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Il sogno di Andrea Petagna continua: dal Domio alla Nazionale!

09 Settembre 2010
di vicedirettore

Un nonno ex giocatore della Triestina (il quinto alabardato per numero di presenze),

un papà mister, una mamma istruttrice di nuoto e un fratello che attualmente gioca nelle giovanili dell’Unione. Nel suo dna insomma c’è tanto sport. Per Andrea Petagna, nato nel capoluogo giuliano il 30 giugno del 1995, il sogno di sfondare nel calcio continua. Proprio oggi infatti si trova a Coverciano per partecipare ad un raduno della Nazionale Under 16. Ma ripercorriamo la sua strada sportiva.

E’ nato calcisticamente nel Domio, il suo primo allenatore nei Primi Calci e nei Pulcini è stato Dario Umek (ora alla guida degli Juniores della stessa società biancoverde), poi il passaggio all’Itala San Marco, alla Virtus Corno e al Donatello Udine. Quindi il grande salto nella scorsa stagione al Milan dove ha vinto il campionato Giovanissimi Nazionali divenendo dunque Campione d’Italia per la categoria. E qui Andrea si è fatto notevolmente apprezzare.

Attaccante di buona stazza, ha segnato 15 gol risultando il secondo miglior marcatore della squadra. E’ andato a bersaglio anche nella gara di finale contro la Pro Sesto.

Nel raduno di oggi sono presenti 30 giocatori, una selezione che verrà scremata dal tecnico Antonio Rocca fino al raggiungimento dei 18 i quali, ai primi di ottobre, parteciperanno ad un quadrangolare a Latina contro Danimarca, Ucraina e Irlanda del Nord. Una selezione già iniziata mesi addietro quando a presentarsi furono parecchi di più.

Nella prossima stagione Andrea militerà negli Allievi Regionali dei rossoneri e le premesse per fare bene ci sono tutte. Potrà ammirare forse da vicino “fenomeni” del calibro di Ronaldinho, Pato, Ibrahimovic, Robinho, Inzaghi. Campioni che in campo occupano il suo stesso ruolo. Da loro potrà sicuramente imparare quei segreti, che assieme alle doti personali, gli potranno essere utili per il futuro e chissà che un giorno non arrivi in serie A e addiritura alla Nazionale maggiore. Per il momento sono solo sogni. Anzi, qualcosa di più visto come stanno andando le cose.

Anche la Triestina, una volta tanto, come altre squadre di serie A, si era accorta delle potenzialità del giovane campione giuliano. Ma le sirene di una strada ancora più prestigiosa sebbene non ancora delineata chiaramente hanno fatto declinare alla famiglia le offerte del club alabardato e delle altre società professionistiche. Complimenti dunque al papà Euro, che ha saputo aspettare il treno giusto.