire e non mollare mai”. Friuli V.G. e Umbria si sono passate il testimone e l’etichetta di sorpresa del Torneo, lo scorso anno i friulani avevano centrato il bersaglio grosso contro ogni pronostico stavolta la squadra umbra si giocherà il titolo per la prima volta nella sua storia. Tutt’altro epilogo ha avuto l’altra semifinale ma nel calcio come nella vita a volte la storia è ciclica, lo sa bene il Veneto che ha punito ancora il Lazio per la seconda vola negli ultimi due anni diventando la vera bestia nera dei laziali. D’altronde la squadra veneta è quella che vanta più titoli nella categoria (4) e la voglia di giocarsi un’altra finale nel giro di un anno era troppo grande. Il Lazio ha coronato un primo tempo giocato bene con il gol al 29’ di Gianfagna. Poi Collauto nella ripresa ha effettuato tre cambi che son risultati decisivi, i laziali hanno iniziato ad indietreggiare mentre i veneti si sono presentati spesso nell’area avversaria, Augustini al 7’ ha subito rimesso tutto in pari. Nessuna reazione del Lazio mentre i ragazzi di Collauto hanno preso coraggio, un atteggiamento che ha premiato i veneti proprio allo scadere con la zampata vincente dello scatenato Augustini. Una punizione troppo severa per la squadra di Dagianti forse troppo timorosa. Di coraggio e tanto ne ha avuto il gruppo di Collauto che ha giocato con la testa sgombra e il piglio dei grandi.
Nel Calcio a 5 maschile, il Veneto supera il Lazio al termine di una gara molto equilibrata. Sfida decisa nei minuti finali in favore dei veneti, vittoriosi per 3-1. Chiuso il primo in svantaggio di una rete, il Lazio aveva trovato il pareggio a metà della ripresa. Poco dopo però perde il numero uno Moranti per doppia ammonizione. Il quintetto laziale non ha più un portiere di ruolo da schierare, visto che il secondo Biasini è squalificato per il rosso rimediato nella gara contro la Calabria. Il Veneto ne approfitta e torna in vantaggio sfruttando l’uomo in più. Il Lazio, pur in difficoltà, sfiora il pareggio con Cerchiari. Un miracolo del portiere veneto spegne definitivamente le speranze del team guidato da Crisari, mentre il Veneto arrotonda il punteggio con un tiro libero guadagnato allo scadere. La Lombardia della stella Esposito (ex Monza in Serie B) supera i padroni di casa al termine di una serie infinita di calci di rigore. Ce ne sono voluti ben 15 per decretare l’accesso alla finalissima. Alla fine ha deciso l’errore di Lai e la Sardegna ha dovuto dire addio alla manifestazione pur essendone stata la sorpresa incontrastata. La formazione di mister Petruso, infatti, ha convinto per il collettivo e per la prolificità di Nonnis, ma contro la corazzata Lombardia non è bastato. La gara è vibrante e giocata da subito su alti livelli. Al gol di Masullo risponde Piaz, poi ritornano avanti i lombardi con Cavadini e Nonnis rimette tutto in parità. Quasi allo scadere c’è un ennesimo botta e risposta, praticamente in 1’: vantaggio Lombardia con Esposito (19’15) che supera l’incolpevole Marongiu da dentro l’area di rigore. La Sardegna gioca la carta del quinto uomo di movimento e dall’assist di Tidu arriva il gol di un ispiratissimo Nonnis (19’30) che fissa il risultato sul 3-3 finale.
LA COMUNICAZIONE - In occasione della 52ª edizione del Torneo delle Regioni, la Lega Nazionale Dilettanti conferma il grande spiegamento di forze in termini di comunicazione. Per dare ampio risalto alla manifestazione, la LND ha confermato, oltre al un puntuale aggiornamento del sito dedicato (www.lnd.it/torneodelleregioni) dove poter prendere visione delle cronache e dei tabellini delle gare quasi in tempo reale, l’appuntamento giornaliero con le clip del Torneo attraverso le immagini della trasmissione TDR Tv on line ogni sera sul player youtube e sulla pagina facebook della LND (facebook.com/LND.paginaufficiale). Inoltre gli atleti e tutti gli addetti ai lavori presenti in Sardegna avranno a disposizione un quotidiano gratuito di ben 20 pagine, distribuito negli hotel (Torneo delle Regioni News) e disponibile in formato pdf anche sul sito ufficiale. Per visualizzare i risultati delle gare sarà possibile seguire il Live Match sull’app gratuita iLnd oltre ad alcune curiosità che troveranno spazio sull’account twitter ufficiale #LegaDilettanti.
