
Europei di Cross, tre triestini in Portogallo
21 Dicembre 2010
di vicedirettore
Si sono svolti ieri in Portogallo, ad Albufeira,
gli Europei di Cross che vedevano alla partenza ben tre atleti triestini in maglia azzurra: Patrick Nasti e Riccardo Sterni tra le Promesse e Federica Bevilacqua nella gara Juniores. Forse sono mancate le imprese sorprendenti alle quali soprattutto la Bevilacqua ci aveva quasi abituato, ma gli atleti triestini si sono comunque confermati tra i migliori in assoluto della nostra Nazionale e all'altezza delle più qualificate manifestazioni internazionali. Federica Bevilacqua è di gran lunga la migliore delle italiane nella corsa under 20 femminile di quasi 4 km, classificandosi al tredicesimo posto in 13'33” con quasi mezzo minuto di vantaggio sulle connazionali Giulia Martinelli (28.a) e Alessia Pistilli (35.a). I maschi under 23 si misurano invece sulla distanza di 8,17 km, tra gli azzurri solo il forte italo-marocchino Ahmed El Mazoury (15.o in 24'51”) riesce a fare meglio di Patrick Nasti che conclude al 55.o posto in 25'40”, penalizzato però dalla perdita di una scarpa nelle prime fasi di gara, quando la foga del centinaio di partenti causa la caduta di numerosi atleti. Nasti perde secondi preziosi per rimettere la scarpa per poi lanciarsi nel tentativo di recupero, dovendo però abbandonare ogni tattica di gara per una ben più dispendiosa rincorsa delle posizioni perdute. Più sfortunato riesce ad essere Riccardo Sterni che rovina a terra travolto nella caduta, ma pur con qualche ammaccatura riesce a portare a termine la gara concludendo all'83.o posto in 26'29”. Eccellente il quarto posto della squadra maggiore azzurra trascinata da un vivace e generoso Andrea Lalli, 23enne molisano che, dopo una gara in buona parte al comando, si classifica sesto segnando uno dei migliori piazzamenti italiani di tutti i tempi nella competizione europea di cross. Spulciando la lista degli iscritti della categoria Juniores salta all'occhio la presenza di un altro triestino, Luca Sponza, assente suo malgrado ai cancelli di partenza. La sua iscrizione era infatti solo a titolo di riserva, nel caso uno dei titolari non potesse partecipare. È lecito sospettare che il triestino abbia confidato in qualche malessere passeggero di qualche titolare per poter prontamente subentrare in sua vece, ma così non è stato e il nostro è rimasto in patria, dovendo ripiegare sulla concomitante corsa campestre sociale che la sua società, il Marathon, organizza annualmente sul Carso triestino. E qui, complice anche l'ovvia assenza di Nasti e Sterni, ha avuto l'occasione di consolarsi arrivando primo.