
Triestina-Montebelluna, l'analisi di Fabio Maranzana
09 Febbraio 2014
di vicedirettore
Partita divertente e ricca di gol questa vista alla stadio Nereo Rocco di Trieste in questo ennesimo pomeriggio piovoso di febbraio;
otto reti in una gara non si vedono tutte le domeniche ed addirittura lo “score” avrebbe potuto essere ancora più ampio in virtù delle molteplici occasioni da rete create da entrambe le squadre. La Triestina quindi ritorna alla vittoria davanti al proprio pubblico, disputando una gara direi..”completa”…ovvero con cuore, gamba e cervello, riuscendo a sfruttare appieno finalmente il proprio tridente offensivo. Il Montebelluna, dal canto suo, ha avuto il merito di lottare sino al termine della gara, cercando di ribattere colpo su colpo le sortite rossoalbardate; non si possono infatti scordare almeno 3 interventi ottimi del portiere di casa Franceschin che hanno messo al sicuro la gara nei momenti importanti. Da sottolineare che la squadra veneta è una squadra molto giovane, la più giovane della serie D, quindi con margini di miglioramento notevoli e che, grazie anche ad un’attuale posizione di classifica tranquilla, potrà dedicarsi sin d’ora proprio alla crescita individuale e collettiva dei propri giocatori.
Veniamo quindi alla gara…
La Triestina si affida al collaudato 4-3-3 con in porta il giovane Franceschin, difesa composta da Ferrara e Frangu rispettivamente a destra e sinistra dei centrali Pimazzoni e Piscopo. Il centrocampo, orfano del regista Wagner squalificato, si affida a Stentardo nel ruolo di centrale davanti alla difesa con Zetto sul centro/sinistra e Youssoufa Nakim sul centro/destra, mentre il tridente è formato da Bussi sulla sinistra, Sessolo sulla destra ed al centro il bomber Denis Godeas.
Daniele Pasa, vecchia conoscenza alabardata ed attuale allenatore del Montebelluna, opta invece per un classico 4-4-2, fra le cui fila spiccano senz’altro il giovanissimo Mattia Bonetto, classe 97’ (ha l’età per giocare nella squadra allievi…) schierato come centrocampista esterno destro e l’attaccante di colore Ogunseye, fisico notevole e dotato di buona tecnica individuale e forza fisica.
Parte molto bene la Triestina, con un pressing molto alto e con una buona intensità in fase di possesso palla, nonostante un campo molto pesante e zuppo d’acqua che sicuramente non aiuta il fraseggio. Nonostante ciò, il gioco risulta sin da subito piacevole anche grazie alle quasi sistematiche e rapide verticalizzazioni da parte di entrambe le squadre, che iniziano ad attaccare sin da subito gli spazi. Passano pochi minuti e immediatamente si scopre il tallone d’achille odierno degli ospiti, ovvero il reparto difensivo; la rete di Sessolo su perfetto assist di Godeas è quasi impossibile da sbagliare in quanto perfettamente posizionato e completamente smarcato a centro area. Passano pochi minuti ed arriva lo splendido gol di Federico Zetto che con un tiro da 30 metri di destro, toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali e porta la sua squadra sul 2-0 già al 17° minuto di gioco. Una rete questa, siglata dal centrocampista triestino, che premia la grande volontà, grinta e duttilità tattica che questo giocatore dimostra in ogni gara. Come già accaduto in passato però, la rete segnata illude un po’ la squadra di Mister Rossitto che, erroneamente troppo sicura del temporaneo risultato raggiunto, abbassa molto il ritmo, concedendo qualche sortita in avanti del Montebelluna che in mischia sfiora la rete con Zanetti ; tiro a botta sicura ma arriva la risposta pronta e reattiva del n° 1 Franceschin che blocca in tuffo. Così fra un calcio di rigore dubbio non concesso agli avversari ed un paio di situazioni pericolose soprattutto nella parte destra della difesa alabardata, arriva la rete veneta grazie ad un calcio di rigore per fallo su Ogunseye, con quest’ultimo che s’incarica della battuta e che spiazza il n° 1 alabardato.