CALCIO A 11 JUNIORES
Risultati Semifinali
Puglia-Lombardia 1-4 dcr (1-1)
Lazio-Veneto 2-0
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Lazio-Lombardia (Ferrini)
CALCIO A 11 ALLIEVI
Risultati Semifinali
Sardegna-Sicilia 2-1
Lazio-Campania 6-5 dcr (2-2)
Finali - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Sardegna-Lazio (Monastir)
CALCIO A 11 GIOVANISSIMI
Risultati Semifinali
Friuli V.G.-Umbria 3-5 dcr (2-2)
Lazio-Veneto 1-2
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Umbria-Veneto (Monte Claro)
CALCIO A 5 MASCHILE
Risultati Semifinali
Sardegna-Lombardia 16-17 dcr (3-3)
Lazio-Veneto 1-3
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Lombardia-Veneto (Capoterra)
CALCIO A 11 FEMMINILE
Finale - Lombardia-Piemonte V.A. 3-2
Albo d’oro
1990 Puglia
1991 Veneto
1992 Veneto
1993 Veneto
1994 Non disputato
1995 Veneto
1996 Toscana
1997 Veneto
1998 Lombardia
1999 Lombardia
2000 Veneto
2001 Lombardia
2002 Marche
2003 Lombardia
2004 Lombardia
2005 Lombardia
2006/07 Lazio
2008 Veneto
2009 Abruzzo (d'ufficio)
2010 Piemonte VA
2011 Piemonte VA
2012 Lazio
2013 Lombardia
CALCIO A 5 FEMMINILE
Finale - Puglia-Marche 3-6
Albo d’oro
2007 Puglia
2008 Lazio
2009 Abruzzo (d’ufficio)
2010 Umbria
2011 Umbria
2012 Abruzzo
2013 Abruzzo
Lombardia-Piemonte Valle D’Aosta ci hanno regalato una scorpacciata di emozioni dando vita a una finale di Calcio femminile ricca di colpi di scena. Le ragazze lombarde sono scese in campo decise e determinate per schiantare le avversarie e riprendersi quel trofeo che mancava da troppi anni. Il 3-2 finale è la dimostrazione che in finale ci sono arrivate le migliori. Il primo tempo è una fotografia della grinta lombarda, al 26’ la Troiano porta in vantaggio le sue che coprono bene tutti gli spazi. Ad inizio ripresa il furetto Bergamaschi segna la sua quinta rete nel torneo e pochi minuti dopo la Ghidini mette il terzo sigillo. Sembra non ci siano più speranze per le piemontesi e invece l’orgoglio sabaudo porta il Piemonte a segnare il primo gol a 30’ dalla fine e dieci minuti dopo la Arrojo si procura un rigore che potrebbe riaccendere la sfida. Ma il destino sembra proprio dalla parte delle ragazze della Cristei, la Visentini ipnotizza la Zignone e sfumano le ultime speranze piemontesi che si riaccendono dopo un giro di cronometro, la Marsili riporta sotto la sua squadra. Gli ultimi minuti vengono vissuti in apnea fino al fischio finale che decreta la vittoria della Lombardia. E’ il settimo titolo per la regione che raggiunge il Veneto in testa al medagliere (sette successi) riportando a casa quel trofeo che mancava dal 2005. La decana della panchina lombarda Cecilia Cristei dal ‘92 sulla tolda della nave femminile può abbandonarsi a un sorriso liberatorio dopo tanta sofferenza: “Avevamo la partita in pugno, le ragazze stavano interpretando la gara nel modo giusto. Dopo essere andate avanti di tre lunghezze ad inizio ripresa abbiamo subito un gol inaspettato e siamo andate un po’ in confusione perché poco abituate a fare le barricate e sempre portate a costruire gioco. Ma abbia tenuto e dimostrato di saper soffrire”. Per la Cristei questo traguardo è quasi una liberazione: “Alleno la Rappresentativa dal ’92 e fino al 2005 abbia vinto molto. Poi nulla fino ad oggi, questa pausa ci è pesata tanto perché il nostro movimento è sempre all’avanguardia nel calcio femminile e ci si aspetta sempre tanto da noi”. Ultimi pensieri prima dell’abbraccio con le sue calciatrici: “Non è stato per niente facile battere il Piemonte V.A. che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, e questo è un ulteriore merito che va tutto alle calciatrici che ho la fortuna di allenare. Tranne il terzo portiere tutte le ragazze sono scese in campo, credo sia il dato che può spiegare al meglio la forza complessiva del gruppo”.
