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Tuffi, fantastica Noemi Batki: è argento europeo

12 Agosto 2010
di vicedirettore

Seconda medaglia azzurra nei tuffi agli Europei di Budapest: Noemi Batki e' argento

nella finale della piattaforma. L'azzurra, quinta nelle eliminatorie, ha chiuso al secondo posto con 343,80 punti, finendo alle spalle soltanto della tedesca Christin Steuer, oro con 354,50.
L'azzurra è stata brava a sfruttare anche gli errori delle avversarie, soprattutto della Subchinski e della russa Koltunova. Il salto decisivo è un perfetto triplo e mezzo ritornato.

Noemi Batki, caporal maggiore dell'Esercito, ha dedicato la sua medaglia ai militari italiani impegnati nella missione in Afghanistan. «Loro servono la Patria così, io in un altro modo», ha dichiarato ai microfoni di Rai Sport. «Ringrazio l'esercito perché mi ha supportato anche quando i risultati non arrivavano», ha aggiunto la Batki, che è nata proprio a Budapest. Noemi è pertanto ungherese di nascita ed è figlia d’arte. Sua madre infatti è l’ex tuffatrice magiara Ibolya Nagi venuta in Italia per amore di Dario Mosena, il suo secondo marito.

Ha vinto l’argento grazie ai due ultimi tuffi praticamente perfetti.
«Dopo il terzo tuffo –racconta lei stessa- il morale era un po' a terra e mi sono detta: o mollo oppure vado giù e mi diverto. Ho scelto la seconda strada, ed ecco il risultato». Sono stati quei cinque nove e mezzo e i due nove a portarla tanto in alto: «Peccato che non ci è scappato il dieci», sorride Noemi. Un triplo e mezzo ritornato e un doppio e mezzo rovesciato che l'hanno laureata vicecampionessa d'Europa.

«È stato bellissimo gareggiare qui, -conclude Noemi Batki- ho visto che alla fine sollevavano mia madre per buttarla in acqua. È stato un bel riscatto dopo il 2006: allora l'emozione era stata più forte, ora ho dimostrato quello che valgo ed è un primo gradino verso altri traguardi. Tania? Ho raccolto il suo testimone, è stata la mia guida». Anche mamma Ibolya è emozionata. «Sono felice, mi sono sentita a casa perchè anche gli ungheresi l'hanno considerata una loro atleta», racconta. E confida: «Eravamo in due a sapere quanto Noemi volesse questa medaglia, io e Dio».