La rete subita ha il pregio di far ritornare sui giusti binari i giocatori alabardati che da questo momento e sino a fine gara riprendono in mano il pallino del gioco, ritornando a pressare il portatore di palla avversario già nella metà campo avversaria ed aggredendo gli spazi come nei primi minuti di gioco. Arriva così (direi quasi..non a caso..) la terza rete, autore Godeas, che ha il merito di chiudere virtualmente la gara; anche in questo caso la segnatura avviene da una posizione molto favorevole in area di rigore, anch’essa senza alcuna marcatura diretta.. (!!)… a dimostrare la difficoltà odierna del reparto difensivo veneto.
La ripresa vede l’immediato inserimento per la Triestina di Vianello al posto di Pimazzoni (che aveva sfiorato anche la segnatura in 2 mischie durante il primo tempo) ma il modulo di gioco rimane invariato. A cambiare l’assetto tattico della propria squadra ci pensa però Mister Pasa, che passa dal 4-4-2 al 4-3-1-2; nonostante questo tentativo però, a tenere in mano il pallino del gioco è sempre la squadra di casa che, giocando con buona tranquillità, continua a cercare con insistenza la via della rete, mettendo alle corde un avversario che ha il grande merito di continuare a dare comunque il massimo sul piano agonistico. La pessima giornata della retroguardia veneta viene evidenziata anche nella quarta rete triestina, protagonista ancora Massimiliano Sessolo, nuovamente lasciato completamente libero di colpire a rete dal centro dell’area di rigore. Nonostante il campo molto pesante, la Triestina continua a correre ed attaccare con la giusta intensità ed infatti arriva anche la bella rete di Bussi, che dalla sinistra entra in area, si libera dall’avversario con un perfetto dribbling stretto sul fondo campo e con un destro “a giro” mette alle spalle del povero Baù che per la quinta volta è costretto così a raccogliere la palla in rete. Gol molto bello per pulizia e rapidità del gesto tecnico. Ormai la gara non ha più storia, anche se fino al 90° si segnalano ancora la rete del Montebelluna con Dal Maso, che sfrutta un’errato posizionamento (l’unico errore della gara) di Frangu per battere con un diagonale Franceschin e la tripletta personale di Sessolo che corona una prestazione chiaramente molto positiva.
Termina così la gara con i rossoalabardati a raccogliere i meritati applausi della curva ma soprattutto a raccogliere tre punti meritati e preziosi per classifica e morale; una squadra che ha evidenziato un’ottima condizione atletica ed una migliore quadratura tattica che ha consentito la costruzione di moltissime palle-gol. Per gli ospiti invece, una giornata sicuramente da dimenticare in fretta sul piano del risultato e che ha messo in evidenza troppe disattenzioni difensive, ma come detto all’inizio, la squadra trevigiana è composta da moltissimi giovani che chiaramente difettano in esperienza e questi cali di tensione sono generalmente figli di questo tipo di squadre.
Fabio Maranzana
Veniamo quindi alla gara…
La Triestina si affida al collaudato 4-3-3 con in porta il giovane Franceschin, difesa composta da Ferrara e Frangu rispettivamente a destra e sinistra dei centrali Pimazzoni e Piscopo. Il centrocampo, orfano del regista Wagner squalificato, si affida a Stentardo nel ruolo di centrale davanti alla difesa con Zetto sul centro/sinistra e Youssoufa Nakim sul centro/destra, mentre il tridente è formato da Bussi sulla sinistra, Sessolo sulla destra ed al centro il bomber Denis Godeas.
Daniele Pasa, vecchia conoscenza alabardata ed attuale allenatore del Montebelluna, opta invece per un classico 4-4-2, fra le cui fila spiccano senz’altro il giovanissimo Mattia Bonetto, classe 97’ (ha l’età per giocare nella squadra allievi…) schierato come centrocampista esterno destro e l’attaccante di colore Ogunseye, fisico notevole e dotato di buona tecnica individuale e forza fisica.