Nel Futsal femminile, le Marche brindano al primo successo in questa categoria dopo aver superato una Puglia mai doma. La formazione di mister Battistini conquista il tricolore a dieci anni dall’altra vittoria femminile al Torneo delle Regioni, unica peraltro, nel calcio a 11 in rosa, firmata dalle Marche in Lombardia nel 2002. “Siamo venuti fuori alla distanza grazie al carattere delle mie ragazze – ha affermato l’allenatore del team neo scudettato – abbiamo disputato una ripresa veramente ad alti livelli, siamo una squadra di grande qualità ma oggi devo dire che l’equilibrio lo abbiamo rotto grazie alla volontà di vincere”. Questo successo è la ciliegina della torta per un movimento, quello del Calcio a 5 marchigiano, che è in forte crescita sia a livello maschile che femminile. “Siamo riusciti a preparare molto bene questo Torneo delle Regioni – ha concluso Battistini – sapevamo di avere buone possibilità di successo nonostante ci conoscessero poco al di fuori della nostra regione. Questo è un gruppo di ragazze eccezionale che è riuscito trovare amalgama ed affiatamento come se fosse una squadra di club e non una rappresentativa”.
Nella Juniores, la Lombardia arriva in finale per il secondo anno consecutivo e proverà a riscattare la sconfitta del 2012 con gli umbri contro il Lazio allenato da Giuliano Giannichedda. I lombardi hanno piegato la Puglia ai calci di rigore 4-1 (1-1 nei tempi regolamentari). La Puglia sblocca il risultato al 39' grazie a Russo che intercetta un retropassaggio di Botturi, poi è la volta Bettoni che, appena entrato nella ripresa, firma il pareggio con un preciso diagonale. Alla lotteria dei rigori l’emozione tira brutti scherzi ai pugliesi che con i loro errori spalancano la qualificazione ai lombardi. Il successo del Lazio contro il temibile Veneto ha dell’eccezionale perché oltre ad essere arrivato con un ruolino di marcia invidiabile (7 gol segnati e solo 2 incassati) è stato costruito valorizzando un’intera rosa di calciatori un anno sotto età. La scelta del CR Lazio, a maggior ragione perché adottata nella categoria regina, va nella direzione del calcio moderno, nell’ottica della sempre maggiore valorizzazione dei giovani, ma sembrava un po’ azzardata in un Torneo tanto equilibrato e compresso come questo. Eppure la bravura del mister e di tutti i ragazzi ha permesso di trasformare un’ipotetica debolezza in una risorsa. “Abbiamo una squadra dalle buone qualità individuali e che è riuscita a forgiare un gruppo importante in poco tempo – ha affermato l’ex centrocampista di Lazio e Juventus, già campione d’Italia con gli Allievi del Lazio l’anno scorso in Basilicata – cediamo forse qualcosa dal punto di vista fisico ma il fatto di avere grande voglia e di saper far girare la palla ci permette di colmare questo gap”. A questo si aggiunge che Giannichedda ha potuto lavorare con uno zoccolo duro di almeno 4 giocatori allenati un anno fa nella vittoriosa spedizione lucana, tanto che due dei migliori di questa edizione Attili e Bendia erano la colonna portante degli Allievi 2012.
