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Francesco Aiello, da ex compagno di Petagna al sogno di tornare a giocare con il fratello Federico

18 Dicembre 2020
di vicedirettore

Francesco Aiello, estremo difensore dell'ambizioso Zaule Rabuiese, tira una linea sul momento personale e di squadra.

“Ci stiamo allenando al campo ma in maniera individuale, seguendo i vari protocolli (molto rigidi) e cioè senza spogliatoi, senza contatti fisici, senza partite e senza aver certezze sulle date di una possibile ripresa, quindi non è facile. Per quanto riguarda il nostro campionato (Promozione girone B), sembra un torneo piuttosto equilibrato con sicuramente quelle 4 - 5 squadre un po’ più attrezzate (sicuramente Kras, Juventina, Sevegliano, a sorpresa la Pro Romans e metto anche il Trieste Calcio dei miei amici Gileno, Davanzo e Ruzzier), anche se è difficile farsi un idea sul livello complessivo, avendo giocato solo quattro partite”.

 

A proposito del campionato, il portierone viola afferma: “Il nostro obbiettivo rimane quello dei play off e perché no magari provare a fare qualcosa in più! Tanto dipenderà anche dalla formula della ripartenza, se si finirà solamente con il girone d’andata lasciando spazio poi a dei play off più allargati (si vocifera sia questa la possibile soluzione per finire la stagione) o se si adotterà qualche altro sistema.... in qualsiasi caso ci faremo trovare pronti e lotteremo fino alla fine”.

E sul fratello tesserato con lo Zarja in Prima C: “Preferirei tornare a giocarci con lui, anche perché l’unica volta che ci siamo sfidati da avversari Federico ha avuto la meglio vincendo 2-0 (l’anno scorso quando io ero al San Giovanni e lui allo Zarja) e sono stato beffeggiato per un po’. Scherzi a parte, siamo molto legati, abbiamo un bellissimo rapporto e pure per questo mi piacerebbe ritornare a condividere con lui la squadra, lo spogliatoio e i vari post partita”.

E sui suoi trascorsi calcistici: “Ho iniziato al Domio, avevo 5 anni e tra l’altro in quel gruppo c’era anche il bomber Petagna. Sono passato poi alla Triestina (primo anno Esordienti); subito dopo ho fatto due anni al Trieste Calcio per poi passare al San Luigi, con cui ho poi esordito in prima squadra nel campionato di Eccellenza. Al San Luigi sono stato sette anni e mezzo (trafila nelle giovanili, due anni in Eccellenza e uno e mezzo in Promozione). Oltre ad esser stata l’esperienza più lunga in una società, è stata sicuramente quella in cui ho avuto più soddisfazioni personali. Poi, per vedute diverse della società, sono stato girato in prestito allo Zarja (Prima Categoria), quindi due anni allo Zaule grazie all'allenatore Euro Petagna che ci portò con lui (in Promozione), lo scorso anno invece al San Giovanni (dove ho avuto la fortuna di condividere un ambiente decisamente bello e speciale con un bellissimo gruppo), per tornare infine quest’anno allo Zaule, e devo dire che anche in questa stagione sono stato fortunato, perché ho trovato un bellissimo gruppo. Ed anche ad Aquilina si sta molto bene, non ci fanno mancare nulla e spero di rimanerci”.

Ecco allora la dedica finale: “Nella mia, seppur breve carriera sono stato sempre molto fortunato. Ho avuto la fortuna di conoscere tante persone, creare amicizie che porto tutt’ora avanti anche fuori dal campo e lavorare con mister e preparatori che mi hanno dato tanto. Giorgio Ianza e Fabio Altin sono stati fondamentali nella mia crescita sotto tutti i punti di vista sia sportivi che umani; sono e sarò sempre riconoscente nei loro confronti. Tra l'altro Fabio è stato il mio primo preparatore e tutt’ora ce l’ho allo Zaule a... sopportarmi”.