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La Triestina è fallita. Si riparte (forse) dai dilettanti

19 Giugno 2012
di vicedirettore
Martedì 19 giugno 2012 rappresenta un nuovo capitolo alla voce fallimento in casa Triestina Calcio.

Il curatore Giovanni Turazza si è presentato in mattinata nell'ufficio del presidente della sezione civile del Tribunale di Trieste Giovanni Sansone per chiudere l'esercizio provvisorio e decretare il fallimento dell'Unione in mancanza di offerte ufficiali per l'acquisto della società rossoalabardata. Era l'ultimo giorno utile per presentare un progetto economico visto che i giorni, che separano la data in questione da quella del 27 giugno (iscrizione ai campionati), rappresentano il tempo necessario per espletare tutti i documenti necessari ai fini burocratici. Perciò tutti i tesserati della prima squadra e delle giovanili sono svincolati e liberi di accasarsi dove vogliono. Ora la palla passa al sindaco Roberto Cosolini, che ha facoltà di chiedere alla Figc l'iscrizione della società alla serie D. Tale facoltà, però, deve essere supportata dalla presenza di una cordata interessata a gestire e foraggiare la stessa. Senza quest'ultima condizione l'eventuale mossa del sindaco di rivolgersi alla Figc non avrebbe senso.

Queste le parole di Turazza: "Si tratta di un fallimento ordinario, che fa seguito alla mancata presentazione di richieste di acquisto. Di conseguenza l'ho comunicato al presidente Sansone e al comitato dei creditori, con i quali abbiamo concordato la cessazione dell'attività. Vengono meno in tal modo l'affiliazione alla federazione, che peraltro sarebbe avvenuta il 30 giugno, e i contratti in essere".