
Triestina-Sanvitese, l'analisi di Fabio Maranzana
Partita difficile da definire quella vista allo Stadio Rocco di Trieste,
fra due squadre che non sono state capaci di mostrare uno spettacolo entusiasmante ed indimenticabile ma che sono riuscite a tenere in bilico la gara sino all’ultimo respiro, fra un’alternanza di punteggio e colpi di scena vari. Le cinque reti siglate potrebbero far pensare ad una gara con molteplici occasioni da rete, ritmi alti e con portieri ed attaccanti sugli scudi; la realtà della gara è stata però un po’ diversa ed è stata invece caratterizzata in modo particolare dagli episodi. Vedere quattro calci di rigore (tutti valutati correttamente) nella stessa partita non è cosa comune ma il fattore che maggiormente stupisce è il numero assolutamente povero di tiri nello specchio della porta e di altrettante pochissime parate degli estremi difensori, che non si sono mai resi protagonisti in interventi difficoltosi tecnicamente. Un risultato finale che premia oltremodo una Sanvitese che ha avuto il merito di crederci sino alla fine, ma che non è mai stata comunque superiore alla Triestina e che ha capitalizzato al meglio le pochissime situazioni da rete, anche con una buona dose di fortuna.
Ma andiamo con ordine…
La Triestina si presenta sul terreno di gioco con la difesa a quattro composta da Frangu a sinistra, Pratolino a destra e dai centrali Pimazzoni e Piscopo, il centrocampo a tre con Stentardo nel ruolo di centrale metodista, il rientrante Youssoufa Nakim sul centro-destra e Zetto sul centro-sinistra ed infine con il tridente composto dagli ultimi arrivati (in ordine di tempo) Bussi e Depetris, rispettivamente alla sinistra ed alla destra dell’ariete Denis Godeas. La Sanvitese invece scende in campo con un classico 4-4-2, a tratti molto “scolastico” ed ordinato, con una difesa molto bloccata ed un doppio schermo davanti alla linea difensiva pronto a coprire i due esterni di centrocampo che, come vedremo, spesso hanno creato difficoltà alla retroguardia triestina. In attacco le due punte Giglio e Della Bianca.
Parte molto forte come di consueto la Triestina, che inizia su buoni ritmi, aggredendo molto bene gli spazi e giocando con buona fluidità di manovra; la Sanvitese rimane infatti sotto la linea della metà campo senza riuscire mai a ripartire. La rete è nell’aria ed infatti arriva al 9° con protagonista Massimo Bussi che con un ottimo spunto in velocità dalla sinistra verso il centro dell’area viene steso da Sotgia con conseguente calcio di rigore. Godeas non perdona e porta così in vantaggio la squadra rossoalabardata. La rete siglata però, invece di creare entusiasmo e maggior determinazione alla Triestina, sortisce l’effetto contrario, ovvero un marcato rallentamento dei ritmi e dell’intensità; la Sanvitese dal canto suo, capisce che la Triestina non vuole recitare il ruolo di “killer” cercando il raddoppio immediato, ed inizia a creare qualche ripartenza soprattutto sulle fasce laterali con Pecile e Steinhaus che in fase di possesso palla iniziano ad accompagnare sempre le azioni offensive e giocando molto alti. Ed infatti, dopo pochi minuti, una spizzata di Della Bianca per Giglio, inganna il difensore esterno di casa Pratolino che commette fallo. Calcio di rigore e rete di Della Bianca.
Questa rete da maggior stimolo alla Sanvitese, che seppur senza creare delle manovre orchestrate, riesce a rendersi pericolosa con un paio di contropiedi, innescati spesso dai rilanci precisi del portiere Peresson, che testimoniano fra l’altro, il concetto che il primo attaccante di una squadra di calcio è l’estremo difensore stesso; la Sanvitese infatti, sui calci d’angolo, ha sempre mantenuto ben 3 giocatori in zona offensiva, cercando di sfruttare questi immediati rinvii del portiere creando delle pericolose situazioni di parità numerica.