Parte molto bene la Triestina, con un pressing molto alto e con una buona intensità in fase di possesso palla, nonostante un campo molto pesante e zuppo d’acqua che sicuramente non aiuta il fraseggio. Nonostante ciò, il gioco risulta sin da subito piacevole anche grazie alle quasi sistematiche e rapide verticalizzazioni da parte di entrambe le squadre, che iniziano ad attaccare sin da subito gli spazi. Passano pochi minuti e immediatamente si scopre il tallone d’achille odierno degli ospiti, ovvero il reparto difensivo; la rete di Sessolo su perfetto assist di Godeas è quasi impossibile da sbagliare in quanto perfettamente posizionato e completamente smarcato a centro area. Passano pochi minuti ed arriva lo splendido gol di Federico Zetto che con un tiro da 30 metri di destro, toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali e porta la sua squadra sul 2-0 già al 17° minuto di gioco. Una rete questa, siglata dal centrocampista triestino, che premia la grande volontà, grinta e duttilità tattica che questo giocatore dimostra in ogni gara. Come già accaduto in passato però, la rete segnata illude un po’ la squadra di Mister Rossitto che, erroneamente troppo sicura del temporaneo risultato raggiunto, abbassa molto il ritmo, concedendo qualche sortita in avanti del Montebelluna che in mischia sfiora la rete con Zanetti ; tiro a botta sicura ma arriva la risposta pronta e reattiva del n° 1 Franceschin che blocca in tuffo. Così fra un calcio di rigore dubbio non concesso agli avversari ed un paio di situazioni pericolose soprattutto nella parte destra della difesa alabardata, arriva la rete veneta grazie ad un calcio di rigore per fallo su Ogunseye, con quest’ultimo che s’incarica della battuta e che spiazza il n° 1 alabardato.
La rete subita ha il pregio di far ritornare sui giusti binari i giocatori alabardati che da questo momento e sino a fine gara riprendono in mano il pallino del gioco, ritornando a pressare il portatore di palla avversario già nella metà campo avversaria ed aggredendo gli spazi come nei primi minuti di gioco. Arriva così (direi quasi..non a caso..) la terza rete, autore Godeas, che ha il merito di chiudere virtualmente la gara; anche in questo caso la segnatura avviene da una posizione molto favorevole in area di rigore, anch’essa senza alcuna marcatura diretta.. (!!)… a dimostrare la difficoltà odierna del reparto difensivo veneto.
La ripresa vede l’immediato inserimento per la Triestina di Vianello al posto di Pimazzoni (che aveva sfiorato anche la segnatura in 2 mischie durante il primo tempo) ma il modulo di gioco rimane invariato. A cambiare l’assetto tattico della propria squadra ci pensa però Mister Pasa, che passa dal 4-4-2 al 4-3-1-2; nonostante questo tentativo però, a tenere in mano il pallino del gioco è sempre la squadra di casa che, giocando con buona tranquillità, continua a cercare con insistenza la via della rete, mettendo alle corde un avversario che ha il grande merito di continuare a dare comunque il massimo sul piano agonistico. La pessima giornata della retroguardia veneta viene evidenziata anche nella quarta rete triestina, protagonista ancora Massimiliano Sessolo, nuovamente lasciato completamente libero di colpire a rete dal centro dell’area di rigore. Nonostante il campo molto pesante, la Triestina continua a correre ed attaccare con la giusta intensità ed infatti arriva anche la bella rete di Bussi, che dalla sinistra entra in area, si libera dall’avversario con un perfetto dribbling stretto sul fondo campo e con un destro “a giro” mette alle spalle del povero Baù che per la quinta volta è costretto così a raccogliere la palla in rete. Gol molto bello per pulizia e rapidità del gesto tecnico. Ormai la gara non ha più storia, anche se fino al 90° si segnalano ancora la rete del Montebelluna con Dal Maso, che sfrutta un’errato posizionamento (l’unico errore della gara) di Frangu per battere con un diagonale Franceschin e la tripletta personale di Sessolo che corona una prestazione chiaramente molto positiva.
Termina così la gara con i rossoalabardati a raccogliere i meritati applausi della curva ma soprattutto a raccogliere tre punti meritati e preziosi per classifica e morale; una squadra che ha evidenziato un’ottima condizione atletica ed una migliore quadratura tattica che ha consentito la costruzione di moltissime palle-gol. Per gli ospiti invece, una giornata sicuramente da dimenticare in fretta sul piano del risultato e che ha messo in evidenza troppe disattenzioni difensive, ma come detto all’inizio, la squadra trevigiana è composta da moltissimi giovani che chiaramente difettano in esperienza e questi cali di tensione sono generalmente figli di questo tipo di squadre.
Fabio Maranzana
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