Due semifinali decise da altrettante rimonte hanno visto esultare le squadre che c’hanno creduto di più perché il Torneo delle Regioni non premia solo i più bravi ma anche i più tenaci. Lazio-Sardegna sarà la finale Allievi, la conferma contro la sorpresa, il detentore del trofeo contro i padroni di casa. Il Lazio potrà difendere il titolo dopo essere stato a un passo dall’esclusione. Nonostante la Campania fosse in vantaggio di due reti e un uomo i ragazzi di Rossi hanno tenuto i nervi saldi risalendo la china fino alla girandola dei rigori finali con un Borrelli in versione Spiderman. Il Lazio si presenta a questa finale con numeri interessanti, quattro vittorie su quattro gare giocate nel girone, nel complesso quattro reti subite solo su calci di rigore. Nell’altra semifinale l’aria di casa ha fatto bene alla Sardegna che è riuscita a superare una specialista della categoria, una Sicilia capace di vincere per ben sei volte la categoria. I primi 15’ sono devastanti per i sardi che subiscono prima l’infortunio del talento Aloja, il bomber sviene poi si riprende e deve lasciare il campo. Passano pochi minuti e la Sicilia graffia con Duro. Il primo tempo si chiude con i siciliani in pieno controllo della gara. Ed anche l’inizio della ripresa sembra non possa cambiare le sorti del match poi una scintilla, entra il trequartista Piras e subito serve un assist al bacio a Grandulli che non sbaglia. Sembra la fotocopia dell’altra semifinale, dopo questo episodio cambia l’inerzia della gara e i sardi passano a 7’ dalla fine con lo scatenato Piras. Non c’è più tempo, la Sicilia saluta il Torneo e la Sardegna raccoglie gli applausi del pubblico di casa. Lazio all’inferno andata e ritorno, per la Campania il paradiso può attendere. Questa la fotografia di una partita pazza e bellissima che ha racchiuso in sé tutte le emozioni che può regalare il Torneo delle Regioni. Campani avanti di due nei primi 13’ malgrado sia il Lazio ad avere il pallino del gioco. Al 10’ della ripresa rigore ed espulsione di Tacchetti, per la Campania occasione unica per chiudere il match. La parata di Borrelli è il classico episodio che cambia il vento della gara, da quel momento in poi la marea laziale sommerge i campani che naufragano in sette minuti tra il 20’ e il 27’. Poi solo Lazio mentre i Campani sembravano letteralmente frastornati. Ai rigori Borrelli ha completato la sua prova superlativa parandone due mentre Pennicchi ha segnato quello decisivo. Un’impresa che ha stupito tutti ma non mister Rossi: “Sapevo che i miei ragazzi non avrebbero perso la testa. Abbiamo giocato contro l’avversario e il destino, solo con la forza di volontà e la professionalità si esce da queste situazioni”. Un segnale forte in vista della finale: “Siamo i campioni in carica, nonostante la squadra sia stata stravolta questo gruppo è competitivo come quello dello scorso anno. In questo Torneo abbiamo superato talmente tante difficoltà che ora siamo pronti a tutto”.
Sono state due semifinali per cuori forti quelle della categoria Giovanissimi, due sfide dai mille colpi di scena che alla fine hanno visto l’Umbria e il Veneto spuntarla rispettivamente su Friuli Venezia Giulia e Lazio. Due rimonte concluse in modo diametralmente opposto. Nel primo caso il match si è chiuso ai calci di rigore con gli umbri che nei 90’ si sono fatti recuperare ben due gol in pieno recupero. L’Umbria ha avuto la forza di non abbattersi mantenendo la lucidità dagli undici metri, fenomenale Perugini che ha parato ben tre rigori. Nell’altro match il Veneto sotto di una rete ha risalito la china completando una rimonta prodigiosa chiusa proprio allo scadere. Sarebbe