L’Udinese è tornata alla vittoria dopo due mesi (battè il Parma in Friuli per 1-0 il primo marzo), sbancando stavolta la Unipol Domus Arena (anche questa volta di misura…1-2). I sardi speravano di mettere l’ultimo mattone di peso sulla salvezza – per quanto non sarebbe stata matematica – davanti al pubblico amico con una affermazione o un pareggio, ma in ogni caso mantengono un margine prezioso in classifica rispetto alle rivali dietro. I bianconeri di Kosta Runjaic, dal canto loro, hanno puntellato con decisione la loro graduatoria dopo sette gare fatte di un pareggio con la Lazio, cinque stop consecutivi e un’altra spartizione della posta (col Bologna). E proprio il pari e patta con gli emiliani e lo scacco matto in terra sarda hanno gettato acqua sulla benzina, che alimentava le voci di bianconeri ormai senza motivazioni. Una mossa messa in pratica pur essendo privi di mezza squadra (gli indisponibili Lucca, Thauvin ed Ekkelenkamp nonché gli squalificati Ehizibue e Payero). Tra l’altro gli ultimi scontri diretti con la compagine cagliaritana stanno dicendo bene alla Zebretta di paròn Pozzo, che – considerando quest’ultimo duello – ha messo insieme cinque hip hip hurrà e due pari nei sette confronti diretti più recenti.
L’ultimo è andato un po’ a sprazzi (anche se tendente all’equilibrio) con delle chances per entrambe le formazioni nel computo generale. I rossoblù dell’ex Davide Nicola e dell’ex Triestina Felici ha difettato di lucidità in certi momenti, commettendo così alcuni errori, ma alla fin fine il raddoppio ospite (si era sull’1-1) è stato fortuito, visto che Kristensen ha accompagnato in porta col petto una palla capitatagli casualmente a portata….di petto appunto sugli sviluppi di un corner e accompagnandola in fondo al sacco per il suo primo centro con l’Udinese e per determinare il risultato da mettere a referto.