Ormai è diventato modo corrente per tutti i giornalisti sportivi e addetti ai lavori usare il termine "fuori quota" per indicare i calciatori della categoria Juniores
che nei campionati dilettanti di Eccellenza e Promozione le squadre devono obbligatoriamente schierare in campo. Negli anni '70, se ricordo bene, i "fuori quota" nel settore dilettantistico erano i giocatori con età superiore ai 26/27 anni i quali potevano essere schierati nelle gare ufficiali. La FIGC Dilettanti per valorizzare i giovani calciatori permetteva l'impiego di un massimo di tre ultra ventiseienni in categoria cioè tre "FUORI QUOTA". Soltanto la Terza categoria poteva schierare liberamente giocatori senza limiti di età.
Da qualche decennio le regole FIGC LND sono capovolte e a mio avviso in modo poco lungimirante. Ora in campo, al limite puoi mettere "OTTO FUORI QUOTA" e obbligatoriamente almeno "TRE JUNIORES" ma ...i media e gli addetti ai lavori informano e commentano alla rovescia. Fuori quota significa che non possono giocare. QUALE NORMA INIBISCE DI PRESENTARE AL DIRETTORE DI GARA UNA LISTA DI DICIOTTO GIOCATORI PER UNA GARA UFFICIALE FIGC LND, TUTTI TESSERATI COME JUNIORES?
A ragion veduta sarebbe opportuno e buona norma eliminare un "modo obsoleto e chiaramente scorretto" di informare il pubblico e di usare la nostra lingua in modo che il concetto sia giusto.
SALUTI DALL'Ammiraglio