potuta ripetersi la finale della scorsa stagione e invece i detentori del titolo non sono riusciti a confermarsi mentre i veneti a distanza di solo un anno possono riprovare a riprendersi il trofeo che avevano solo accarezzato. Facciamo un passo indietro e vediamo come sono maturati i risultati. La prima volta non si scorda mai, siamo certi che questa edizione del Torneo delle Regioni categoria Giovanissimi rimarrà negli occhi di mister Giacomo Parbuoni per tanti anni. Il tecnico da otto anni sulla panchina dei Giovanissimi Umbria ha conquistato per la prima volta nella storia la finale della categoria probabilmente più interessante, e lo ha fatto battendo la detentrice del Trofeo Friuli Venezia Giulia. La partenza a razzo dell’Umbria ha fruttato due gol nei primi 25’ (De Iuliis e Massarucci). Poi con il passare dei minuti è calata l’intensità degli umbri mentre i friulani hanno guadagnato campo e coraggio. Un secondo tempo giocato sul filo dei nervi e con le residue forze fisiche rimaste. Quando tutto sembrava deciso a 3’ dalla fine un autogol rocambolesco ha dato la scossa al Friuli che al 4’ di recupero in mischia ha trovato il miracoloso pareggio con De Anna. E qui è affiorato il carattere della squadra di Parbuoni che è rimasta lucida con un Perugini eroe della giornata che ha parato ben tre rigori. La forza di questa squadra è certamente il gruppo andando a guardare il numero dei giocatori andati a segno. Una testimonianza inequivocabile della qualità di questa squadra. Ben sette giocatori hanno gonfiato la rete con De Iuliis che ha firmato quattro reti. L’Umbria se l’è meritata questa finale se pensiamo che ai gironi ha estromesso la corazzata Lombardia. Mister Parbuoni al termine del match stremato ha ammesso : “Siamo arrivati stanchi a questa semifinale, pur avendo ruotato la rosa ogni gara del girone è stata una lotta e oggi ne abbiamo risentito”. L’allenatore umbro fa i complimenti agli avversari: “Il Friuli sta lavorando alla grande da diversi anni e sul campo si vede, nei giovanissimi sono sempre protagonisti, un riconoscimento in più per quello che hanno fatto i miei ragazzi”. La forza dell’Umbria: “Non siamo fenomeni tecnicamente ma sfido chiunque a trovare un’altra squadra con questo carattere e questa voglia di soffrire e non mollare mai”. Friuli V.G. e Umbria si sono passate il testimone e l’etichetta di sorpresa del Torneo, lo scorso anno i friulani avevano centrato il bersaglio grosso contro ogni pronostico stavolta la squadra umbra si giocherà il titolo per la prima volta nella sua storia. Tutt’altro epilogo ha avuto l’altra semifinale ma nel calcio come nella vita a volte la storia è ciclica, lo sa bene il Veneto che ha punito ancora il Lazio per la seconda vola negli ultimi due anni diventando la vera bestia nera dei laziali. D’altronde la squadra veneta è quella che vanta più titoli nella categoria (4) e la voglia di giocarsi un’altra finale nel giro di un anno era troppo grande. Il Lazio ha coronato un primo tempo giocato bene con il gol al 29’ di Gianfagna. Poi Collauto nella ripresa ha effettuato tre cambi che son risultati decisivi, i laziali hanno iniziato ad indietreggiare mentre i veneti si sono presentati spesso nell’area avversaria, Augustini al 7’ ha subito rimesso tutto in pari. Nessuna reazione del Lazio mentre i ragazzi di Collauto hanno preso coraggio, un atteggiamento che ha premiato i veneti proprio allo scadere con la zampata vincente dello scatenato Augustini. Una punizione troppo severa per la squadra di Dagianti forse troppo timorosa. Di coraggio e tanto ne ha avuto il gruppo di Collauto che ha giocato con la testa sgombra e il piglio dei grandi.
