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Pesek-Iamiano, 53 chilometi per 128 podisti e 44 ciclisti

21 Dicembre 2010
di vicedirettore

«Si può godere, lungo gran parte del percorso, di un silenzio che riconcilia con la natura circostante. Correre sul sentiero 3 mi da una grande gioia, mi rende partecipe di un'avventura unica nel suo genere». Sono queste le parole pronunciate da Paolo Massarenti, ancora ansimante per lo sforzo appena portato a termine. Il fango che lo ricopre ed i segni sul volto, dovuti al passaggio in mezzo a dei rovi, dannola cifra dell'impresa appena compiuta. I 53 km che dal confine di Pesek portano all'abitato di Jamiano, nel vallone di Gorizia, diventano la «Cavalcata carsica», la traversata del Carso triestino lungo il sentiero 3 del Cai. E' una gara che non prevede pettorali né punti di ristoro. L'appuntamento, da 22 anni, è fissato ogni prima domenica di dicembre, alle 7.30 di mattina, presso il parcheggio dell'ex albergo «Touring» di Pesek. Anche questa volta, come da copione, la temperatura alla partenza era di 4 gradi sotto lo zero. «Il 3 è diventato un rito», sostiene orgoglioso Nevio Dionisi che, insieme all'amico Alessandro Inamo, raccoglie, fin dalla prima edizione, i nominativi dei partenti, segnando con cura, una volta giunti al traguardo di Jamiano, il loro tempo finale. Quest'anno, per nulla intimoriti dalla neve caduta nei giorni scorsi, si sono presentati alla partenza 128 podisti (record assoluto di partecipanti) e 44 ciclisti. Il fondo ghiacciato, oltre a rendere scivoloso buona parte del sentiero, ha coperto i segni rossi che indicano il tracciato, facendo sbagliare strada a diversi atleti. «In questa gara –- precisa Massarenti- – è fondamentale conoscere il percorso e le sue centinaia di varianti».

L'ultramaratoneta del G.S. San Giacomo, nonostante alcuni contrattempi l’abbiano costretto a partire in ritardo, una volta raggiunto e superato il gruppo di testa, ha corso da solo fino al traguardo che ha tagliato in 4h29'. Alle sue spalle Luca De Reya (4h35') che ha staccato, di oltre 20 minuti, Enrico Viola, giunto terzo (4h57'). Non ce l'hanno fatta a restare sotto il muro delle 5 ore, Fulvio Pelusi (5h06') e Andrea Babici (5h13'), autori comunque di un'ottima prova. Le prime donne (ne sono arrivate una decina) sono state Cinzia Mauchigna e Chiara Colonnello che, in 6h32', hanno passato la linea d'arrivo tenendosi per mano. Il Team Cottur, per quanto riguarda la performance in mountain bike, ha avuto gara facile con Matteo Vecchiet che, pedalando sempre al comando, ha raggiunto Jamiano in 4h07'. A meno di mezz'ora di distanza è arrivato il compagno di squadra Paolo Fedrigo. Una prova sorprendente la sua, che gli ha consentito di staccare, già dai primi km, il forte Davide Castronovo (Mbc Trieste). «Ho rotto il sellino e bucato la ruota - racconta Castronovo - – ma non posso lamentarmi, il 3 è anche questo, arrivare al traguardo è già una vittoria». Coraggiosa prova di Anna Adam (6h39'), prima donna classificata in mountain bike.