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Tuffi, intervista con la super tatuata Maria Marconi

16 Marzo 2011
di vicedirettore
La super tatuata Maria Elisabetta Marconi (undici i tatuaggi distribuiti lungo i suoi 158 centimetri) ha rinverdito suo malgrado - ai recenti europei di Torino - la tradizione dei piazzamenti ai piedi del podio dei Marconi brothers. La tuffatrice romana, nata il 28 agosto 1984, sorella minore di Nicola e Tommaso e la cui popolarità è aumentata negli ultimi anni a Trieste allenandosi spesso e volentieri al polo natatorio Bruno Bianchi, un pò insomma triestina d'adozione, è reduce da un doppio quarto posto. Ha conquistato tale piazzamento sia da uno sia da tre metri, prova - quest'ultima - in cui Tania Cagnotto le ha portato via la terza posizione proprio sotto il naso. E non è riuscita così ad aggiornare il suo palmares internazionale, in cui spiccano un argento da un metro agli europei torinesi del 2009, un bronzo da un metro agli europei 2006 di Budapest e un bronzo nel sincro da tre metri (assieme alla Cagnotto) agli europei di Berlino 2002. Nata il 28 agosto 1984, gode di un doppio tesseramento con Fiamme Gialle e Lazio Nuoto (in cui la madre ha un importante compito organizzativo nella sezione dei tuffi).
Maria, quale è il bilancio personale degli ultimi europei?
Sono sia rammaricata sia soddisfatta. Speravo di ottenere di più da un metro, ma è arrivata un'altra medaglia di legno, che non fa piacere a nessuno. Sono invece soddisfatta della prova dai tre metri. Sono infatti contenta di aver dimostrato di essere competitiva anche se mi avrebbe fatto molto piacere vincere un bronzo e non averlo fatto mi rode. Ai miei fratelli, però, era andata peggio ai mondiali di Roma (tra l'altro in questi giorni "Mary" è proprio nella "sua" capitale, ndr) nel sincro dai tre metri, essendo quarti per otto centesimi. Io sono stata quarta un po' più staccata anche se ripenso ancora ai due-tre punti di distacco dal terzo posto nei tre metri.
Quale è invece il bilancio della nazionale italiana?
Penso che abbiamo perso qualche punto a livello maschile, dove mancava Francesco Dell'Uomo. Un atleta molto conosciuto e bravo. Le nuove leve hanno centrato delle finali, ma non sono salite sul podio. Sul piano femminile gli standard sono stati di spessore in tutte le specialità. Ci sono stati risultati importanti e ottime prestazioni da parte di Noemi Batki, Francesca Dallapè e Tania Cagnotto. Tutte le ragazze hanno viaggiato alto - come si dice nel gergo dei tuffi - relativamente ai coefficienti. Le femmine sono meno potenti dei maschi, ma hanno qualità. E infatti sono arrivati dei nove nelle votazioni e non dei sette e mezzo. Potenze come Canada, Usa e Cina restano però delle avversarie difficili da affrontare.
C'è qualcuno che le ha colpito a Torino?
Sicuramente Noemi Batki (premiata dal comitato Fin Fvg il 15 marzo per il suo oro dalla piattaforma alla presenza di Emilio Felluga). Era in stanza con me: tutte e due sentiamo la gara, ma non se l'è fatta addosso. Ha tenuto duro ed è andata avanti per la sua strada. Brava anche la svedese Anna Lindberg. Si pensava che potesse non essere al massimo, avendo avuto un bimbo. E' andata bene già da un metro e poi si è presa la medaglia pure dai tre metri.
I mondiali di Shanghai e la Coppa del Mondo sono ora i principali obiettivi stagionali?
Spero di non steccare la qualifica e di andare ai mondiali, dove vorrei ripetere i miei punteggi. La coppa del mondo è dal canto suo l'ultima chance per le olimpiadi.
Non vanno trascurati neanche i tricolori e il campionato italiano di società, giusto?
Sono una cosa in più. Tra noi italiani ci conosciamo benissimo e queste sono prove per portare punti e soddisfazioni ai club e alle Fiamme Gialle.
I sodalizi triestini possono dire la loro in generale e in particolare la Trieste Tuffi per uno degli scudetti?
Dipende sempre tutto dallo stato di forma con cui ci si presenta alle gare e che condiziona le potenzialità per quanto queste possano essere buone. La condizione viene verificata solo all'ultimo.
C'è ancora a lungo Trieste - sul piano degli allenamenti - nel futuro di Maria Marconi?
Ci è stato detto che la piscina Acquacetosa di Roma è in procinto di essere consegnata. Perciò credo che dalla prossima stagione non saremo in collegiale alla Bianchi. In ogni caso Domenico (Rinaldi, il suo allenatore e direttore tecnico della Trieste Tuffi, ndr) dovrà fare qualche tappa a Trieste e di conseguenza qualche visita sarà ancora possibile. Roma rappresenta comunque il mio futuro. E' diversa da Trieste, essendo enorme. Trieste coincide con il centro di Roma e ti dà la possibilità di concentrarti sui tuffi. Ci si sta bene, ma io sono romana e i miei impegni, magari da allenatrice un domani, saranno rivolti alla Lazio Nuoto.