Nel Calcio a 5 maschile, il Veneto supera il Lazio al termine di una gara molto equilibrata. Sfida decisa nei minuti finali in favore dei veneti, vittoriosi per 3-1. Chiuso il primo in svantaggio di una rete, il Lazio aveva trovato il pareggio a metà della ripresa. Poco dopo però perde il numero uno Moranti per doppia ammonizione. Il quintetto laziale non ha più un portiere di ruolo da schierare, visto che il secondo Biasini è squalificato per il rosso rimediato nella gara contro la Calabria. Il Veneto ne approfitta e torna in vantaggio sfruttando l’uomo in più. Il Lazio, pur in difficoltà, sfiora il pareggio con Cerchiari. Un miracolo del portiere veneto spegne definitivamente le speranze del team guidato da Crisari, mentre il Veneto arrotonda il punteggio con un tiro libero guadagnato allo scadere. La Lombardia della stella Esposito (ex Monza in Serie B) supera i padroni di casa al termine di una serie infinita di calci di rigore. Ce ne sono voluti ben 15 per decretare l’accesso alla finalissima. Alla fine ha deciso l’errore di Lai e la Sardegna ha dovuto dire addio alla manifestazione pur essendone stata la sorpresa incontrastata. La formazione di mister Petruso, infatti, ha convinto per il collettivo e per la prolificità di Nonnis, ma contro la corazzata Lombardia non è bastato. La gara è vibrante e giocata da subito su alti livelli. Al gol di Masullo risponde Piaz, poi ritornano avanti i lombardi con Cavadini e Nonnis rimette tutto in parità. Quasi allo scadere c’è un ennesimo botta e risposta, praticamente in 1’: vantaggio Lombardia con Esposito (19’15) che supera l’incolpevole Marongiu da dentro l’area di rigore. La Sardegna gioca la carta del quinto uomo di movimento e dall’assist di Tidu arriva il gol di un ispiratissimo Nonnis (19’30) che fissa il risultato sul 3-3 finale.
LA COMUNICAZIONE - In occasione della 52ª edizione del Torneo delle Regioni, la Lega Nazionale Dilettanti conferma il grande spiegamento di forze in termini di comunicazione. Per dare ampio risalto alla manifestazione, la LND ha confermato, oltre al un puntuale aggiornamento del sito dedicato (www.lnd.it/torneodelleregioni) dove poter prendere visione delle cronache e dei tabellini delle gare quasi in tempo reale, l’appuntamento giornaliero con le clip del Torneo attraverso le immagini della trasmissione TDR Tv on line ogni sera sul player youtube e sulla pagina facebook della LND (facebook.com/LND.paginaufficiale). Inoltre gli atleti e tutti gli addetti ai lavori presenti in Sardegna avranno a disposizione un quotidiano gratuito di ben 20 pagine, distribuito negli hotel (Torneo delle Regioni News) e disponibile in formato pdf anche sul sito ufficiale. Per visualizzare i risultati delle gare sarà possibile seguire il Live Match sull’app gratuita iLnd oltre ad alcune curiosità che troveranno spazio sull’account twitter ufficiale #LegaDilettanti.
CALCIO A 11 JUNIORES
Risultati Semifinali
Puglia-Lombardia 1-4 dcr (1-1)
Lazio-Veneto 2-0
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Lazio-Lombardia (Ferrini)
CALCIO A 11 ALLIEVI
Risultati Semifinali
Sardegna-Sicilia 2-1
Lazio-Campania 6-5 dcr (2-2)
Finali - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Sardegna-Lazio (Monastir)
CALCIO A 11 GIOVANISSIMI
Risultati Semifinali
Friuli V.G.-Umbria 3-5 dcr (2-2)
Lazio-Veneto 1-2
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Umbria-Veneto (Monte Claro)
CALCIO A 5 MASCHILE
Risultati Semifinali
Sardegna-Lombardia 16-17 dcr (3-3)
Lazio-Veneto 1-3
Finale - Così in campo sabato 30 marzo (10:30): Lombardia-Veneto (Capoterra)
CALCIO A 11 FEMMINILE
Finale - Lombardia-Piemonte V.A. 3-2
Albo d’oro
1990 Puglia
1991 Veneto
1992 Veneto
1993 Veneto
1994 Non disputato
1995 Veneto
1996 Toscana
1997 Veneto
1998 Lombardia
1999 Lombardia
2000 Veneto
2001 Lombardia
2002 Marche
2003 Lombardia
2004 Lombardia
2005 Lombardia
2006/07 Lazio
2008 Veneto
2009 Abruzzo (d'ufficio)
2010 Piemonte VA
2011 Piemonte VA
2012 Lazio
2013 Lombardia
CALCIO A 5 FEMMINILE
Finale - Puglia-Marche 3-6
Albo d’oro
2007 Puglia
2008 Lazio
2009 Abruzzo (d’ufficio)
2010 Umbria
2011 Umbria
2012 Abruzzo
2013 Abruzzo
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