Nel miglior momento della Sanvitese però, ripassa nuovamente la Triestina e sempre per merito del, a tratti, inarrestabile Bussi che sempre dalla sinistra e sempre in velocità viene atterrato in area con conseguente calcio di rigore sacrosanto. Sempre Godeas per la conclusione vincente e punteggio nuovamente a favore della squadra di casa oggi in maglia bianca. Ma nuovamente ecco uscire la squadra pordenonese che riequilibra la partita : perfetto taglio di Pecile (errato posizionamento della difesa alabardata) con cross che viene prima ribattuto e su conseguente tiro viene intercettato con un braccio da Piscopo. Calcio di rigore e nuova parità.
L’inizio di ripresa vede entrambe le squadre schierate come nel primo tempo ed anche il tema tattico sembra essere lo stesso con la Triestina a manovrare di più e Sanvitese nel provare a ripartire attaccando sulle corsie laterali; belli infatti i duelli fra Pratolino e Steinhaus da un lato e fra Giglio e Frangu dall’altro. La Triestina sembra comunque in grado di spingere e si affida soprattutto a Depetris che inizia a svariare su tutto il fronte d’attacco, creando molte difficoltà alla retroguardia e centrocampo avversari. Gli alabardati sembrano ora in grado di vincere la partita, ed a creare anche maggiori aspettative sotto questo punto di vista, ci pensa anche l’espulsione del difensore centrale n° 5 della Sanvitese Giacomini che lascia quindi in inferiorità numerica la sua squadra. Mister Muzzini allora fa entrare il n° 15 Bassetto per ricomporre la difesa a quattro e toglie dal campo l’esterno di centrocampo Steinhaus, fino a quel momento uno dei migliori. Schieramento quindi di 4-4-1 con lo spostamento di Giglio sulla corsia di sinistra.
La squadra di casa alza nuovamente i ritmi e riesce a creare un paio di situazioni interessanti, fra le quali spicca l’azione più bella della gara : accentramento palla al piede in slalom di Depetris fra un paio di avversari con palla filtrante per il perfetto taglio del solito Bussi che, di interno piede destro insacca perfettamente sul secondo palo; tutto perfetto per tempi di inserimento e precisione di assist e conclusione, ma non perfetta assolutamente è la segnalazione di fuorigioco da parte del guardalinee Turchetto che scatena le giuste quanto inutili proteste alabardate.
Ma come già accaduto in questa gara, nel miglior momento di una delle due squadre, è l’altra ad andare a segno, in questo caso la Sanvitese, che sfrutta un casuale e fortuito cross in mezzo all’area per segnare la terza rete, marcata Pecile.
Rossitto quindi cerca di correre giustamente ai ripari e trasforma la squadra in uno spregiudicato 4-2-4 con l’ingresso in campo di Sessolo al posto di Nakim e sistemando quindi il neo entrato a fianco di Godeas per dare un maggior peso in attacco. La Sanvitese però non ci pensa nemmeno a mollare la concentrazione e ci mette ancora più cuore e più attenzione difensiva; sono sempre nove infatti i giocatori sotto la linea del pallone, creando molta densità e riducendo sensibilmente gli spazi per gli attaccanti di casa che, forse troppo piatti fra loro, non riescono ad incidere. Nemmeno l’ingresso di Monti al posto di Depetris riesce a dare spunti interessanti negli ultimi metri di campo e la partita si spegne fra alcuni fischi dei supporters alabardati e molte braccia alzate in segno di vittoria di giocatori e tifosi pordenonesi che si sono trovati sul piatto una vittoria inaspettata e, se vogliamo, condita da una buona dose di fortuna.
Il cammino per la squadra di Rossitto è ora nuovamente in salita e l’obiettivo play-off sembra allontanarsi, ma indubbiamente, nelle ultime due gare disputate la Triestina ha avuto qualche episodio avverso di troppo, disputando gare comunque dignitose ma non riuscendo a portare a casa nessun punto. Ma questo è il bello ed il brutto del calcio…non sempre vince la partita la squadra migliore ma talvolta sono gli episodi a determinare il risultato. Probabilmente se fosse stata convalidata la rete di Bussi, la Triestina non avrebbe perso la gara, ma i “se” non fanno punti…. e per raggiungere gli obiettivi c’è bisogno solo di quelli….
Fabio Maranzana




